Wimbledon, Fognini: “A 37 anni sono ancora qua e ho voglia di lottare”

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Fabio Fognini sta vivendo, all’età di 37 anni, uno dei migliori Wimbledon della sua carriera. Il sanremese ha battuto al secondo turno il numero 8 del ranking Casper Ruud, ed ora si prepara ad affrontare lo spagnolo Bautista Agut. Ecco le sue parole.

D: Di cosa sei più soddisfatto di questa vittoria?

F: Sono soddisfatto della vittoria, il resto conta poco. Penso di essermelo meritato e sono contento. Dopo 3 anni, a 37 anni, con tutte le cose che mi sono successe, sono ancora qua e ho ancora voglia di lottare su questi palcoscenici ed è la cosa che più mi tiene vivo.

D: Sei alla seconda vittoria dell’anno contro un top 10, fai caso a queste cose?

F: No le statistiche le lascio agli altri. A 37 anni non ho bisogno di guardare queste cose, so come gioco e so come giocano gli altri. Sono contento e voglio solo godermi questa vittoria e recuperare per preparare al meglio il prossimo incontro.

D: Sonego o Bautista?

F: Non mi interessa, so come giocare con entrambi. L’ultima volta con Sonego è successo quel che è successo. Con Bautista abbiamo giocato varie volte, abbiamo sicuramente un certo tipo di esperienza. Chi ci sarà ci sarà, devo solo pensare il mio gioco che so potrà dare fastidio ad entrambi.

D: Ti lascia più soddisfatto i primi due set di oggi o la reazione che hai avuto dopo il terzo set?

F: Io gioco perchè amo questo sport e amo ancora la competizione. Ho fatto delle scelte, seppur sbagliate ho deciso di giocare dove il ranking mi permette e dove gli organizzatori vorranno invitarmi. Per il resto si è visto, ho avuto una bella reazione la scorsa settimana a Maiorca, ho perso contro un ragazzo che ha un futuro roseo davanti a sè per molto poco. Siamo venuti via dopo quelle due parentesi in Italia, dove non mi vedranno più, che sono state negative perchè io ero negativo, il mio umore era negativo e di conseguenza non è successo quel che è successo. Vado avanti, c’è stata una bella reazione, ho giocato bene, ma il giocare bene è limitativo, se io sto bene ed ho questa attitudine il risultato è una conseguenza. Sono contento di essere ancora ad un terzo turno qui a Wimbledon e di poter provare a raggiungere questa seconda settimana che non ho mai raggiunto nella mia carriera.

D: Se tuo figlio chiederà di giocare a tennis cosa gli risponderai?

F: Federico gioca sia a calcio che a tennis, è giusto che faccia le sue scelte e che si diverta. Con il senno di poi il tennis è un bellissimo sport, che mi ha fatto vincere, mi ha dato la vita, ma so quello che ho sacrificato nel periodo in cui giocavo sia a calcio che a tennis fino a 14 anni. Penso che come in tutte le cose ci vogliano delle basi, la famiglia è fondamentale. Con Flavia siamo molto d’accordo, è giovane, si deve divertire e non gli mettiamo pressione. Sicuramente se un giorno vorrà diventare tennista lo appoggerò in tutto quello che farà. Gli dirò di stare attento perchè è un mondo falso, un mondo egoista, di tenere gli occhi aperti.