ATP Roma, Arnaldi: “Ancora non sono al 100%, ma mi sto ritrovando. Con Jodar sarà una bella lotta”

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ATP Roma, Arnaldi: “Ancora non sono al 100%, ma mi sto ritrovando. Con Jodar sarà una bella lotta”

Da Roma, il nostro inviato
Matteo Arnaldi si è ritrovato? Forse è presto per dirlo, ma i segnali sono decisamente incoraggianti. L’azzurro ha ottenuto una bellissima vittoria su Alex de Minaur, la prima in rimonta contro un top 10. Uno di quei risultati che possono fungere da svolta, specie davanti al pubblico di casa. Ha fatto appena in tempo a chiudere, prima che la pioggia si abbattesse sul Foro Italico. E anche con i media nel post match si è visto un Arnaldi decisamente sorridente. Ora sfiderà Jodar: “Sarà una bella lotta, diversa da oggi. Sto giocando in maniera solida, lui è in forma, ma sono sicuro che sarà una grande partita“.

Le parole di Arnaldi

D: Partiamo dalla partita, una partita lottata, bellissima, alla Arnaldi.

Arnaldi: “Sì, stanno tornando le partite alla Arnaldi. Sapevo che sarebbe stata una bella lotta, giochiamo simile, con molti scambi. Alla fine sono contento di averla vinta, il pubblico mi ha aiutato tanto. Sto giocando sempre meglio, sto recuperando il mio tennis e mi sto ritrovando fisicamente. Sicuramente la fiducia sta tornando“.

D: Ti abbiamo visto a Cagliari in ripresa, anche oggi, è merito di un piede che sto guarendo? O sei ancora sotto antidolorifici?

Arnaldi: “Antidolorifici no, sto giocando libero. Ancora non sono al 100% ma non posso lamentarmi, sto giocando partite lunghe, finisco con un leggero fastidio ma il giorno dopo sto bene. Non posso lamentarmi, ho avuto periodi peggiori, sono contento di essere qua a giocare partite che mi mancava giocare, e a divertirmi in campo“.

D: Parlando di divertimento, la cosa più importante di queste due settimane è che stai ritrovando anche il divertimento in campo oltre al tennis?

Arnaldi: “Non l’ho mai perso, ma non riuscivo ad esprimermi, e quando stai male fisicamente non è mai bello giocare. Una volta che ritrovi quello, a me piace stare in campo, lottare, giocare questo tipo di partite, è bello stare qua. Il pubblico mi sta aiutando tanto, mi mancava giocare davanti al pubblico italiano. L’anno scorso avevo perso subito a Roma, quindi due partite qua più Cagliari mi stanno facendo divertire“.

D: Com’è stata la scelta di Fabio Colangelo, e quali sono i primi input, dettagli che avete studiato?

Arnaldi: “Con il vecchio allenatore non c’era il giusto feeling come con Petrone, il mio primo. Avevo bisogno di una persona italiana, lui era libero, ci siamo piano piano iniziati ad allenare insieme dopo Madrid. Ci siamo trovati bene finora“.

D: Scelta coraggiosa la tua, un coach sudafricano. Ti chiedo com’è stata l’esperienza di un coach internazionale, e perché pensi sia meglio un coach italiano.

Arnaldi: “Ero io che cercavo qualcosa di diverso, avevamo idee differenti e non ci siamo trovati bene fuori dal campo. Sono quindi andato su una persona italiana“.

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