Binaghi sta con i giocatori contro gli Slam: “Voglio spazzare via questo monopolio”

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Binaghi sta con i giocatori contro gli Slam: “Voglio spazzare via questo monopolio”

I vertici degli Internazionali d’Italia hanno espresso solidarietà verso gli atleti che ipotizzano di disertare le competizioni qualora i tornei del Grande Slam non decidessero di aumentare i montepremi. In questo scenario, il Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, sta portando avanti un’iniziativa volta a far riconoscere l’appuntamento di Roma come un quinto Slam.

Boicottare gli Slam

Le polemiche degli sportivi si sono concentrate in particolare sull’imminente Roland Garros, criticato per aver ridotto la quota di ricavi destinata ai tennisti al 14,3%. Si tratta di una cifra notevolmente inferiore rispetto al 22% garantito dai circuiti ATP e WTA, come nel caso del torneo romano attualmente in corso. Proprio questa settimana, infatti, figure di primo piano come Aryna Sabalenka e Coco Gauff sono state tra le atlete che hanno minacciato di boicottare i Major se non verrà garantito loro un trattamento economico più vantaggioso.

Insieme a loro, anche Jasmine Paolini, che sulla linea abbozzata da Sabalenka dichiara in conferenza stampa a Roma: “Gli Slam non stanno provvedendo, mentre la WTA sì. C’è questa differenza qui, stiamo lottando per quello. La cosa positiva è che siamo tutti uniti, tutti nella stessa direzione. Gli Slam alzano un po’ i montepremi ma non in percentuale a quanto guadagnano di più. Se siamo tutti d’accordo si potrebbe pensare a boicottare“.

Anche Jannik Sinner in conferenza ha lanciato una dura accusa verso i vertici del tennis: “I primi dieci uomini e donne hanno scritto una lettera e non è piacevole che dopo un anno non siamo nemmeno vicini a una conclusione. In altri sport, se i migliori atleti avessero inviato lettere importanti, entro 48 ore non si avrebbe solo una risposta ma un incontro. La cosa più importante è il rispetto e non lo sentiamo. Noi giocatori siamo un po’ delusi dall’esito del Roland Garros… Capisco i giocatori che parlano di boicottaggio perché da qualche parte dobbiamo pur iniziare. Senza di noi il torneo non c’è

Dopo le parole del campione azzurro non si è fatta attendere la risposta del Player Advisory Council (PAC). La nota, firmata dal presidente Mackenzie McDonald, recita: “In qualità di ATP Player Advisory Council, siamo al fianco di Jannik Sinner e sosteniamo il suo messaggio. I giocatori meritano di essere ascoltati, rispettati e inclusi in conversazioni significative sul futuro del nostro sport.

“Rimaniamo uniti nel fare pressione per una migliore comunicazione e un progresso reale per tutti i giocatori. Il PAC rimane impegnato a lavorare in modo professionale e collettivo verso soluzioni che migliorino le condizioni per tutti i giocatori in tutto il tour. Crediamo che il futuro del tennis sia più forte quando i giocatori, i tornei e gli organi di governo operano con rispetto reciproco e comunicazione aperta. Apprezziamo Jannik per aver parlato onestamente dei sentimenti condivisi da molti in tutto lo spogliatoio. Restiamo uniti nel sostenere un futuro migliore e più collaborativo per il nostro sport“.

Binaghi e l’idea del quinto Slam

Come riportato dall’Associated Press, Angelo Binaghi sostiene le lamentele dei campioni, infatti dichiara: “Gli atleti godono del nostro appoggio incondizionato“. “Risulta inaccettabile che l’ATP ci obblighi a destinare ai tennisti una fetta di ricavi più ampia rispetto a quella, decisamente inferiore, distribuita dai quattro Major. È una situazione indecorosa che alimenta inoltre squilibri agonistici, poiché le quattro federazioni che ospitano gli Slam dispongono di capitali immensi da investire nei propri vivai tecnici, risorse precluse a tutti gli altri Paesi“, poi aggiunge: “La mia intenzione è scardinare questa posizione di monopolio“.

A tale proposito, è da più di dodici mesi che Binaghi sta portando avanti l’idea di gli Internazionali d’Italia al rango di quinto Grande Slam. L’obiettivo è quello di inserire l’appuntamento romano nel ristretto cerchio d’élite che comprende Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open. Un cambiamento che riscriverebbe oltre un secolo di tradizioni tennistiche mondiali. Ma, d’altronde, non esiste momento migliore per includere l’Italia tra le nazioni trainanti del tennis. Il movimento azzurro sta vivendo una fase di crescita travolgente, trainato da Jannik Sinner e supportato da altri tre atleti stabilmente tra i migliori 20 al mondo: Lorenzo Musetti (n. 10), Flavio Cobolli (n. 12) e Luciano Darderi (n. 20). Per non parlare di Jasmine Paolini, tredicesima al mondo, e dei suoi grandiosi successi in singolo e in doppio con Sara Errani.

Inoltre, la nazionale ha conquistato la Coppa Davis per tre edizioni consecutive e la Billie Jean King Cup negli ultimi due anni. Binaghi – che ha assunto il comando della Federazione venticinque anni fa, quando l’ente si trovava in condizioni finanziarie misere – intende ora capitalizzare questa ondata di vittorie per trasformare in realtà la sua ambizione di un Major italiano. “Stiamo attraversando una fase per il tennis italiano talmente straordinaria che risulterà arduo replicarla in futuro, specialmente se messa a confronto con il declino che sta colpendo il calcio italiano” sottolinea Binaghi riferendosi alla mancata qualificazione dell’Italia per il terzo Mondiale consecutivo.

Quinto Slam: ostacoli e criticità

Oltre alla tradizione e al calendario saturo, il sogno di Binaghi si trova ad affrontare un altro ostacolo importante: il Foro Italico ha poco spazio per l’espansione. Ma il presidente della Federazione è disposto a sacrificare le statue di marmo del Pietrangeli per allestire un nuovo circolo “in qualunque parte del territorio nazionale e su qualunque tipo di superficie“. Infatti, puntualizza: “Se il nostro obiettivo è l’eccellenza, non possiamo restare vincolati esclusivamente al Foro Italico, che soffre di pesanti criticità legate ai collegamenti e alle installazioni provvisorie“. La componente estetica del 1000 di Roma, secondo il presidente della FITP, passerebbe in secondo piano davanti agli esponenti del tennis italiano all’opera. Ma il prestigio degli Internazionali d’Italia risiede davvero soltanto nelle prestazioni degli atleti? E, soprattutto, al di là dei sogni di grandezza, il nostro Paese è realmente pronto a sostenere la complessa macchina organizzativa di uno Slam?

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