Roland Garros, l’ultimo match di Monfils a Parigi: Gaston lo batte al quinto

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Roland Garros, l’ultimo match di Monfils a Parigi: Gaston lo batte al quinto

[WC] H. Gaston b. [WC] G. Monfils 6-2 6-3 3-6 2-6 6-0

Gael Monfils ha giocato il suo ultimo incontro al Roland Garros. Alla sua diciannovesima apparizione, con una semifinale raggiunta nel 2008 (sconfitto da Federer), il francese classe 1986 si è arreso 6-2 6-3 6-3 6-2 6-0 in 3h22′ al connazionale Hugo Gaston in uno scontro anche fra wild card. Di quindici anni più giovane dell’avversario, il classe 2000 pareva sotto un treno dopo che si era visto recuperare i due set di vantaggio e invece è rinato al quinto, sorprendendo Lamonf, colpevole – se così si può dire – di un avvio troppo lento.

Era lecito attendersi un match diverso dagli usuali scambi di mazzate da fondo e diverso è stato, non solo smorzate e altre invenzioni bensì soprattutto per l’andamento, tra un Monfils inesistente nel primo set e che poi ne ha impiegato un altro prima di approfittare delle occasioni, mentre Gaston era alle prese problemi fisici, tornando però splendente nella partita finale. Una sfida inedita cominciata non facendosi guardare volentieri e cresciuta il giusto; d’altra parte Gael ha tre vittorie in nove match quest’anno, Hugo è 0-4 a livello ATP ed è di nuovo uscito dalla top 100.

Non benissimo Monfils in risposta sulle palle break, va bene lo slice mancino ma Hugo è 173 cm, la palla non ti arriva da sopra un albero (cit. Federer su Isner), e si è trovato spesso in difficoltà anche sul dritto incrociato dell’altro che, di nuovo, è mancino ma non è Nadal, anzi, secondo gli Insights il suo colpo è al 100° posto su 100. D’altronde, se gioca un tennis diverso ci sarà un perché.

Primo set – Monfils non pervenuto, Gaston fa le cose giuste

Gael inizia già stanco e poco centrato. Gaston come sempre bravo in difesa, piedi veloce e ottima mano, si è limitato a contenere l’avversario fino alla palla giusta per girare lo scambio se non sbagliava prima Monfils. Di solito la seconda e 6-2 Hugo. Pochissime prime in campo per entrambi, ma Hugo molto meglio dell’avversario con la seconda e negli scambi fino a otto colpi.

Secondo set – Monfils pronto ad accendersi ma non ci riesce

Sudato come neanche Rafa Nadal a Rio, Gael piazza tre vincenti per l’1-1. Sembra il momento per entrare in partita, ma al gioco successivo fallisce un comodo smash che gli avrebbe dato il 15-40. Niente da fare, quindi, e anzi va sotto subito dopo: brutte smorzate e servizio perso. Lamonf è spesso piegato in due – da una decina di giochi – ma dà battaglia, Gaston inizia a sbagliare. Ci sono scambi più da esibizione, Hugo corre e recupera tutto, vero che l’altro non chiude una porta neanche se gli metti la mano sulla maniglia, ma va bene così anche perché arriva il 3 pari. Sul 4-3 per Gadton, arriva il medico che gli smercia una pasticca, diteci cos’è perché il venticinquenne mancino si alza e brekka. Monfils non gioca gli ultimi punti e un altro set va a Tolosa.

Terzo set – Monfils in ripresa

Hugo pare in difficoltà, va sotto ma l’altro regala il controbreak e sul 2-3 esce dal campo per un MTO. Gael spreca qua e là, poi torna avanti all’ottavo gioco e chiude con la battuta. La rimonta è cominciata?

Quarto set – Monfils domina, Gaston guarda

Lamonf ora gioca piuttosto bene, è reattivo, il dritto funziona e Gaston non riesce a opporre resistenza, ritrovandosi presto 0-4. Lui indeciso tra il provarci ancora o rimandare al quinto, Monfils che ci pensa già, al quinto, la sfida si trascina verso l’inevitabile.

Quinto set – Gaston rinasce, Monfils frastornato

22-21. È il bilancio al quinto del marito di Elina Svitolina, ora bella contenta nell’angolo. Tre volte su nove gli è riuscita la rimonta da 0-2. Hugo rientra dal toilet break carichissimo – forse finge ma non fa davvero differenza – e brekka al secondo gioco sul 51° gratuito dell’altro. Spiritato, Gaston decide i punti e letteralmente non sbaglia una palla, Monfils non sa bene che fare, lo fa pure male e vede l’altro volare 4-0. Non si ferma, Gaston, c’è il bagel, che forse fa male sul momento ma siamo qui a festeggiare.

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