Roma fa ancora i conti con la pioggia: tetto sempre più urgente. Se ne parla da 11 anni: a che punto siamo?

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Roma fa ancora i conti con la pioggia: tetto sempre più urgente. Se ne parla da 11 anni: a che punto siamo?

Roma si è inginocchiata alla pioggia. Questa la cruda verità all’indomani della sospensione del match e, successivamente, del rinvio della ripresa delle ostilità tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev, causa condizioni meteo avverse. Già nei giorni scorsi, tra l’altro, i temporali abbattutisi sul cielo della Capitale avevano creato non pochi problemi. Luciano Darderi, in tal senso, è stato il più ‘colpito’. Le quasi due ore di stop nel corso del match tra Casper Ruud e Karen Khachanov hanno permesso al norvegese di arrivare decisamente più fresco alla semifinale, mentre il nativo di Villa Gesell ha dovuto attendere le 2h 25′ di lotta tra Elina Svitolina ed Elena Rybakina, ha visto il suo incontro sospeso per il fumo dei fuochi d’artificio provenienti dall’Olimpico e ha tenuto il Foro Italico palpitante fino alle 2:00 passate. Anche Sinner e Medvedev, ovviamente, avrebbero preferito avere un giorno off il sabato in caso di vittoria della semifinale, per preparare al meglio la finale. Per tacere dei disagi per il pubblico: chi ha pagato un biglietto (salatissimo) per la sessione serale del sabato non ha potuto vedere concludersi il match, visto che i titoli di ingresso non sono utilizzabili per la prosecuzione.

Tutti elementi che, uniti, fanno chiedere una volta di più se gli Internazionali BNL d’Italia 2026 possano davvero considerarsi effettivamente il ‘Quinto Slam’ o possano auspicare a diventarlo. Angelo Binaghi, presidente della FITP, in tal senso è stato molto chiaro nelle ultime (parecchie) interviste, durante le quali non ha mancato di battere il chiodo sulle ambizioni del torneo di Roma. La prima osservazione che verrebbe da sottoporre, a questo proposito, è la mancanza di un tetto. Tenuto presente che la meteorologia non è una scienza esatta e soprattutto non si può controllare, la dotazione di una copertura sul Centrale è il punto n. 1 all’ordine del giorno per provare a presentarsi al tavolo dei grandi. Ma a che punto siamo in tutto ciò?

Roma e il tanto agognato tetto: a che punto siamo?

Già alla vigilia degli Internazionali BNL d’Italia 2025 erano arrivate delle indicazioni sulla possibile data di arrivo del tetto sul Centrale del Foro Italico. Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, aveva ipotizzato il 2028 come ‘anno 0’, precisando inoltre che Dal primo dicembre fino ad aprile del 2026 potremmo esperire le varie procedure di gara in modo da poter iniziare i cantieri immediatamente dopo la fine degli Internazionali BNL d’Italia 2026. I lavori saranno fatti nei periodi in cui non si svolgerà il torneo e i termini previsti per ultimarli sono di 18 mesi”. Una posizione ribadita anche nella conferenza stampa di presentazione dell’edizione in corso: “I lavori inizieranno subito dopo la fine dell’edizione di quest’anno, auspicando di terminarli entro l’autunno del 2027.

Queste sono le ultime notizie, ma quello che siamo tenuti a raccontare è che la solfa prosegue da troppi anni. Già nel 2015, infatti, nella conferenza stampa di presentazione di quell’edizione del torneo, Angelo Binaghi aveva detto: “Siamo in attesa della copertura del Centrale con annesso ampliamento dello stadio”. Era il 2015, sono passati 11 anni e saranno saliti a 13 nel 2028. Per un evento dell’importanza, del prestigio e del calibro degli Internazionali BNL d’Italia sono decisamente troppi.

Il 2028 sarà l’anno 0 per Roma?

Anche perché i più attenti si ricorderanno come nella conferenza stampa di chiusura dell’edizione 2023, quella in cui si traccia il bilancio del torneo appena concluso, si parlò del 2026 come primo anno con il tetto sul Centrale del Foro Italico, proprio perché anche in quel caso c’erano stati diverse procrastinazioni per pioggia e condizioni meteo avverse. Al 2026 ci siamo arrivati, eppure della copertura sul campo più importante del Masters 1000 di Roma non c’è neanche l’ombra. A questo punto viene da chiedersi se effettivamente il 2028 sarà la data finale o arriverà un altro rinvio. Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto, però, non continuiamo a chiamarlo ‘Quinto Slam’.

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