Da Madrid, il nostro inviato
Jannik Sinner è ancora in versione schiacciasassi, e non intende fermarsi. A Madrid ha quasi rovinato lo show a causa del suo strapotere, mettendo repentinamente fuori dai giochi un Arthur Fils parecchio sottotono. Il fenomenale ragazzo di Bandoufle, proprio come il numero uno al mondo, aveva collezionato 9 vittorie su 9 match disputati dall’inizio della stagione sul rosso, ma una volta incontrato l’alieno di San Candido, Fils, ha incassato la prima sconfitta di questa clay season. L’azzurro, invece, ha messo in bacheca la 27esima vittoria consecutiva a livello masters, e domenica – contro Zverev o Blockx – si giocherà un primato nella storia del tennis, puntando a diventare il primo a tennista a vincere cinque masters ‘1000 di fila. Ecco cos’ha detto in conferenza stampa dopo la vittoria su Fils:
D. Potresti vincere il tuo primo Masters qui a Madrid. Come ti senti?
Jannik Sinner: “Non lo so. Per prima cosa, sono contento di come è andata oggi. Domani mi riposerò e non penso troppo alla finale che mi aspetta. Ovviamente sono molto felice di giocare la mia prima finale qui. Significa molto per me. È stato di nuovo un torneo fantastico”.
D. Hai sfruttato molto bene la tua varietà di colpi, come il dropshot e il dropshot di diritto, ad esempio contro Jodar, in tutti quei punti di break, e anche oggi. Sono curioso: come ti senti riguardo a questo aspetto del tuo gioco?
Jannik Sinner: “Sì, è sicuramente un aspetto del mio gioco che sto cercando di migliorare, e cerco di utilizzarlo al momento giusto. Quindi, sì, qui è sicuramente un po’ più difficile, la palla vola un po’ di più. Ma al momento sono molto contento di come la sto utilizzando. Anche dal rovescio ho cercato di variare in modo efficace nei momenti importanti. È stato piuttosto efficace, fino ad ora. Certo, non sono assolutamente al livello di Carlos, questo è sicuro. Ci sto ancora povando, sai. Fa bene al mio gioco cercare di variare un po’”.
Pietro Sanò, Ubitennis. Volevo spostare l’attenzione su Arthur. Lui si è infortunato, è stato per molti mesi lontano dal circuito, poi nel 2026 è tornato ed ha ottenuto ottimi risultati. Pensi che ogni tanto faccia bene prendersi una pausa dal circuito, a prescindere dagli infortuni? Perché a volte il circuito può essere stressante e alienante.
Jannik Sinner: “Quando hai un infortunio, non lo auguri a nessuno, perché c’è tanto lavoro dietro. Già è difficile quando ti prendi una pausa e stai bene, e quindi cerchi di migliorarti. Nell’altro senso, quando tu ti infortuni, stai cercando di ritrovare te stesso prima e poi piano piano migliori mentalmente. Io lo vedo molto carico, molto sul pezzo e sicuramente gli ha fatto bene. Nell’altro senso, quando sei giovane e hai infortuni importanti, non è semplice, perché devi sempre cercare di far tutto bene, anche fuori dal campo, di recuperare bene. A volte ci sono dei dubbi, quindi un un punto di vista un po’ diverso, ma credo che a volte può far bene. Non è questa la vera chiave, e onestamente dipende anche un po’ dai risultati che uno ha. Perché se vai tanto lontano, in tanti tornei, sicuramente fa bene, a volte staccare, riallenarti, ritrovare tutto, anche nel modo mentale. Invece se i risultati non sono come uno vorrebbe, è un po’ diverso, perché essendo un competitore, un giocatore che vuole vincere, hai sempre voglia di andare avanti. C’è sempre un bilanciamento”.
D. Come riesci a mantenere un livello così elevato di concentrazione e forza mentale, anche quando il pubblico a volte tifa più per l’avversario? Novak aveva un trucco: faceva finta di non sentire cosa dicessero, immaginando che stessero tifando per lui, non per Rafa o qualcun altro. Qual è il punto chiave della tua stabilità mentale, visto che non lasci trasparire molto le tue emozioni?
Jannik Sinner: “Penso che ognuno sia diverso. Novak l’ha gestita molto, molto bene, ovviamente penso che sia il migliore. Ma per quanto mi riguarda, io non ho una tecnica particolare. Onestamente, sono semplicemente felice di partecipare a una partita. La gente viene a vedere del bel tennis e, a volte, non è contro di te, vuole solo vedere un po’ più di tennis. Quindi li capisco anch’io e, sì, è tutto qui. Cerco di rimanere calmo anche nei momenti di pressione e in quelli molto difficili, quindi sono fatto così. Non significa che sia un bene o un male, penso che ognuno sia diverso. Il pubblico può darti molte cose positive. Per me, quando gioco in Italia, significa molto. Dico sempre che hai una marcia in più quando giochi con il pubblico. Ma, onestamente, anche quando ho giocato contro Rafael qui c’era una bella atmosfera. Penso che siano molto, molto corretti nei miei confronti, ed è una cosa che apprezzo davvero”.
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