ATP Roma: Prizmic fa fuori il suo idolo. Djokovic sconfitto in rimonta al rientro

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ATP Roma: Prizmic fa fuori il suo idolo. Djokovic sconfitto in rimonta al rientro

[Q] D. Prizmic b. [3] N. Djokovic 2-6 6-2 6-4

Sotto il cielo capitolino, arriva la prima volta di Dino Prizmic contro il leggendario Novak Djokovic. La stella di Spalato, che ha già incantato nel Mutua Madrid Open nella settimana precedente agli Internazionali d’Italia, ha collezionato la seconda vittoria della carriera ai danni di un Top10. Prima Shelton, adesso Novak Djokovic, nonché suo idolo.

Il trionfo ottenuto da Prizmic, pone fine all’infinita striscia positiva di Nole nei match d’apertura a Roma. Il 24 volte Slam, ad un passo dall’eguagliare Rafa, si ferma al record di 18-0, interrotto proprio dalla rising star di Spalato. Dino diventa così il primo tennista croato a battere Nole su terra rossa, e in quel del Foro Italico, sfiderà uno tra Humbert e Kopriva al terzo turno.

Primo set: Djokovic di alto livello, Prizmic non può resistere (di Danilo Gori)

Djokovic cerca nei primi due scambi di uscire per primo dalla diagonale dei rovesci, nel primo caso trova il corridoio mentre nel secondo indirizza il palleggio a proprio favore. La prima palla ancora non funziona come nei suoi desideri ma è sufficiente per aiutarlo in un caso a piazzare il dritto risolutivo e in generale per tenere a bada un Prizmic ancora timido. Il giovane croato una volta al servizio opera un buonissimo forcing che gli permette di rimediare a un doppio errore e di pareggiare sull’1-1.

L’asso di Belgrado nei primi game non ha bisogno di forzare più di tanto il proprio talento perché il rivale croato non sta trovando la misura dei colpi, forse anche per l’emozione, e il suo tennis oltrepassa le righe troppo spesso. Djokovic avverte la situazione e prova a presentarsi a rete durante il quarto gioco, chiudendo lo scambio con una volée di dritto, cui Prizmic non riesce a porre rimedio.

Il numero tre del tabellone ottiene la prima palla-break e par avere in mano lo scambio, ma lo sfidante ribalta l’azione a suo favore e mette a segno un contro-dropshot splendido: il ragazzo risponde presente, mentre Il campione alza la qualità del suo tennis e si porta verso la sedia sul 3-2 in proprio favore dopo 22 minuti.

Anche Prizmic si diletta con la palla corta, e con profitto: occorre poter contare su soluzioni diverse perché Djokovic prende a rispondere in maniera aggressiva. Novak è formidabile: toglie il fiato a Prizmic con alcune risposte sulla riga, Dino prova ad allentare la pressione con la palla corta, ma Djokovic la raggiunge ed esce vincitore dalla sfida ravvicinata con la volée di dritto. Stavolta il break arriva e Prizmic ha poco da rimproverarsi mentre il campione belgradese si porta sul 5-2.

Djokovic coglie un altro break e chiude la prima partita: Prizmic ha assoluto bisogno di servire meglio (54% di prime palle in campo) per contenere il rivale e commettere meno errori forzati in manovra (12).

Secondo set: Nole desiste inspiegabilmente. Prizmic acquista fiducia e blinda il parziale

Dopo aver dominato il primo parziale, non lasciando praticamente mai scampo al giovane Dino, il 24 volte Slam si presenta all’alba del secondo set con poca verve. Frettolosamente, si libera dagli scambi con dei dropshot approssimativi. E Prizmic, per tre volte consecutive, lo punisce nei pressi della rete. In maniera indecifrabile, Nole subisce un crollo verticale. Sembra ingessato – nonostante l’infimo dispendio energetico del set precedente -, e il suo gioco ne risente particolarmente. Errori pleonastici che non gli appartengono, e nel contempo, dall’altra parte, Prizmic sente l’odore del sangue, e scappia via in vantaggio di due break. Il parziale, come si dice in gergo, “va a scatti”. Scambi rapidissimi, dettati da colpi insensati di Nole, che anche in precario equilibrio, cerca sempre e solo la soluzione vincente. Il serbo stacca del tutto la spina, sparando a salve, concedendo la palla break per il 5-0 Dino. Ma si salva in calcio d’angolo, muovendo la casella dei game. Agli evidenti demeriti di Djokovic si aggiungono anche i meriti del croato, che sigilla il secondo set con lo score di 6-2, allungando il match al terzo.

Terzo set: il croato riesce nell’impresa. Nole si arrende in tre set

Dopo due parziali disputati a corrente alternata, l’incontro trova finalmente un equilibrio. Il giovane talento croato si muove per il campo in maniera egregia, trovando buona profondità in ogni colpo. Nole non può concedersi distrazioni: Dino è una mina vagante. Nel quinto game, la pressione di Prizmic si alza ulteriormente. Risposte vigorose che atterrano quasi sui piedi della leggenda di Belgrado, il quale non riesce a rintuzzare i potenti attacchi dell’arrembante avversario. Djokovic perde nuovamente la bussola abusando di una palla corta poco efficace. Nel terzo e decisivo set, è Prizmic il primo a spezzare l’equilibrio, strappando il servizio al 24 volte Slam.

Nel sesto game, Nole spreca una mini chance per mettere il fiato sul collo a Dino, fallendo un agevole rovescio in avanzamento. Il serbo, però, la prende con filosofia. Il pubblico lo celebra, speranzoso di una sua rimonta, e lui ringrazia con un sorriso genuino. Prizmic dimostra che non è soltanto un bombardiere, mascherando perfettamente un drop shot ben riuscito. Nole non riesce più ad opporsi. Il croato, proveniente dalle quali, sconfigge in rimonta il più vincente della storia.

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