ATP Roma: Sinner vuole la Storia, Ruud un altro Masters 1000. I precedenti tra i due

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ATP Roma: Sinner vuole la Storia, Ruud un altro Masters 1000. I precedenti tra i due

Tra Jannik Sinner e la storia è rimasto solamente un ostacolo. Nella finale degli Internazionali BNL d’Italia il campione altoatesino proverà a diventare il primo italiano a conquistare il titolo di singolare maschile dell’Open d’Italia dopo la vittoria di Adriano Panatta nel 1976, ben 50 anni fa.

Zero set

Sulla carta potrebbe sembrare un compito relativamente semplice per chi è in serie positiva da 33 incontri nei Masters 1000, non ha ancora perso un incontro sulla terra battuta in questa stagione e non perde un match da metà febbraio, quando fu sconfitto nei quarti di finale del Qatar Open di Doha da Jakub Mensik.

Sinner inoltre non ha ancora perso un set nei quattro precedenti scontri diretti con Casper Ruud, l’ultimo dei quali avvenuto proprio a Roma dodici mesi fa e nel quale il norvegese raccolse la miseria di un solo game.

Prima del loro incontro al Foro Italico nel 2025, che è l’unico disputatosi sulla terra battuta, ci sono state due partite giocate all’Erste Bank Open di Vienna nel 2020 e nel 2021, quando Sinner era ancora all’inizio della carriera a livello ATP, e poi c’è stata la semifinale delle Nitto ATP Finals di Torino nel 2024, anche questa conclusa molto nettamente a favore di Sinner.

“La cosa più vicina alla perfezione”

Dopo il match di Roma dello scorso anno, Ruud non poté far altro che complimentarsi profusamente con Sinner per la partita giocata. “È stata la cosa più vicina alla perfezione che io abbia mai visto […] la palla tornava indietro come un proiettile. È semplicemente immensamente impressionante […] Era come giocare contro un muro che ti tira palline a cento miglia orarie in continuazione. Ti limiti a guardarlo e dire: “Questo è… sì, roba di un altro livello”, ma non so cos’altro dire. È stato quasi divertente assistere a una cosa del genere.”

Anche Sinner era stato ovviamente soddisfatto nella sua prestazione, anche perché arrivata al primo torneo dopo quasi tre mesi di pausa a causa della squalifica comminata dalla WADA: “Una partita fantastica da parte mia, tutto ha funzionato. Da fondo mi sentivo davvero in fiducia, avevo le tattiche preparate, e ho cercato di ripetere quanto avevo fatto nel nostro ultimo match a Torino.”

“Contro Jannik mi manca qualcosa”

Pochi mesi prima a Torino le parole di Ruud non erano state troppo differenti: “È davvero veloce in campo. Riesce a raggiungere tante palle. Ho avuto la sensazione che anche quando lo spostavo da un lato all’altro, difendesse e scivolasse molto bene. Sono rimasto davvero impressionato da tutto il suo gioco. Non lo affrontavo da tre anni. Tutto nel suo gioco è migliorato. Quest’anno sembra che abbia fatto un salto di qualità in ogni aspetto, anche rispetto alla fine dell’anno scorso. È molto bello da vedere. È difficile da affrontare.

Ho imparato che devo servire meglio la prossima volta che lo affronto. E anche cercare di non stressarmi. Se lui tira vincenti di dritto e rovescio, bisogna applaudire e dire “troppo forte” a volte. gioca quasi troppo bene per la maggior parte degli avversari. È davvero impressionante. Colpisce sempre con grande convinzione. È qualcosa che posso imparare. A volte esito un po’. Non ho imparato a cercare il vincente al primo o secondo colpo. La mia mentalità, essendo cresciuto giocando molto sulla terra in Spagna, è diversa. È più un gioco di attesa, più paziente. Sento che contro uno come Jannik questo può penalizzarti.”

Appena non sei preciso, lui è lì pronto a punirti. E spesso ci riesce. Certo, fa anche errori gratuiti come tutti, ma molti meno. Colpisce davvero benissimo. È stressante. Per una frazione di secondo, ogni volta prima di colpire, pensi: “Se non faccio bene questo colpo, sarò punito dopo.” È anche mentale. A un certo punto diventa difficile proprio perché è stressante.”

Settima finale

Quella di domenica al Foro Italico sarà la settima finale per Ruud tra tornei dello Slam e Masters 1000. Solo una vittoria per lui, al Mutua Madrid Open 2025 contro Jack Draper, e poi solamente sconfitte: due volte al Roland Garros (2022, 2023), una volta allo US Open (2022) e poi una volta a Miami e una a Montecarlo.

Il norvegese ha costruito la sua classifica principalmente sui tornei di livello inferiore, facendo incetta di titoli a livello ‘250’, ben 12, cui si aggiungono il Masters 1000 di Madrid citato qui sopra e l’ATP 500 di Barcellona. Solo due dei suoi successi sono arrivati sul duro, a testamento di una programmazione principalmente orientata agli eventi sul ‘rosso’ che gli ha consentito di arrivare a una sola partita dal n. 1 nella classifica mondiale (la finale dello US Open 2022 contro Alcaraz).

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