Da Roma, il nostro inviato
Lorenzo Musetti parte benissimo agli Internazionali BNL d’Italia. Una vittoria in due set, senza stancarsi troppo, contro Giovanni Mpetshi Perricard. Un risultato che serviva, prima di tutto per ridare stabilità all’azzurro. Che, con grande lucidità, si dice non del tutto soddisfatto della sua prestazione. Battendo sul tasto del “si può sempre migliorare”.
D: Di cosa non sei contento della prestazione di oggi? Poi ho visto che sei fasciato.
Musetti: “Sicuramente è stata una prestazione solida, perché un avversario come lui è sempre insidioso. Poi ho preso un brutto break dopo averlo breakkato, anche se sono stato bravo a riprendermelo e a chiudere con autorità. La fasciatura è stata solo preventiva, un po’ di fastidio negli scorsi giorni ma nulla di che. Mi è piaciuto molto giocare la sera, in queste condizioni, che mi ha favorito a rompere il suo gioco”.
D: C’è qualcosa che stai migliorando rispetto agli ultimi mesi, un po’ difficili?
Musetti: “Sto cercando di vivere con più leggerezza, non è semplice. Quando hai tante certezze, con un infortunio di mezzo non è mai facile ripartire e ottenere risultati. C’è voluto e ci vorrà ancora, ma sono contento di come ho gestito oggi i problemi che ci sono stati in campo”.
D: Oggi Djokovic ha perso. Ti senti uno dei favoriti da quel lato del tabellone?
Musetti: “Dire favorito non mi piace, a parte che in questo momento solo Jannik può essere favorito. Abbiamo visto che i risultati si alternano molto, dipende anche dalla settimana. Abbiamo visto come anche Zverev è partito molto forte, con grande continuità. Nole veniva da un infortunio, ha fatto fatica a ritrovare il ritmo partita. Un match alla volta, così si deve pensare. Ora giocherò con Cerundolo, che è un ottimo giocatore sulla terra, che negli ultimi anni ha dimostrato di giocare molto bene su questa superficie”.
D: Hai avuto un infortunio lungo. Tornare a certi livelli è un discorso più mentale o fisico?
Musetti: “Discorso forse più mentale, di convinzione, autorità. Della gestione dei momenti, delle situazioni che si possono creare in partita. Quando hai poche partite alle spalle è difficile riuscire ad allenare quei momenti che puoi vivere solo nei match. Io da inizio anno ho giocato pochi match rispetto agli altri, e questo è lo svantaggio”.
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