ATP Roma: salvate il soldato Popyrin. Sinner gli concede solo due game. Sarà derby con Pellegrino agli ottavi

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ATP Roma: salvate il soldato Popyrin. Sinner gli concede solo due game. Sarà derby con Pellegrino agli ottavi

[1] J. Sinner b. A. Popyrin 6-2 6-0

Sinner fa cifra tonda. Con la lezione del lunedì pomeriggio impartita ad Alexey Popyrin, lo schiacciasassi azzurro raggiunge quota 30 vittorie consecutive nei Masters 1000. Complicato anche trovare un aggettivo azzeccato per sintetizzare la prestazione odierna del numero del mondo contro l’australiano, sconfitto col risultato di 6-2 6-0. Un match iniziato male e finito peggio per il classe ’99 di Sydney, che ricordiamo, vanta un trionfo masters ottenuto a Montreal nel 2024. Ma oggi si è visto ben poco di quel frizzante Alexei, annichilito dal dominatore del circuito, che dopo 65 giri d’orologio ha stretto la mano all’australiano, al quale ha concesso soltanto due giochi nell’incontro.

Il padrone di casa vola agli ottavi per la quinta volta in carriera agli Internazionali d’Italia. E sul centrale del Foro, sarà derby azzurro con l’eroe del torneo capitolino, Andrea Pellegrino.

Primo Set: Sinner devastante, l’australiano racimola solo due game

Pronti, via. Scoraggiante, per l’australiano, l’approccio del numero uno al mondo all’incontro. Jannik esordisce con una risposta fulminante, giusto per servire un entrée gustoso al pubblico del centrale. Nessuna partenza controllata, questa volta, per il solista del ranking, che con violenza sfalda la sfera gialla col dritto scoppiettante, ed è break a freddo in favore dell’azzurro. Il game di battuta di Sinner si volatilizza in un amen, e qualche istante dopo, Alexei si ritrova a fronteggiare un’altra palla break, la seconda in tre game. Chiamato a rete dall’avversario, Popyrin riesce a salvarsi in calcio d’angolo con un buon passante di rovescio, ma sul deuce, si rifiuta categoricamente di tirare una tradizionale seconda, e intimidito dalla posizione avanzata di Sinner, chiude gli occhi, scaraventando una pseudo-prima oltre i 200 km/h. Sul campo centrale del Foro Italico si abbatte anche qualche sporadica folata di vento, che però non sembra influenzare particolarmente il gioco. Nel quarto game, l’australiano invia qualche segnale positivo, trovando il coraggio di fare qualcosa di diverso per impensierire l’extraterrestre Sinner. Dopo un buon attacco, l’australiano si precipita a rete solo per mettere pressione. E funziona. Jannik manda il colpo in corridoio, ed è lui a salvare una palla break questa volta. L’uomo di ghiaccio non tentenna nemmeno un istante. Ottimo schema con dropshot, e chiusura con una buona volée che accarezza il nastro. Poi, per non scadere mai nella banalità, chiude il game con uno strettino di rovescio disumano, allietando la folla tricolore sugli spalti.

L’australiano, investito dalla potenza bruta dei colpi dell’altoatesino, si rintana dietro la riga, lasciando carta bianca a Jannik per sbizzarrirsi con le nuove variazioni implementate ormai da qualche tempo nel suo repertorio. Nella sfida odierna, l’azzurro cerca moltissimo le vie della rete, e con una demi-volée si procura l’opportunità del doppio break. Al resto ci pensa Popyrin, che mette a referto un sanguinoso doppio fallo. Senza particolari ostacoli, il padrone di casa mette la firma su un netto 6-2.

Secondo Set: Popyrin depone le armi. Bagel e derby azzurro prenotato

Al rientro in campo, Popyrin non approfitta del nuovo parziale per ridarsi un’occasione, annebbiando la vista troppo rapidamente con un filotto di gratuiti parecchio gravi. Senza sforzi disumani, Jannik apre il secondo set con un break di vantaggio. Evidente il tracollo psicofisico dell’australiana, mentre dall’altra parte del campo, il numero uno in total black, non intende sbagliare nemmeno una pallina. Eccellente il lavoro di Sinner da fondo campo. Muove Popyrin, costringendolo quasi sempre a giocare in recupero. I non forzati dell’ex numero 19 del mondo aumentano in modo considerevole, e il secondo parziale si trasforma in un soliloquio ancor più estremizzato del primo set. L’australiano rantola nel buio. Si fionda a rete senza cognizione di causa, e quasi in preda al panico gioca con una fretta ansiogena che lo condanna ad incassare un bagel spietato dal numero uno del mondo. 6-2 6-0, in un’ora e 5 minuti. Pratica archiviata, sarà derby tricolore con Andrea Pellegrino agli ottavi.

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