La prima volta non si scorda mai, specialmente se vissuta davanti alle persone più care: famiglia, fidanzata e team. Quella appena conclusa resterà una settimana indelebile nella mente di Andrea Guerrieri, che al Roma Garden Open ha conquistato, a 27 anni, il primo titolo Challenger della carriera.
Un successo cercato con determinazione dal tennista reggiano, capace di imporsi in finale sulla testa di serie numero 1, Dalibor Svrcina. Guerrieri ha piegato la resistenza dell’avversario con il punteggio di 6-4 2-6 6-1, al termine di una battaglia durata due ore e ventuno minuti. La finale ha premiato il giocatore migliore così come dichiarato dallo stesso Svrcina a fine match. Guerrieri ha fatto correre l’avversario, con il gancio mancino che è stata l’arma che ha piegato la strenua difesa di un coriaceo ma nervoso Svrcina.
Una vittoria che si accompagna a un significativo balzo nel ranking. Arrivato a Roma da numero 338, Guerrieri lascia la capitale con una nuova vetta toccata, la top 250, alla posizione 242 con un miglioramento di quasi 100 posizioni.
In un caldo pomeriggio romano Andrea Guerrieri alza al cielo il suo primo trofeo Challenger, un traguardo che non è solo una vittoria sportiva, ma il coronamento di un lungo percorso di sacrifici e maturazione. L’emozione nelle parole del tennista emiliano è palpabile: “Una grandissima emozione, sono tanto felice di aver portato in campo anche oggi delle delle buone cose”. Una vittoria arrivata con la consapevolezza di chi sa di aver lavorato duramente per farsi trovare pronto all’appuntamento con la vittoria. Guerrieri non ha mai dubitato delle proprie potenzialità durante il torneo, sebbene le prime giornate di gioco hanno nascosto qualche insidia: “Non ho pensato direttamente al titolo, ma ho pensato e sentito che potevo sicuramente far molto bene e che se avessi avuto comunque la possibilità di giocare più match sarei potuto salire di livello in modo da dar del gran filo da torcere a tutti i giocatori che erano qui presenti.“
Un match nel quale Guerrieri ha mostrato maggior energia e carattere rispetto al suo avversario che nei momenti di difficoltà ha fatto ricorso alla palla corta, con i vincenti con quel fondamentale che hanno superato ampiamente la doppia cifra: “Una grossa chiave è stato il fatto di essere preparati da prima di entrare in campo del fatto che lui giocava tante smorzate. Quindi essere pronti a quello ed essere pronti anche a prenderne più di una, anche vincenti, perché comunque le gioca molto bene e le nasconde bene, questo ha fatto sì che comunque non sono state un imprevisto, ma sapevo che poteva usare questa questa soluzione. Ovviamente in più occasioni ho dovuto dirgli bravo, però altre volte ero ero pronto ad andare sulla palla.“
Questo successo ha un sapore particolare per chi, come lui, ha navigato a lungo nelle acque agitate del circuito ITF. “Sicuramente è una bella soddisfazione perché comunque sappiamo quanto sia duro e difficile il circuito ITF. Ci sono stato dentro tanti tanti anni, ne ho giocato qualcuno anche di recente. È sicuramente molto bello riuscire a giocare quasi esclusivamente Challenger in questo momento e spero di riuscire ad arrivare sempre più su.“
Il prossimo step sarà il Challenger di Mauthausen, ma con un nuovo best ranking il futuro si prospetta roseo con vista sugli Slam: “Ci sarà da lavorare, da cercar di fare altri punti, però sicuramente si guarda sempre avanti con positività e fiducia di raggiungere quegli obiettivi.”
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