ATP Madrid: a ­Jodar la sfida tra teenager con Fonseca. Norrie prossimo avversario di Sinner

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ATP Madrid: a ­Jodar la sfida tra teenager con Fonseca. Norrie prossimo avversario di Sinner

Da Madrid, il nostro inviato
È notte inoltrata nella capitale iberica. Il centrale della Caja Magica ha inscenato un fantastico duello, il primo di una rivalità che certamente si riproporrà innumerevoli volte. Nel Masters 1000 madrileno, la wild card casalinga Rafa Jodar ha superato in tre set il teenager più amato del mondo del tennis, Joao Fonseca. La sfida tra i due 19enni ha anche regalato un confronto spietato tra le due tifoserie, calde e scatenate, talvolta irrispettose durante lo svolgimento del testa a testa tra i due classe 2006.

Morto un Rafa se ne fa un altro. Forse la leyenda non potrà mai essere sostituita, neppure da qualcuno con lo stesso nome. Ma questa sera, sullo storico Manolo Santana, il pubblico de La Roja ha perso i freni inibitori per il giovane Jodar, nato e cresciuto a Madrid. Fonseca è stato surclassato in un set finale che è più un trattato di tennis moderno, che altro. Alĕa iacta est – Il dado è tratto. Rafael Jodar colleziona la sua undicesima vittoria nelle ultime dodici partite disputate. Sarà il primo ottavo di finale ‘1000 della sua carriera. In casa sua, davanti al suo pubblico. Sfiderà Vit Kopriva e, in caso di vittoria, probabilmente Jannik Sinner, a meno che il numero uno del mondo non si faccia sorprendere da Cameron Norrie.

[WC] R. Jodar b. [27] J. Fonseca 7-6(4) 4-6 6-1

Primo set: che la rivalità abbia inizio. Jodar un muro, suo il primo parziale

19 anni sono pochi per promettersi un futuro. Ma il futuro è adesso. Il Manolo Santana vibra. Di sogni, di emozioni, di speranza. La muraglia verde oro inneggia il nome di Joao, qualcun altro – debolmente – Sibila un “Vamos Rafa”. Paradossale, ma vero. Il tifo carioca, nella capitale spagnola, detta legge. Il giudice di sedia, Manuel Messina, fatica a tenere a bada le due fazioni sugli spalti, ma la partita inizia. E che partita. Joao, impavido, sbeffeggia l’idolo di casa con un bimane radente.

Il brasiliano fa subito capire le proprie intenzioni. È più brillante, è più coraggioso, e sono sue le prime palle break. La dimensione di Rafael, però, è già quella del grande tennista. Freddo, cinico. La paura è un pensiero che non lo sfiora nemmeno. Pressione col servizio, è grande pesantezza di palla col dritto. Palla break sventata. Jodar mantiene alta la velocità di crociera, e a una decina di metri di distanza, si percepisce un suono pieno, soddisfacente, generato dal suo piatto corde.

Fonseca si arena un attimo. La star di Rio ha la possibilità di affondare in più occasioni, ma da metà campo fallisce un dritto ampiamente alla sua portata. Lo spagnolo è un cecchino spietato, e con un rovescio in salto neutralizza una debole seconda di servizio di Joao. La reazione di quest’ultimo, però, è immediata. È abitudine di Fonseca trovare la massima ispirazione quando è sotto nel punteggio, e dopo il break concesso, il tennista verde oro rianima la folla con delle sberle micidiali da fondo campo.

Parità ripristinata. I turni di servizio si solidificano, e vengono meno gli errori gratuiti. È tempo di tiebreak sul caldissimo centrale della Caja. Jodar spezza gli equilibri, e lo fa in modo violento, senza chiedere il permesso. La palla dello spagnolo è penetrante, mentre il muro difensivo carioca s’indebolisce.
Il padrone di casa scappa in vantaggio per 5 punti a 1. Joao s’illude, accorciando le distanze grazie a un regalino rojo e un dritto monstre. Sforzi andati in fumo, Rafa è invalicabile. Il primo set è suo: 7-6(4).

