WTA Madrid, Andreeva: “Ogni volta che perdo mi sembra la fine del mondo”

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WTA Madrid, Andreeva: “Ogni volta che perdo mi sembra la fine del mondo”

Da Madrid, il nostro inviato
Non è stato un sabato semplice per Mirra Andreeva, provata psicologicamente dalla sconfitta incassata in finale da Marta Kostyuk. La russa non è riuscita a centrare la tripletta, fallendo l’occasione di conquistare tre titoli ‘1000 in tre finali disputate. Per la giocatrice ucraina, invece, il Mutua Madrid Open è la prima grande gioia della sua carriera. L’esultanza è quasi auto-esplicativa. Marta si sdraia per terra dopo il match point, poi l’abbraccio affettuoso con ogni membro del suo box, e dulcis in fundo, un backflip fenomenale che le ha regalato ulteriori applausi.

Al momento della premiazione, la giovane Mirra non è riuscita a trattenere le lacrime. E una volta giunta in sala conferenze, sembrava ancora parecchio scossa dal netto 2-0 rifilatole da Kostyuk. Ecco cos’ha detto Andreeva – quasi sull’orlo di una seconda crisi di pianto – ai giornalisti:

“Il torneo non è ancora finito, domani darò il massimo anche nel doppio”

“Certo, oggi è stata una giornata difficile. Ma nel complesso, parlando con la mia squadra, penso che possiamo trarre molti aspetti positivi da questa settimana. Sì, è stata dura, ma tutto sommato credo che per me siano state due settimane piuttosto positive. Il torneo non è ancora finito, quindi domani cercherò di dare il massimo anche nel doppio. Una parola per descrivere ogni componente del mio team? Direi “importanti”. Perché ognuno di loro fa qualcosa che mi aiuta a dare il meglio di me. Ovviamente a volte le cose non vanno bene, ma so che ogni giorno danno sempre il 200% per me. Questo mi dà anche tanta motivazione per cercare di ricambiare. Direi che ognuno di loro è davvero, davvero importante per me”.

“So quanto posso giocare bene, e tutti gli altri lo sanno”

“Penso che il mio approccio alle partite sia cambiato molto. Perché anche quando ho giocato contro Aryna nel mio primo torneo qui a Madrid, cercavo solo di godermi l’atmosfera. Non mi aspettavo nulla da me stessa, quindi giocavo come se ogni partita fosse l’ultima. Cercavo semplicemente di dare il massimo. E sapevo che non avrei potuto rimproverarmi nulla se avessi perso perché nessuno si aspettava che vincessi così tante partite quell’anno. Ma ora, ovviamente, so quanto posso giocare bene, e anche tutti gli altri lo sanno. Quindi ora si tratta di capire come mantenere quel livello ogni volta che gioco e come mantenere anche quella costanza”.

“Le occasioni sprecate? Capita, è il tennis”

“Conchita? Non abbiamo ancora parlato, mi ha solo abbracciato. Ma ogni volta che provava a parlarmi mi veniva da piangere, quindi non abbiamo ancora parlato. La mia condizione fisica non è cambiata. Ovviamente ora mi sento più stanca, sia mentalmente che fisicamente. Ma non è che sia completamente a corto di energie e non riesca più a fare nulla. Per quanto riguarda quelle occasioni, insomma, capita. È il tennis, e va bene così. Ho avuto molte occasioni anche nel primo set, ma, voglio dire, nel primo set quando ho avuto quei due break point ho commesso tre errori di seguito. In sostanza, è un po’ colpa mia, ma voglio dire, non è che abbia sbagliato apposta. Stavo ancora cercando di giocare in modo aggressivo, quindi non posso davvero dire nulla al riguardo. E poi i set point. Su un set point lei ha servito un ace, quindi un ottimo servizio, e non c’era nulla che potessi fare. Poi, dopo aver sbagliato la risposta sulla seconda di servizio, ovviamente avrei potuto provare a mandarla in campo, ma volevo anche non spingere la palla, ma piuttosto provarci e essere coraggiosa. Di nuovo, non ha funzionato, quindi va bene”.

“Ogni partita che perdo è molto dolorosa”

“Ogni volta che perdo, mi sembra sempre la fine del mondo. Non so, a volte vedo altri giocatori che sorridono subito dopo la sconfitta, subito dopo le partite che hanno perso. Io non capisco come facciano. Vorrei poterlo fare anch’io. Ogni partita che perdo è ovviamente molto deludente e molto dolorosa per me. Spero che forse in futuro questo possa migliorare e che forse, dopo la partita che perdo, io possa parlarne subito e non aspettare un po’ prima di iniziare a parlarne”.

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