Da Roma, il nostro inviato
Prima di questa edizione degli Internazionali BNL d’Italia, Andrea Pellegrino non era mai entrato in un tabellone principale di un Masters 1000. Ora, partendo dalle qualificazioni, il 29enne di Bisceglie è al secondo turno al Foro Italico. Superato il tabellone cadetto brillantemente, l’azzurro al primo turno ha sconfitto in tre set il connazionale Luca Nardi. Dopo la partita, Pellegrino è intervenuto in zona mista per parlare della sua prima vittoria in un main draw 1000.
Le impressioni sul derby con Nardi
“È stata una partita dura dal primo all’ultimo punto”, ha spiegato il tennista pugliese ai giornalisti “Anche per le condizioni, che erano molto diverse dagli scorsi giorni. Avevo giocato con il sole. Poi quando giochi un derby è sempre complicato. Lui è un giocatore molto forte, ha un talento incredibile. Mi sono ritrovato in difesa a correre da sinistra a destra del campo. Sono molto contento della prestazione”.
Ne è venuta fuori una partita molto godibile, in sessione serale. Anche se Pellegrino da dentro non è riuscito a percepire la qualità del tennis, essendo concentrato a districarsi tra le insidie del match. “Da dentro uno non ha mai la percezione di come sia la partita. Sei concentrato su tante cose, quindi non ti rendi effettivamente conto del livello. Pensi più a quello che devi fare in ogni punto. Dal secondo set in avanti il livello è cresciuto molto, ma anche io personalmente sia dal punto di vista fisico che tennistico. Nel terzo mi sentivo bene, ero tranquillo. Avevo molta energia”.
L’ultimo periodo il secondo turno con Fils
Nell’ultimo periodo l’attuale numero 155 del mondo si sente di aver costruito un’ottima mentalità per riuscire ad affrontare i complicati sballottamenti in giro per il globo. “Al di là dell’aspetto tecnico e tutto ciò che sta attorno al tennis, la cosa che mi sta più piacendo di me stesso nell’ultimo periodo è come approccio le partite, come affronto le difficoltà e come gestisco alcuni momenti. Perché alla fine giocare un 1000 come Roma non è come giocare uno dei tornei piccoli. So che, se vorrò giocare questi tornei, dovrò continuare su questa strada per avere una certa classifica a fine anno”.
Nel mentre, al secondo turno, affronterà Arthur Fils, uno dei giocatori più caldi di questi mesi. “Sicuramente sarà una partita durissima”, ha spiegato Andrea rispondendo a una mia domanda sulla preview del suo prossimo match. “È un tennista molto forte, sta giocando bene. Ma non avrò niente da perdere. Alla fine, sono al secondo turno di Roma. L’unica cosa che cercherò di fare è divertirmi dall’inizio alla fine”.
I dubbi durante il percorso
In passato, però, non era sempre stato così facile per Pellegrino riuscire a godersi la vita nel circuito. “La vita del tennista è un po’ particolare. Si gioca da gennaio a fine novembre. Sei sempre lontano dalla famiglia, sei spesso da solo. Ci sono molto momenti complicati. La cosa più difficile secondo me è gestire questi periodi, quando sono negativi. Ho avuto dei momenti in cui facevo faticare a svegliarmi la mattina per andare ad allenarmi. Non avevo molta voglia. I risultati che mi aspettavo non arrivavano”.
“Poi hai una sorta di timer, perché comunque non hai una carriera che dura come gli altri lavori. Quindi, quando l’età avanza e i risultati che ti aspetti non arrivano, ti viene un po’ d’ansia e ti domandi se stai facendo la cosa giusta. Ho avuto la fortuna di avere la mia famiglia e gli allenatori che ho ora, che mi hanno fatto sempre sentire abbastanza soddisfatto di quello che ho fatto. Non sono ancora troppo vecchio per riuscire a ottenere dei risultati importanti”.
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