Tennis in altura: non solo Madrid

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Tennis in altura: non solo Madrid

Con il circuito tennistico che si riunisce a Madrid per il primo “1000” combined sulla terra di questa stagione, una delle parole più utilizzate in questi giorni è “altura”. Madrid è infatti una città situata su un altopiano della Meseta ai piedi della cordigliera del Sistema Centrale, rendendola una città con l’altitudine media superiore ai 650 metri sul livello del mare.

Per uno sport come il tennis che si gioca con una pallina relativamente piccola lanciata a distanze relativamente grandi vuol dire una maggiore velocità di spostamento della pallina attraverso l’aria rarefatta e maggiore difficoltà di controllo dei colpi. Questo anche perchè, sempre a causa dell’aria meno densa, le forze generate dall’effetto Magnus dei colpi in top-spin fanno più fatica a “far scendere la pallina” verso il campo.

Qualunque giocatore amatoriale si sia spostato dal livello del mare a una localitĂ  di montagna ed abbia preso in mano la racchetta per il primo palleggio della vacanza (o del torneo) sa benissimo che i primi colpi hanno ampie possibilitĂ  di finire sulla rete di fondo, prima di aggiustare il tiro e abituarsi alla nuova situazione.

Cos’è l’altura?

Ma è proprio una cosa così strana che si giochi un torneo professionistico a quest’altitudine? Sicuramente l’importanza del torneo aggiunge molto “hype” alla questione, ma se si va a spulciare i calendari ATP e WTA ci si rende conto che Madrid non è per nulla il torneo che si disputa all’altitudine più elevata.

Nella ricerca si è definito un torneo come “in altura” se si disputa ad un’altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare (limite totalmente arbitrario, ma considerato come accettabile e sufficientemente “tondo”), e siamo andati a esaminare le carte topografiche dei tornei in questione per verificare l’effettiva altitudine dei campi sui quali si disputa il torneo, senza affidarci all’altitudine media della città.

ATP: Madrid a metĂ  classifica

Come si vede al primo posto c’è il torneo di Gstaad, che ha visto trionfare due volte Matteo Berrettini e una Fabio Fognini, e che offre uno scenario da cartolina in questa esclusiva località montana della Svizzera del Cantone di Berna. A seguire c’è il Chile Open di Santiago, il cui Club Deportivo Universitad Catolica che ospita il torneo e a ridosso delle montagne andine che circondano Santiago e si trova appena al di sotto dei 1000 metri.

Seguono i 770 metri della Almaty Arena di Almaty che ospita l’Almaty Open (la fantasia nei nomi non dev’essere di casa), che supera di un’incollatura l’altro torneo montano per antonomasia insieme a Gstaad, ovvero quello di Kitzbuhel, nella località austriaca simbolo della discesa libera.

Madrid è solo al quinto posto di questa classifica, perché la Caja Magica si trova a “soli” 560 metri sul livello del mare in una zona a sud est della capitale spagnola, tallonata da Monaco di Baviera, il cui Münchner Tennis- und Turnierclub (MTTC) Iphitos giace a 525 mentri sul livello del mare.

Chiude la graduatoria il Chengdu Open, che quest’anno vivrà la sua ultima edizione, e primo dei non classificati è il GoNet di Ginevra a 375 metri sul livello del mare.

WTA: dove osano le aquile

Nel circuito WTA è ovviamente irraggiungibile il Colsanitas Open di Bogotà, che con i 2550 metri di altitudine del Country Club pone non pochi problemi alle giocatrici che vi competono. Per bilanciare gli effetti dell’altitudine quasi tutte aumentano considerevolmente la tensione delle corde, a volte addirittura di 6-7 kg, rendendo gli attrezzi quasi inutilizzabili a livello del mare.

Al secondo posto il Guadalajara Open a ben 1680 metri sul livello del mare, che sarebbe abbondantemente al primo posto nella classifica maschile, mentre terza piazza per il nuovo torneo di Sao Paulo in Brasile (730 m), poco sopra all’Abierto GNP Seguros di Monterrey (670 m).

Quinto posto per Riad, in Arabia Saudita, l’attuale sede delle WTA Finals, che il prossimo novembre ospiterà per la terza e ultima volta la rassegna di fine anno del tour femminile (660 m) e solamente sesto posto per il Mutua Madrid Open.

C’era una volta Quito

Questi sono i tornei attualmente in calendario nei due circuiti dal livello 250 in su, ma se si apre il libro dei ricordi si possono ricordare parecchi altri eventi disputati in altura. In questo caso l’altitudine indicata nelle tabelle va considerata come indicativa, in quanto si è riportato il dato medio riportato per la città e non quello specifico del luogo di gara.

Partendo dall’anno 2000 in poi, nel circuito ATP come dimenticare il torneo di Quito in Ecuador, soprannominato “Victor Estrella Burgos Open” per i tre successi in quattro edizioni del tennista dominicano che ai 2850 metri della capitale ecuadoregna si trovava benissimo. A Bogotà hanno giocato anche gli uomini, l’ultima volta nel 2015, così come a Sao Paulo, dove proprio nel 2015 il tennista italiano Luca Vanni arrivò a un passo dalla vittoria perdendo 7-6 al terzo contro Pablo Cuevas.

Si ricorda anche un breve periodo di un ATP ai 1170 metri di Johannesburg in Sudafrica, e come dimenticare il Tennis Channel Open di Las Vegas, che nel 2007, con nientemeno che Novak Djokovic come testa di serie n. 1, segnò l’inizio e la fine dell’esperimento ATP dei tornei 250 con la formula del Round Robin.

A livello femminile, sicuramente rimangono nella mente degli appassionati italiani il 250 di Courmayeur, disputato una sola volta nel 2021 in epoca di COVID, e quello di Bad Gastein in Austria, che nel 2007 vide il primo successo a livello WTA di Francesca Schiavone dopo ben otto sconfitte in finale.

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