Secondo set: Fonseca cambia pelle e porta il match va al terzo

La partenza di Jodar è come da programma. Lo spagnolo vola rapido sul 40-0 per mettere in cascina un game apparentemente transitorio, ma s’incarta, riaccendendo la speranza in Joao. Mai dare una micro chance al brasiliano. È la prima legge del tennis moderno. Il numero 31 del mondo rialza il giri del motore e la voce. Riaggancia Jodar sul “deuce”, poi lo infilza col dritto al veleno. Break conquistato. Sembra un altro Fonseca, molto più vivo e ispirato rispetto al primo parziale, durante il quale ha subito perennemente le incursioni iberiche.

Rafa resta una minaccia, e non sempre Joao riesce ad avere grande controllo sui colpi in slice, e tra un dropshot e un back di rovescio, viene tradito, concedendo palla del controbreak al madrileno. Buona reazione di Joao, sventato il pericolo. Il set va nettamente in discesa per Fonseca. Rafa non riesce più a contestarlo in risposta. Il brasiliano è una furia e con lo score di 6-4 pareggia i conti, rimandando tutto al terzo e decisivo set.

Terzo set: Jodar è scatenato. Fonseca crolla

Late-night match sul Manolo Santana. Fonseca non approfitta dell’abbrivio del secondo parziale e, commettendo un sanguinoso doppio fallo, mette Jodar nelle condizioni di breakkare. E così è. Lo spagnolo incanta, e manda in tilt l’avversario, che disintegra il suo strumento di fortuna. Performance paranormale del padrone di casa, il quale, a mezzanotte inoltrata, sveglia la Caja Magica con dei colpi da fenomeno. A bordocampo si percepisce di star assistendo a un evento unico. Due giovani stelle del circuito stanno mettendo in piedi un show sensazionale.

Fonseca perde la bussola. Comprensibile, dall’altra parte della rete, non c’è più Rafa Jodar. C’è un rullo compressore, un tennista in netto stato di grazia. Meglio dire, un talento. Doppio break di vantaggio in men che non si dica. Pioggia di vincenti, parecchi errori di “estrema gioventù” da parte di Joao. Il terzo set è un soliloquio spagnolo. 6-1 rifilato alla stella di Rio. Sotto il cielo di Madrid, brilla il nome di Rafael Jodar.

Agli ottavi lo spagnolo è atteso dal ceco Vit Kopriva, che ha approfittato del ritiro di Arthur Rinderknech sul punteggio di 6-4 3-6. Avanti 4-1 nel secondo set, il francese ha chiesto il MTO per un problema al polpaccio sinistro. Letteralmente su una gamba sola, Arthur mantiene il vantaggio portando la sfida al terzo, salvo poi decidere di ritirarsi.

[19] C. Norrie b. T. Tirante 7-5 7-6(5)

Cameron Norrie fa la cosa giusta nel finale di entrambi i set e batte 7-5 7-6(5) Thiago Tirante, n. 72 ATP. Il break al dodicesimo game, l’unico del match in cui la risposta ha avuto chance, arriva con un dritto argentino fuori misura – colpa di un rimbalzo irregolare, secondo Thiago che è in campo, ma da là dietro aveva tempo di correggere, secondo noi al PC –, seguito da Cam che entra deciso con il bimane lungolinea. Nel secondo parziale, Tirante sale 5-3 nel tie-break, ma cede entrambi i due punti consecutivi in battuta: troppa fretta nel dritto in uscita dalla seconda e un paio di sventagli innocui prima di farsi sorprendere del dritto mancino. Match point su cui Norrie si accontenta di aspettare l’errore in palleggio, guadagnandosi gli ottavi con il numero 1 del mondo Jannik Sinner (di Michelangelo Sottili).

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