Non sarà la partita più bella di questi Internazionali d’Italia, ma di sicuro una di quelle che ricorderemo pensando a questa edizione: Matteo Arnaldi batte Alex De Minaur, testa di serie numero 6 e numero 8 del mondo, con il punteggio di 4-6 7-6(5) 6-4 dopo 2 ore e 57 minuti di battaglia e si prende una delle vittorie più importanti della sua carriera. Un successo costruito con coraggio, intensità e resistenza mentale, davanti a una Bnp Paribas Arena completamente trascinata dall’azzurro tra cori, applausi e un’atmosfera quasi da Coppa Davis. Arnaldi torna così al terzo turno di un Masters 1000 per la prima volta dal quarto di finale conquistato a Madrid nel 2025.
Dietro questa vittoria, però, c’è molto più di una semplice impresa tecnica. Gli ultimi dieci mesi di Arnaldi sono stati un percorso complicatissimo, quasi interamente condizionato dagli infortuni. Prima la microfrattura al piede destro, poi il problema alla caviglia sinistra: due stop che ne hanno rallentato crescita e continuità, trascinandolo lentamente fuori dai primi cento del mondo. Fino a poche settimane fa il 2026 del sanremese sembrava praticamente bloccato: era uscito da Madrid senza aver conquistato neanche una vittoria nel circuito maggiore durante l’anno, con fiducia e classifica in caduta libera.
Poi la scelta di giocare a Cagliari. In Sardegna Arnaldi ha ritrovato fiducia vincendo il titolo, e quella fiducia se l’è portata direttamente al Foro Italico. Perché il giocatore visto contro De Minaur è sembrato finalmente di nuovo libero mentalmente, aggressivo negli scambi e soprattutto lucido nei momenti pesanti del match.
La partita è stata una continua altalena emotiva. Dopo un primo set perso pagando troppi errori nei punti importanti, Arnaldi ha lentamente preso campo e convinzione, trascinando l’australiano in una battaglia fisica e mentale sempre più complicata. Il tie-break del secondo set ha cambiato completamente l’inerzia della sfida, mentre nel terzo il ligure è stato bravissimo a resistere ai continui strappi del match. È la sesta vittoria in carriera contro un top 10 per il ligure, la prima dal successo con Djokovic a Madrid 2025. E c’è anche un dato che racconta bene la dimensione dell’impresa: Arnaldi, numero 106 ATP, è l’italiano con la classifica più bassa a battere un top 10 agli Internazionali d’Italia dai tempi di Vincenzo Santopadre nel 2001 che batte Magnus Norman da numero 180. Prossimo turno affronterà l’astro emergente spagnolo, Rafa Jodar.
Primo set: De Minaur colpisce nel momento giusto e vince 6-4
Arnaldi vince il sorteggio e sceglie di partire al servizio, decisione che sembra subito voler indirizzare il match verso un tennis aggressivo e propositivo. L’inizio, però, è complicato: doppio fallo e immediato 0-30, con De Minaur pronto a mettere pressione fin dai primi scambi. Il ligure ha però il merito di reagire senza scomporsi, trova una prima pesante, vince il primo scambio lungo della partita grazie all’errore dell’australiano e chiude il game con personalità, tra smash e accelerazioni di dritto.
L’azzurro prova a mettere pressione anche nei turni di risposta. Nel secondo game costringe De Minaur all’errore di rovescio, poi però l’australiano sale rapidamente di livello con il servizio e con quella capacità di togliere ritmo che lo rende sempre così scomodo. Arnaldi, invece, trova fluidità nei propri turni di battuta: il game del 2-1 è tenuto a zero, tra prime vincenti e un dritto che comincia a viaggiare bene.
La partita gira però nel sesto gioco. Sul 2-2 Arnaldi commette un doppio fallo pesante, poi spreca un recupero di dritto che avrebbe acceso definitivamente il Centrale. De Minaur resta lì, lucido, concreto, e appena intravede spazio affonda: risposta profonda, dritto inside in e due palle break. Basta il primo errore di dritto dell’azzurro per concedere il break che indirizza il set.
