Diario dal Foro, giorno 4: 40.000 persone nello stesso giorno, è record! Jodar top 10 entro fine 2026

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Diario dal Foro, giorno 4: 40.000 persone nello stesso giorno, è record! Jodar top 10 entro fine 2026

Da Roma, il nostro inviato
Venerdì, inizia il weekend. Iniziano a scendere in campo anche i big del tabellone maschile. Soprattutto, il Foro Italico inizia a popolarsi. Gli occhi di Roma si voltano verso il tennis. È stata una giornata particolare, partita con un gran caldo, interrotta per pioggia, poi ripresa fino ad arrivare a tarda notte. Una giornata che ha restituito un grande Matteo Arnaldi, vincitore su un top 10. Dato lustro alla BNP Paribas Arena, esaltando la location dello Stadio dei Marmi. E sancito un record storico.

Roma, ennesimo record: 40.000 persone in un giorno

30.703 biglietti venduti per la sessione diurna di venerdì 8 maggio, a cui si aggiungono i circa 9.300 della serale. Tradotto: più di 40.000 persone hanno varcato i cancelli del Foro Italico in un solo giorno, per la prima volta nella storia del 1000 di Roma. Un record assoluto per il torneo, che dimostra la fame di tennis e la voglia di vederlo dal vivo che alberga in questo momento in Italia. E la cosa migliore, complice forse anche la pioggia del primo pomeriggio, è che non sembrava ci fosse una presenza così massiccia di fan per questa giornata agli Internazionali d’Italia.

In questo è sicuramente decisivo l’innesto della BNP Paribas Arena, che permette di spostare un buon numero di spettatori verso lo Stadio dei Marmi. E, considerando che buona parte degli stand enogastronomici si trovano lì, c’è un continuo e positivo viavai di pubblico. Che permette di evitare sovraffollamenti o eccessive calche, chiaramente facilitando la gestione e anche migliorando l’esperienza per i fan. Certo, rimane qualche rimpianto per la bella atmosfera del Pietrangeli. Sulla BNP Paribas Arena le tribune non sempre sono state piene. Principalmente per la distanza dal resto del site del Foro, specie dal Centrale. Ma è un sacrificio dovuto per una netta miglioria. E per un record storico.

Ho visto il futuro

Per parlare con cognizione di causa di un giocatore bisogna vederlo un po’ di volte. E se poi ci si aggiunge anche una dal vivo, male non fa. Non mi ero ancora espresso su Rafael Jodar, così ieri sono andato a vederne il primo set sulla SuperTennis Arena al suo esordio a Roma (la migliore per chi vuole vedere del tennis: posti vicini, si coglie ogni minimo dettaglio). Nonostante la partenza a rilento contro Borges, lo spagnolo non è sembrato mai davvero in difficoltà. Tutt’altro. Oltre ad avere un dritto pieno, con un suono scoppiettante che riempie l’aria anche dopo l’impatto, dà la sensazione di intangibilità. Di essere in controllo anche in svantaggio, quella che trasmettono solo i grandi.

Ha infatti vinto la partita, con tanti colpi davvero interessanti…dal lato destro. Sul rovescio, come gli spostamenti, c’è tanto da migliorare. Il fisico è longilineo ma (un po’ come il primo Sinner) ancora troppo asciutto. Ma ha 19 anni, tanto tempo per lavorare, e tanti margini anche in classifica. Rafa infatti non difende nulla da qui a fine anno, se non qualche punto Challenger. Tradotto: tenendo questi ritmi, e considerando che gli piace molto anche giocare sul cemento, potrebbero arrivare tanti buoni risultati e una scalata nel ranking. Parlare di top 10 per fine anno non è assolutamente folle. Lo sarebbe non farlo. Unico difetto: deve sciogliersi nella comunicazione, un po’ troppo rigido nei confronti dei media. Curiosissimi di parlargli, come dimostrato da una zona mista super affollata. Ma in fondo, come il primo Nadal, dovrà soltanto abituarsi.

La carica di Roma per gli italiani

Matteo Arnaldi è un giocatore atipico. Uno di quelli che nella giornata giusta ti fa domandare perché non sia fisso in top 20. E in quella sbagliata come faccia a stare nei primi 100. Sulla BNP Paribas Arena fin da subito si notava ieri come la giornata fosse di quelle buone. Nonostante l’avversario fosse un top 10 come Alex de Minaur, nonostante avesse vinto proprio a Roma un paio di giorni prima la prima partita in tour del 2026. Ha fatto finta di non saperlo. Gioco a tutto campo, recuperi pazzeschi, punti da cineteca, e una serie di “Poppoppo-poppopo” a trascinarlo in atmosfera pienamente da stadio. Quasi sembrava un gladiatore nell’arena.

È la conferma, avuta anche con gli applausi per Tyra Grant nonostante la sconfitta e i costanti boati dal Centrale per Musetti, che i giocatori italiani abbiano un vantaggio agli Internazionali. Un vantaggio ambientale, che si trasforma anche in una facilità ad esaltarsi quando si è in campo. E che in realtà si sente molto di più nei vari campi secondari, soprattutto BNP Paribas Arena per l’eco che rilascia e la struttura, che al Centrale. Il quale rimane la parte più nobile del Foro. Con prezzi ben salati e un ambiente non caldo come tutto il resto. Ma d’altronde, si sa, la provincia è sempre più vigorosa.

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