Madrid, Alcaraz e Djokovic si fanno da parte: E Sinner? Quattro domande in vista del Masters spagnolo

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Madrid, Alcaraz e Djokovic si fanno da parte: E Sinner? Quattro domande in vista del Masters spagnolo

A meno di una settimana dallo start ufficiale del tabellone principale del Mutua Madrid Open, il Masters 1000 spagnolo ha perso due pezzi da 90, annunciando gli spiacevoli forfait di Carlitos Alcaraz e Novak Djokovic. La Capitale iberica attende l’arrivo di Jannik Sinner durante il weekend – secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport -, ma tutt’ora, la presenza in main draw del numero uno del mondo resta un mistero.

Non sarà certamente contento il Direttore del torneo madrileno, Feliciano Lopez, che ha visto sfoltirsi rapidamente la lista dei top 10 iscritti, includendo anche l’assenza di Taylor Fritz – ancora alle prese con un infortunio. La notizia del ritiro di Carlitos Alcaraz è stata mal digerita dai fan spagnoli, e in generale, da tutti gli appassionati. Che faticano a comprendere la scelta della recente programmazione della star di Murcia, il quale ha preteso di disputare anche il ‘500 di Barcellona, compromettendo poi la sua presenza nel prestigiosissimo masters 1000 del suo paese. Per la seconda volta consecutiva.

L’immenso talento di Carlitos e le sue molteplici virtù non celano comunque un limite che il murciano palesa al di fuori del campo da gioco: l’incapacità di programmare. La disamina del nostro Pellegrino Dell’Anno non fa una grinza. Alcaraz è recidivo, e dopo la mossa sbagliata del 2025, è ricaduto in errore anche quest’anno, infortunandosi proprio all’esordio del Barcellona Open Banc Sabadell. Con lo spagnolo fuori dai giochi, Sinner non è più in marcatura stretta sull’acerrimo rivale, assicurandosi il primato nel ranking almeno sino agli Internazionali d’Italia. Ma ciò non gli nega affatto di presenziare il secondo masters su terra della stagione, e sono parecchi i motivi validi per i quali andare. Insomma, l’edizione 2026 di Madrid sembra contenere già elementi a sufficienza per diventare un torneo sui generis. Ed effettivamente, anche noi ci siamo posti un po’ di domande al riguardo…

Alcaraz e Nole out (Chissà Sinner). Un Malus per lo show. Un’occasione per gli altri?

Secondo la volontà degli Dei del tennis, ogni Major che si rispetti deve vantare un entry list più assortita possibile di big. Nella Caja Magica, quest’anno, non assisteremo sicuramente ad una finale “Sincaraz”, e nemmeno ad una cavalcata stoica del leggendario serbo. Le due pesantissime assenze – che rischiano di diventar tre – spalancano autostrade nel tabellone madrileno, e i rivali, succubi del duopolio nelle restanti tappe, hanno la possibilità di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Può essere il torneo delle “seconde linee”, dei terraioli incalliti, che bye-passeranno l’ostacolo Alcaraz e il correlato tifo da stadio per il beniamino del pubblico.

Le mani fatate di Rafa Nadal, il “primo test” sul Manolo Santana. Sarà il torneo di Iga Swiatek?

Il Sunshine Double ha esposto in vetrina gli attuali limiti di Swiatek, che in questo 2026 non si è mai resa protagonista di alcun Major, uscendo di scena sempre prima delle semifinali. Mai tra le migliori quattro, mai incisiva come la vera Iga. Quella che ha sollevato sei titoli del Grand Slam. I demoni della polacca sono riapparsi durante la tournée statunitense, e in vista del tanto amato swing sul rosso, l’ex numero uno del mondo ha optato per un cambio drastico. Partnership terminata con Fissette, poi la fuga a Manacor da Rafa presso l’Academy della leggenda, dov’è sopraggiunto il suo nuovo coach, Francisco Roig. Le immagini di Nadal versione allenatore sono subito andate virali. E mentre Swiatek ascoltava ogni parola del maiorchino come uscite dal Vangelo, Aryna Sabalenka si tirava fuori dal ‘500 di Stoccarda. La polacca non ha rinunciato al torneo tedesco, nonostante le condizioni fossero ben diverse rispetto a Madrid, e proprio qui, Iga potrà applicare i preziosissimi suggerimenti del Re della terra rossa, con la speranza di tornare a competere per il titolo.

Fonseca testa di serie. È l’ora di diventare grandi?