Da lì in avanti il numero uno australiano non incanta, ma controlla. Arnaldi continua ad avere occasioni, soprattutto nel game del 2-4, quando si procura due palle per rientrare grazie anche a qualche gratuito di rovescio di De Minaur. L’azzurro infiamma il pubblico con una splendida volée alta di rovescio e costringe l’australiano ai vantaggi, ma nei punti importanti manca sempre qualcosa: un passante di rovescio che non passa, una scelta affrettata, un errore di misura.
Anche il turno di servizio successivo di Arnaldi è complicato. Sul 3-4 arriva un altro gratuito di rovescio che vale un “set point sostanziale”, cancellato però con coraggio grazie a servizio e smash. Il ligure resta in scia, tiene il game del 4-5 senza tremare e si garantisce almeno la possibilità di giocarsi un ultimo game in risposta.
Ma De Minaur, quando serve per chiudere, cambia marcia. Prima esterna, dritto comodo, smash: 40-0 in un attimo.Poi il rovescio di Arnaldi si ferma in rete e il primo set si chiude dopo 44 minuti sul 6-4 per l’australiano.
La differenza, fin qui, sta tutta nei momenti pesanti. De Minaur non è apparso ingiocabile, ma è stato chirurgico nei punti decisivi, mentre Arnaldi ha pagato troppi errori nelle fasi cruciali del set, senza riuscire a sfruttare le occasioni di break costruite con coraggio e intensità.
Secondo set: Arnaldi resiste, soffre e batte De Minaur al Tie break
Dopo aver perso il primo parziale, Arnaldi riparte un po’ contratto; il secondo set infatti si apre con un turno di battuta immediatamente delicato: doppio fallo iniziale, pressione costante di De Minaur e una palla break costruita dall’australiano con uno schiaffo al volo complicatissimo. L’azzurro però resta lucido, annulla la chance con una buona volée e approfitta subito dei regali dell’avversario, tra una contro-smorzata sbagliata e un inside out largo. È il primo segnale di un set molto diverso rispetto al precedente.
De Minaur infatti improvvisamente perde continuità. Nel game successivo l’australiano affossa un dritto da un metro, poi ne sbaglia un altro e si ritrova subito 0-30. Arnaldi ha la possibilità di scappare via, ma si inceppa sul più bello: prima tre smash facilissimi non chiusi da De Minaur, poi un rovescio elementare sbagliato dal ligure che rimette completamente in piedi l’aussie. De Minaur ringrazia, trova ace e servizio-dritto e riesce a salvarsi.
Il set resta però apertissimo. Arnaldi continua a tenere con buona continuità i propri turni di battuta, alternando prime pesanti, smorzate e accelerazioni di dritto. Sul 3-2 arriva anche il primo ace della sua partita, mentre De Minaur continua ad alternare ottime soluzioni a errori inspiegabili. L’equilibrio si spezza solo a tratti, soprattutto nel sesto gioco, quando Arnaldi si procura una palla break grazie a un gratuito di dritto dell’australiano. Anche in quel caso, però, De Minaur si salva ai vantaggi con servizio e tocco facile.
Il Centrale cresce insieme alla partita. Arnaldi trova profondità con il dritto inside in, varia bene con la smorzata e nel nono game tiene il servizio a quindici grazie a una splendida stop volley che vale il 5-4. De Minaur però non trema mai nei propri turni di battuta e si aggrappa soprattutto al servizio per restare nel set.
Si arriva così al tie-break, inevitabile conclusione di un secondo parziale combattuto ma pieno di occasioni lasciate per strada da entrambi. L’avvio sorride ad Arnaldi: scambio lunghissimo sul primo punto e clamoroso errore di dritto di De Minaur a campo spalancato. Poi arriva subito il mini-break grazie a un altro gratuito di dritto dell’australiano. Il ligure prende fiducia, trova prima e dritto, si porta sul 4-2 e sembra avere il controllo del tie-break.
De Minaur però resta aggrappato al set con la sua solita intensità difensiva. Sul 6-4 l’australiano attacca bene di dritto, si costruisce una volée comodissima ma la lascia incredibilmente in rete: due set point Arnaldi. Il primo sfuma subito, complice un rovescio lungo in palleggio del ligure che rischia di diventare un rimpianto pesantissimo.
