Da Madrid, il nostro inviato
Non era mai riuscito a staccare il pass per una finale nel 2026. Poi è arrivata Madrid. La Caja Magica ha rimesso Sascha Zverev nelle condizioni di tornare a lottare per un titolo Masters, e alla luce di un tabellone non impossibile, il tedesco ha risposto presente. Sarà dunque finale tra numero uno e numero due del seeding al Mutua Madrid Open. Le ultime sfide con Sinner, ormai, le conosciamo a memoria, ed hanno tutte il medesimo esito. Dal site spagnolo, si incrociano le dita per vedere quantomeno un match dinamico e frizzante, anche se con questa versione inarrestabile dell’azzurro, aumentano le preoccupazioni per una non-partita. Ecco cos’ha detto Alexander Zverev in conferenza stampa:
D. Hai già vinto due volte a Madrid. Per Jannik è la prima finale qui. Pensi quindi che la tua esperienza ti darà un vantaggio nella finale di domenica?
Alexander Zverev: “Jannik è il numero uno al mondo e che non ha perso una partita dall’inizio di febbraio. Penso che in questo momento sia senza dubbio il miglior giocatore al mondo e che dovrò giocare davvero molto bene per avere una possibilità. Ma so di esserne capace e domenica cercherò di dare il massimo”.
D. Ci stiamo quasi abituando a questo tuo schema: sulla terra battuta, a Montecarlo parti un po’ a rilento, ma quando arriva maggio sei davvero in forma, sia che si tratti prima di Monaco o di qui. Come avviene questo adattamento, e cosa fai in particolare che ti fa davvero ingranare e ti porta a dare il meglio nella stagione sulla terra battuta?
Alexander Zverev: “Penso che sia solo una questione di timing. Il timing della palla è completamente diverso rispetto al cemento. Una volta che mi sono adattato, so che posso giocare bene su questa superficie, ma ci vuole del tempo. Qualcuno come Jannik o Carlos, forse, gioca benissimo già dalla prima settimana. Storicamente, sai, ho vinto tutti i Masters sulla terra battuta tranne quello di Monte Carlo. Sono arrivato in semifinale, mai nemmeno in finale. Quindi penso di aver bisogno di più tempo rispetto forse ad altri. In questo momento mi sento bene. Sono in finale, ne sono felice. E, ripeto, mi darò tutte le possibilità per vincere domenica. Ma penso che, in termini di tempismo, la terra battuta sia completamente diversa dal cemento”.
D. Vorrei sapere: com’è per te lavorare con tuo padre? È stato facile?
Alexander Zverev: “A dire il vero, sì, soprattutto da quando sono diventato adulto anch’io. Credo che lui abbia capito che è molto importante distinguere il ruolo di padre da quello di allenatore di tennis. Quindi, quando siamo a casa, è un padre, ovviamente. Ma quando siamo ai tornei di tennis, è solo il mio allenatore. Mi lascia fare le mie cose al di fuori del tennis. Mi lascia fare le mie cose, il che è molto importante, soprattutto quando si diventa più grandi.
Ripeto, sono in tour da molti, molti anni ormai e so che ci sono un sacco di genitori di tennisti, soprattutto nel circuito femminile, che cercano di controllare ogni singolo aspetto della vita dei propri figli. Credo davvero che sia sbagliato. Penso che sia proprio in questo che mio padre è stato ed è molto intelligente. Mi lascia vivere la mia vita. Mi lascia fare quello che voglio fuori dal campo da tennis. Poi, sul campo da tennis, è per me il miglior allenatore”.
D. Entrambe le semifinali maschili di oggi sono state piuttosto simili. Ed entrambi dovevate affrontare un talento molto giovane e promettente. Cosa ne pensi? La mia seconda domanda è questa: nel secondo set ho notato che in ogni game c’era un’occasione di break, quindi deve essere stato frustrante, ovviamente. Come hai superato quella frustrazione e cosa ti ha aiutato a ottenere finalmente quel break?
Alexander Zverev. “Per quanto riguarda la tua prima domanda, penso che ci siano molti giovani giocatori emergenti che sono davvero molto bravi e di altissimo livello. Credo che ogni settimana lo dimostrino sempre di più. È da un po’ che parliamo di Fonseca. Ha un talento straordinario. Penso che ora anche altri ragazzi stiano emergendo e dimostrando di avere un talento straordinario. Come questa settimana, abbiamo visto Jodar fare una sorta di passo avanti. Anche Alex ha fatto un passo avanti.
Quindi ci sono molti giovani che faranno passi avanti come quelli nel prossimo mese e negli anni a venire, perché penso che il livello di tennis che giocano sia molto alto. Per quanto riguarda la tua seconda domanda, sì, ha tirato una seconda di servizio sulla palla break. Ha fatto serve and volley per la prima volta, non me l’aspettavo. E per il resto ha servito una prima potentissima. Quindi può succedere. Questo è il tennis. Ma una volta che ne ho avuto l’occasione l’ho sfruttata nel secondo set e per fortuna l’ho chiusa con il servizio“.
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