Toni Nadal incorona il ‘nuovo’ Rafa: “Jodar diventerà uno dei migliori tennisti al mondo”

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Toni Nadal incorona il ‘nuovo’ Rafa: “Jodar diventerà uno dei migliori tennisti al mondo”

Non capita spesso che Toni Nadal si sbilanci con tale analitica precisione nel valutare un giovane talento, ma l’ascesa di Rafael Jodar sembra aver catturato la sua piena attenzione. In un recente editoriale per El País, storico quotidiano spagnolo, l’ex mentore (nonché zio) del 22 volte campione Slam, Rafael Nadal, ha delineato con estrema lucidità la genesi del suo interesse per il giovane madrileno: “Verso la metà dello scorso anno ho iniziato ad avere notizie di un giovane giocatore che stava irrompendo con forza nel circuito Challenger, l’anticamera del circuito ATP” ha spiegato.

Per poi continuare: Gli allenatori della Rafa Nadal Academy che frequentavano quei tornei mi riportavano commenti molto positivi sui rapidi progressi di un giovane tennista madrileno, ma non è stato fino alla fine dell’anno scorso che ho avuto l’opportunità di vederlo in televisione disputare diverse partite nel quadro delle Next Gen ATP Finals, che si tengono da alcuni anni in Arabia Saudita”.

L’impatto visivo e la crescita costante

L’occhio clinico del nativo di Manacor si è subito soffermato sulle doti atletiche del ragazzo, sottolineando una progressione che sembra non conoscere battute d’arresto. “Il ragazzo mi è piaciuto, senza esagerazioni, e mi ha colpito l’intensità delle sue gambe, così come la rapidità e la determinazione con cui entrava in campo per piazzare un colpo vincente. Da quel momento ho iniziato a interessarmi a lui e l’ho seguito con attenzione nei vari tornei a cui ha partecipato. E, a dire il vero, in questi scarsi quattro mesi non c’è stata occasione in cui il livello del suo tennis non superasse quello della volta precedente” ha sottolineato Toni.

Un futuro nell’élite mondiale

Le previsioni per il futuro, secondo il tecnico maiorchino, puntano dritto ai vertici del ranking ATP, identificando in Jodar il prospetto più interessante della nuova ondata. “La sua progressione è stata fulminea in un periodo di tempo molto breve ed è diventato, dal mio punto di vista, il miglior giocatore di questa nuova generazione e quello che vanta la maggiore proiezione. Credo che, tra qualche anno – e quasi certamente mi sbaglierò e saranno solo mesi – Rafa diventerà uno dei migliori tennisti mondiali, un serio candidato per complicare la vita ai migliori giocatori del momento e per lottare per sollevare i trofei più importanti.

L’analisi tecnica: Non è rapido come Carlos Alcaraz, ma tatticamente è aggressivo”

Toni entra poi nel dettaglio tecnico e tattico, evidenziando una maturità sorprendente per un debuttante nel circuito maggiore. “Il madrileno è un giocatore piuttosto completo a livello tecnico. Serve bene, ha buoni colpi sia di rovescio che di dritto e, inoltre, è capace di eseguirli entrambi con molta velocità. Non è rapido come Carlos Alcaraz, ma compensa questo aspetto imprimendo grande intensità nelle gambe. Ha un buon occhio e raramente lo si vede affrettato: ha il tempo di fare la pausa giusta prima di colpire la palla, una qualità fondamentale per essere un grande giocatore. Tatticamente è aggressivo. Cerca di prendere sempre l’iniziativa e, alla minima opportunità, entra in campo con decisione per forzare un colpo vincente. Inoltre, a livello mentale ci ha mostrato una solidità e una determinazione improprie per un giocatore appena arrivato nel circuito professionistico.

Il confronto con Alcaraz e Sinner

Il paragone con gli attuali dominatori del tennis mondiale è inevitabile, e Toni Nadal traccia un parallelo tra Jodar, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. “La domanda che noi appassionati, soprattutto spagnoli, ci poniamo è se Rafa sia un potenziale vincitore di uno Slam e un futuro aspirante al numero uno. Prima di azzardarmi a rispondere, vorrei menzionare alcune caratteristiche comuni dei giocatori che ci sono riusciti, e di cui Alcaraz e Sinner sono, ad oggi, i massimi esponenti. Sono molto risolutivi quando decidono di andare a vincere il punto, sono capaci di generare colpi vincenti da qualsiasi posizione e, allo stesso tempo, costringono i propri avversari a doversi assumere molti rischi per fare punto a loro volta”.

L’ultimo step per la gloria

Infine, il tecnico iberico individua con onestà l’aspetto su cui lavorare per competere ai massimi livelli, pur confermando una fiducia totale nelle potenzialità del ragazzo. Il madrileno, proprio come loro (Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, ndr.), è tremendamente sbrigativo e audace quando vuole finalizzare lo scambio. Per contro, invece, è ancora un po’ fragile quando si tratta di difendere. Questa sarà la sfaccettatura del suo gioco che dovrà migliorare maggiormente nei prossimi mesi. Tuttavia, dopo aver visto la sua evoluzione torneo dopo torneo, in pochissimo tempo e in un’ascesa instancabile, nulla mi porta a pensare che non possa farcela. Devo e voglio pensare, quindi, che possa aspirare sia a una cosa che all’altra”.

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