Ma stavolta Arnaldi non si lascia trascinare dai fantasmi. Sul secondo set point trova una prima vincente che chiude il tie-break 7-5 e manda il match al terzo dopo 1 ora e 16 minuti.
Set meritato per l’azzurro, bravo a restare dentro mentalmente nonostante diverse occasioni sprecate nel corso del parziale. De Minaur ha continuato a concedere molto, soprattutto con il dritto e nelle chiusure a rete, mentre Arnaldi ha avuto il merito di resistere nei momenti complicati e di giocare il tie-break con più coraggio e lucidità.
Terzo set: Arnaldi resiste alla battaglia e vince 6-4
Il terzo set si trasforma subito in una guerra di nervi, strappi e controstrappi, con il Centrale completamente coinvolto e la pioggia romana che inizia lentamente a cadere sul Foro Italico. Dopo aver rimesso in piedi il match nel tie-break del secondo, Arnaldi entra nel parziale decisivo con più coraggio nello scambio, mentre De Minaur sembra perdere progressivamente certezze soprattutto dal lato del dritto.
L’equilibrio iniziale dura fino al settimo game, quando la partita improvvisamente esplode. Sul 3-3 è Arnaldi il primo a colpire: l’azzurro alza l’intensità da fondo, spinge con il dritto e approfitta di alcuni errori dell’australiano per conquistare il break che sembra poter indirizzare definitivamente il set. Il Centrale si accende, trascinando il sanremese verso il 4-3.
Ma il vantaggio dura pochissimo. Nel game successivo De Minaur reagisce immediatamente e trova il controbreak, sfruttando qualche esitazione dell’azzurro e tornando sul 4-4. È il momento più delicato della partita per Arnaldi, perché l’inerzia sembra poter tornare dalla parte dell’australiano.
E invece il match gira ancora una volta. Nel nono gioco De Minaur torna improvvisamente a perdere completamente controllo del dritto. Arnaldi sente il momento, entra con i piedi dentro il campo e aggredisce ogni seconda dell’australiano. Arrivano tre punti consecutivi che spalancano lo 0-40, con il Centrale ormai in piedi: prima il recupero sbagliato da De Minaur proprio addosso all’azzurro, poi il dritto inside in vincente del ligure e infine un altro gratuito di dritto dell’australiano.
È il punto di rottura definitivo anche dal punto di vista emotivo. De Minaur spacca la racchetta sul terreno e si prende il warning dell’arbitro, mentre il pubblico romano sente l’odore dell’impresa. Arnaldi completa il break grazie all’ennesimo errore di dritto dell’aussie e vola sul 5-4, guadagnandosi la possibilità di servire per il match sotto una pioggia sempre più intensa.
Il game finale è il manifesto della sua partita. Arnaldi apre vincendo uno scambio durissimo e lunghissimo, ancora una volta grazie a un gratuito dell’avversario. Poi si prende una splendida schermaglia di volo che manda in estasi il Centrale. Sul 30-15 il sanremese difende in maniera straordinaria, ma De Minaur riesce a chiudere con una complicatissima volée incrociata.
Quando però arriva il momento decisivo, Arnaldi non trema. Sul 40-15 tira un clamoroso ace di seconda sotto la pioggia, giocata che pesa come un macigno. De Minaur annulla il primo match point dopo uno scambio massacrante chiuso dall’errore di slice del ligure, ma sul secondo arriva l’immagine simbolo della serata: la risposta di dritto dell’australiano vola larga e Arnaldi può finalmente esplodere di gioia.
Dopo 2 ore e 57 minuti il sanremese completa l’impresa battendo 4-6 7-6(5) 6-4 la testa di serie numero 6 e numero 8 del mondo, tornando così al terzo turno di un Masters 1000 per la prima volta dal quarto di finale raggiunto a Madrid nel 2025. Affronterà Rafa Jodar. Una vittoria costruita con coraggio, resistenza mentale e una lucidità crescente nei momenti più pesanti del match.
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