Accantonati i problemi alla schiena, parecchio limitanti ad inizio stagione, Joao sta facendo irruzione sul circuito in modo prepotente e concreto, abbandonando lo status di “rising star”, e confermandosi come la solida realtà del presente tennistico. I dritti mortiferi e l’incostanza hanno lasciato spazio ad una maggiore maturità dentro al campo, anche perché fuori dal rettangolo di gioco, sembrava già un ragazzo ben inquadrato. La gestione dei colpi e le scelte del brasiliano sono istintive per natura, ma adesso più razionali e meno avventate. A Montecarlo ha quasi sfiorato la prima semifinale ‘1000 dalla carriera, e soltanto un ottimo Zverev – nel terzo set – è riuscito a fermare la sua corsa. I pesanti (e numerosi) forfait madrileni hanno assicurato a Joao di rientrare tra le prime trentadue teste di serie del main draw, dandogli il privilegio di ottenere il bye al primo turno. Il talentuosissimo tennista carioca si può considerare attualmente come uno dei più pericolosi sul mattone tritato, e l’eventuale assenza di Sinner, metterebbe Joao nelle condizioni di spingersi sino alle fasi finali del Mutua Madrid Open.

Musetti e Paolini, urgono segnali. Sarà luce prima di Roma?

Il torneo della Capitale spagnola sarà un crocevia importante per Jasmine Paolini e Lorenzo Musetti. I due azzurri stanno attraversando un periodo piuttosto delicato della stagione: la prima, ha avuto persino un momento di grande sconforto a Stoccarda, dove le telecamere l’hanno ripresa in lacrime tra un punto e l’altro contro la turca Sonmez. Qualcosa non va per Jas, che sembra aver perso l’armonia e l’equilibrio attorno a sé. A Madrid si tornerà a giocare sul rosso outdoor, e anche se in Spagna ha ben poco da difendere, poche settimane più tardi si ritroverà al Foro Italico da campionessa in carica. Ed un’eliminazione prematura nel torneo casalingo, potrebbe far scivolare pericolosamente indietro Paolini nel ranking WTA. L’azzurra necessita di un’iniezione di fiducia prima di Roma, dove non può commettere passi falsi. Musetti, invece, è chiamato ad una mezza impresa già dal Mutua Madrid Open. A Barcellona ha mostrato di aver riacquisito un buon feeling, ma la sfida con Fils l’ha ridimensionato, col francese che non gli ha mai dato respiro col suo tennis aggressivo. Le assenze dei big potrebbero non bastare, Lorenzo ha bisogno di un quid in più per competere con la scatenata concorrenza. Il rischio di perdere la Top10 è adesso reale.

La domanda da un milione di dollari. Vedremo Sinner a Madrid?

Dulcis in fundo, Jannik Sinner. Nella tormenta del movimentato venerdì pomeriggio – tra il forfait di Carlitos e l’eliminazione di Musetti a Barcellona -, il nostro Fabio Barera ci ha illustrato quattro validi motivi secondo i quali il numero uno del mondo dovrebbe presentarsi ai blocchi di partenza del masters madrileno. Ma analizziamo il quadro della situazione: l’azzurro, proveniente dalla logorante (e vincente) trasferta USA, non ha rinunciato nemmeno a Montecarlo, togliendosi lo sfizio del primo sigillo tra le mura del Principato, peraltro battendo Alcaraz nell’atto decisivo per il titolo. In modo lucido, assieme al team, ha preferito saltare qualsiasi torneo transitorio prima di Madrid, dove non è ancora assodata la sua presenza. In virtù del forfait dell’acerrimo rivale, Jannik potrebbe anche decidere di rinunciare, poiché in nessun modo cederebbe il primato del ranking – ormai assicurato sino a Roma. E proprio come Alcaraz, nemmeno Sinner ha preso parte all’edizione 2025 del torneo spagnolo, avendo dunque 0 punti da difendere.

L’azzurro può percorrere due strade.
Può decidere di riposarsi – prima del sentitissimo evento casalingo di Roma – ma non approfitterebbe dello stato di grazia in cui versa, allontanandosi – inoltre – dalla terra rossa per quasi un mese. Nel secondo caso, invece, si presenterebbe a Madrid con la ghiotta occasione di conquistare il quinto masters 1000 di fila e di accumulare vantaggio in classifica su Carlitos. E qualora la trasferta madrilena non dovesse rivelarsi prolifica, avrà comunque racimolato un bottino utile in termini di punti, e messo chilometri nelle gambe (sul rosso) prima dei BNL d’Italia.

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