Una ” serata no” di Jannik Sinner è ormai questione da prima pagina: sembrava impossibile pensarlo in difficoltà, fantascientifico addirittura vederlo boccheggiare piegato in due ai cambi campo.
E, intendiamoci, stiamo etichettando come “serata no” una in cui è stato capace di dominare 6-2 il primo set, perdere il secondo soltanto in volata e conquistare un break di vantaggio in quello decisivo prima della sospensione per pioggia. Questo, contro la settimana testa di serie del torneo, ex numero 1 del mondo e qui vincitore nel 2023 Daniil Medvedev. Eppure, a priori da come finisca, se ne parlerà per giorni: e a far notizia, non sono soltanto le condizioni dell’azzurro.
Le polemiche
Siamo al parziale decisivo: Sinner non sta bene, è evidente da tempo, e Medvedev vuol provare a protegger l’inerzia a favore. Il russo sa di avere una chance che a un qualsiasi giocatore di tennis manca da ormai 32 partite: quella di battere il 24enne di San Candido in un torneo di categoria 1000. E potrebbe accadere proprio sui campi dove tutti lo davano per invincibile, su quelli di casa sua. Tensione? Figuratevi. Punteggio dopo 3 game? 2 a 1 Sinner, break. Il russo riesce a impedire il doppio vantaggio nel quinto gioco, e Sinner è costretto a chiamare il fisioterapista: medical timeout, per un qualche problema alla coscia destra. Ed è proprio l’incognita sul problema fisico dell’azzurro, a dar via alla valanga di polemiche di cui Medvedev è destinato a divenire innesco.
Daniil si gira verso la giudice di sedia, Aurélie Tourte, la stessa del Tsitsipas-gate a Montecarlo, pretendendo spiegazioni: secondo lui Sinner sta ricevendo un trattamento medico per crampi, cosa non permessa dal regolamento.
“Se si richiede l’intervento del fisioterapista per crampi, non veniamo multati?“, domanda Medvedev alla giudice arbitro.
Tourte, però, spiega che il problema dell’italiano non ha nulla a che vedere con i crampi: il trattamento è regolare. Stranamente, a sorpresa, il buon Daniil non è d’accordo, ma è presto costretto a rassegnarsi.
Il regolamento
E a chi spetta, allora, stabilire l’entità del problema? Di certo non a Medvedev, ma neanche a Sinner, e neppure al giudice di sedia.
Dal momento in cui un giocatore sostiene di aver subito un infortunio, ha diritto all’intervento del fisioterapista, almeno per i 90 secondi previsti al cambio di campo.
Sarà proprio lo staff medico, udite udite, a dover dare la diagnosi ufficiale: se il medico dovesse accertare un infortunio definito “curabile“, sarà possibile concedere il Medical Time-Out. Se invece si pensasse più semplicemente a un crampo, il giudice di sedia ha l’obbligo di ordinare immediatamente la ripresa di gioco.
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