Luciano Darderi ha atteso in silenzio, lontano dai clamori, che arrivasse il suo momento. E ci ha sempre creduto con la fame di chi sa di non catturare la luce dei riflettori automaticamente. Dalla quarta fila, ha osservato e studiato le mosse per uscire dall’ombra. Fino alla semifinale degli Internazionali BNL d’Italia, la prima in un Masters 1000.
In due anni, da quel febbraio 2024, mese in cui Luli si è presentato al mondo tennistico trionfando a Cordoba, l’azzurro ha forgiato i propri sogni migliorandosi e aggiustando il proprio tennis.
La gavetta accumulata sulla terra dei tornei ATP 250 – cinque sono i sigilli di Luciano in questa categoria di competizioni – ha consentito a Darderi di macinare punti, con una classifica che si è fatta sempre più interessante.
Quando a inizio 2026 andava tracciando il percorso stagionale, il 24enne di Villa Gesell ha dichiarato: “ Il primo obiettivo è la top 20 e da qui alla fine dell’anno la top 10, che è un traguardo molto difficile“.
Le belle prestazioni offerte sin dagli albori dell’anno, con gli ottavi di finale all’Australian Open – su quel cemento che Luli sta cominciando a sentire sempre più suo – hanno resto la top 20 quasi una formalità. E adesso che si è garantito un posto tra i migliori quattro giocatori di Roma, Darderi è, live ranking alla mano, al numero 16 del mondo.
Luciano Darderi alla conquista del Foro Italico
Prima di Roma, Darderi non si era mai spinto oltre il terzo turno in un Masters 1000. I primi quattro tornei di questo calibro avevano palesato qualche difficoltà da parte di Luciano. Dopo un Golden Swing da una finale e un titolo, l’azzurro è incappato in due eliminazioni all’esordio a Indian Wells e Miami. E il riapprodo sulla terra europea non è riusciti a ridare certezze al numero 4 d’Italia. Archiviati Montecarlo e Madrid, allora, a Darderi rimaneva solo Roma per testarsi in vista del Roland Garros – lo Slam rosso rappresenta una potenziale fucina di punti, dato che difende il primo turno.
L’atmosfera del Foro Italico ha restituito a Luli la luce dei primi mesi della stagione. Il pubblico suona la carica, Luciano risponde.
Dopo un avvio morbido contro Yannick Hanfmann, i match si sono fatti sempre più complicati. Con Tommy Paul ha avuto bisogno di una super rimonta, cui ha fatto eco la prestazione superlativa contro Alexander Zverev. Il tedesco si è mangiato quattro match point, prima di piegarsi ai soliti fantasmi che albergano nella sua mente e a una versione gladiatoria di Darderi, che gli ha inflitto un bagel senza appello.
ATP Roma: Darderi è l’ottavo italiano dell’Era Open a issarsi fino alla semifinale
Come suggerisce la storia di questo sport, l’incontro post grande affermazione è intrinsecamente proibitivo. Spesso la prova del nove è un fallimento annunciato. Il numero 20 del mondo, però, ha voluto dimostrare che la sua maturità tennistica si approssima al compimento. Anche Rafael Jodar si è arreso ai colpi dell’italiano. Una sfida che sarà ricordata come la prima ad essere stata interrotta perché il fumo dei fuochi d’artificio proveniente dallo Stadio Olimpico, dove l’Inter festeggiava la Coppa Italia, ha mandato in tilt il sistema automatico di chiamata. Quando Darderi non ha convertito i due match point sul 5-4, a qualcuno sarà venuta in mente la partita con Zverev a ruoli invertiti. Le occasioni sfumate hanno scandito il rientro nel match di Jodar e il concretizzarsi del terzo set.
Tra i timori, le incertezze e un orario che si faceva sempre più tardo, Luli ha inflitto un altro 6-0 all’avversario nel parziale decisivo. La prima semifinale in un torneo superiore a un ATP 250 non poteva che arrivare a Roma, davanti al pubblico di quell’Italia che è diventata casa. Ma che in fondo è sempre stata insita nel destino di Luciano.
Con la vittoria su Jodar, Darderi diviene l’ottavo italiano semifinalista a Roma dell’Era Open, il diciassettesimo della storia.
Tra lui e il sogno dell’ultimo atto c’è Casper Ruud. Se dovesse avere la meglio anche sul norvegese, diverrebbe il quarto italiano dall’avvento del professionismo a centrare la finale al Foro Italico. Adriano Panatta, Tonino Zugarelli e Jannik Sinner sono gli unici ad esserci riusciti – si contano altri otto finalisti azzurri prima dell’Era Open, tra cui Nicola Pietrangeli.
Gli azzurri e le semifinali nei Masters: Darderi è il decimo italiano tra i migliori quattro di un 1000
Con il traguardo romano, Luciano si iscrive anche a un altro club assai esclusivo. Prima di lui solamente altri nove connazionali si sono proclamati semifinalisti in un Masters 1000.
A guidare il primato delle semifinali in questa categoria di tornei è Jannik Sinner, per diciassette volte tra i migliori quattro di un 1000. Per ora, perché contro Andrey Rublev andrà a caccia del diciottesimo penultimo atto – il numero 1 del mondo in tredici occasioni è approdato in finale e in nove ha sollevato il trofeo, Roma è l’ultimo tassello che gli manca in termini di sfida per il titolo.
Nella speciale graduatoria seguono poi, a grande distanza, Fabio Fognini e Lorenzo Musetti, tre volte semifinalisti in un Masters – entrambi hanno uno parziale di una vittoria e due sconfitte. Si è fermato a due, invece, Matteo Berrettini, con un successo e un’eliminazione.
Darderi ha eguagliato, così, Matteo Arnaldi, Andrea Gaudenzi, Andreas Seppi, Lorenzo Sonego e Filippo Volandri. Sicuramente Luciano auspica di non seguire le orme dei predecessori, che si sono fermati tutti a un passo dalla finale.
In attesa di quanto sarà capace di fare Sinner contro Rublev, il sogno di due semifinalisti azzurri per la seconda edizione consecutiva degli Internazionali d’Italia è più vivo che mai. Nel 2025 sono stati proprio Sinner e Musetti a regalare il sogno agli appassionati tricolore, in quella che è stata la prima doppia semifinale italiana a livello di Masters 1000 della storia.
Per il torneo di Roma, che esiste da ben prima che venisse creata la categoria dei 1000, si tratterebbe della settima occorrenza in cui due italiani iscrivono il proprio nome tra i migliori quattro della competizione.
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