Da Roma, il nostro inviato
Andrea Pellegrino giocherà il terzo turno degli Internazionali BNL d’Italia. Ha potuto approfittare del ritiro di Arthur Fils per un problema alla schiena, e ha messo a segno il miglior risultato della carriera. Dimostrandosi desideroso di condividere delle bellissime sensazioni nel post match, pur non potendo esultare come avrebbe voluto.
Pellegrino Dell’Anno: Non è questo il modo in cui si vorrebbe vincere una partita, ma cosa pensi della tua settimana? E ti saresti aspettato di raggiungere un terzo turno qui?
Andrea Pellegrino: “Prima del torneo non me lo aspettavo, anche perché venivo da un infortunio e non avevo giocato molti tornei. Già dalla settimana scorsa avevo giocato bene, mi sentivo in forma sia fisicamente che tennisticamente. Sapevo di poter fare un buon risultato ma non pensavo terzo turno. A volte ci vuole un po’ di fortuna. Mi spiace per lui per l’infortunio alla schiena“.
D: C’è Frances Tiafoe, l’appetito vien mangiando. Te la puoi giocare dall’inizio alla fine, visto anche come stai.
Andrea Pellegrino: “Uno deve sempre entrare in campo con la mentalità di vincere. Ovviamente ha un ranking migliore del mio, e in passato ha ottenuto risultati migliori. Ogni giorno è un giorno nuovo, la pallina è tonda, bisogna sempre andare in campo convinti di potercela fare“.
Pellegrino Dell’Anno: L’anno scorso hai battuto Auger-Aliassime quando eri ancora fuori dai 200. Da lì c’è stato un clic, i risultati sono migliorati. Per te cosa è cambiato? Senti più pressione, pensi di poter ancora migliorare qualcosa? Hai un sogno?
Andrea Pellegrino: “Uno deve sempre avere l’obiettivo di migliorarsi in tutto quello che fa, non si smette mai di crescere. Un conto è avere vent’anni, poi trenta, poi trentasei. Abbiamo visto tantissimi giocatori ottenere risultati incredibili anche a 38 anni. Pressione non ne sento, ne sentivo più quando ero giovane. Ora cerco di godermi al massimo tutto quello che faccio, la pressione fa parte dello sport, ma è una cosa bella“.
D: Sei un giocatore esperto ormai, ti diverti ancora a giocare? Questo è un momento positivo, potresti cavalcarlo per migliorare ancora.
Andrea Pellegrino: “Prima quando ero più piccolo mi sono messo addosso pressioni inutili da solo. Ora ho 29 anni, non devo dimostrare niente a nessuno, gioco per il piacere di giocare e di competere. Che poi alla fine è quello che piace a tutti. Quindi mi godo al massimo questi tornei che sono i più belli del mondo“.
D: Questa settimana ti può dare la convinzione che puoi essere anche tu a questo livello? In tutti i grandi tornei?
Andrea Pellegrino: “Quella l’ho sempre avuta dentro di me. Ci sono state tante volte in cui mi sono sottovalutato, non ho creduto in me stesso rispetto alle mie potenzialità. Ma poi quando inizi a giocare con gente di un certo livello, e anche a vincere, ti dà tanta motivazione“.
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