Wimbledon: chi è Donna Vekic, la tennista sulla strada di Paolini per la finale

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Semifinali Slam di Donna Vekic prima di luglio 2024: 0. Semifinali e quarti 1000 di Donna Vekic ad oggi: 0. Poi Wimbledon, un tabellone apertissimo, una chance da cogliere di quelle che capitano una volta nella vita, una carriera che sembrava in fase calante e che potrebbe ora regalare la più grande soddisfazione. Le lacrime nelle dichiarazioni in campo subito dopo la vittoria su Lulu Sun ben descrivono l’emozione, che quasi non ha voce, della croata per un traguardo che sembrava destinato a rimanere un tabù dopo i quarti di finale persi allo US Open 2019 e all’Australian Open 2023.

E pensare che a gennaio 2022 Donna, terza croata ad arrivare così in fondo in uno Slam dopo Iva Majoli (campionessa al Roland Garros 1997 a 19 anni) e Mirjana Lucic (semifinali a Wimbledon 1999 e dopo ben 18 anni all’Australian Open 2017), era addirittura uscita dalla top 100. Una carriera che sembrava inevitabilmente crollata, destinata a un ruolo marginale, quel limbo in cui le stelle le vedi ma non riuscirai mai a toccarle. Vekic ha però avuto il merito di rimboccarsi le maniche, andare a giocare le qualificazioni nei tornei e piano piano si è ricostruita una classifica, battendo 4 volte su 12 giocatrici classificate in top 10 dall’inizio del 2023. E trovando ben tre finali in questo lasso temporale, con la vittoria a Monterrey e la sconfitta contro Kvitova a Berlino lo scorso anno, e quella a Bad Homburg per mano di Shnaider due settimane fa.

Il tennis su erba in effetti non è uno sconosciuto per Vekic, solida al servizio e con una buona prepotenza da fondo, che le ha permesso di battere nell’ordine Wang, Erika Andreeva, Yastremska (unica testa di serie incontrata, n.28), Badosa e appunto Sun, vincendo due partite su 5 dopo aver perso il primo set. Resilienza e voglia, consapevolezza dell’occasione ma soprattutto gioia nel godersi uno storico momento, come confermano le sue parole: “Non so quale sia la sfida più grande delle semifinali, cercherò di mantenere la stessa routine, cercare di recuperare al meglio e pensare che non sia una semifinale di Wimbledon. Amo essere sul Centre Court, è il più bel campo del mondo, quindi cercherò di divertirmi“.

D’altronde sarebbe impossibile fare altrimenti, vista la portata dell’evento specie per una giocatrice che ha trovato la prima semifinale alla 43esima partecipazione in un Major. Solo in 4, nell’Era Open, hanno impiegato più tornei per riuscirci: Barbora Strycova 53 (Wimbledon 2019), Anastastia Pavlyuchenkova 52 (Roland Garros 2021), Elena Likhovtseva 46 (Roland Garros 2005) e Roberta Vinci 44 (US Open 2015). Di queste solo l’azzurra e l’attuale n.28 Pavlyuchenkova, unica giocatrice ancora in attività, hanno poi raggiunto la finale. Nessuna delle due è riuscita però a tornare a casa con il trofeo.

Domani Vekic affronterà Jasmine Paolini, di cui ha detto: “È una bravissima ragazza, sorride sempre. Non conosco qualcun altro che sorrida quanto lei in campo. Ha giocato in modo fantastico quest’anno, ha vinto a Dubai, finale al Roland Garros. Sono davvero felice per lei“. E comunque vada a finire, che sia la seconda finale Slam dell’azzurra o la prima della croata, per Donna rimarrà un successo, rimarranno due settimane da ricordare. Ritornerà in top 20, se dovesse vincere addirittura scavalcherebbe Jabeur entrando per la prima volta in carriera tra le prime 15 giocatrici del mondo. Non è mai troppo tardi sarà anche una frase fatta, ma nel caso di Donna Vekic da Osijek, Croazia, all’apice della carriera dopo 12 anni di tour, è il riassunto del sogno di una vita. Anzi, di una vita reale, di quelli ad occhi aperti che all’improvviso diventano realtà. Sui verdi prati di Wimbledon, dove la cronaca diventa storia.