La sconfitta nella finale del Miami Open presented by Itaù con i rimpianti per i tre setpoint sprecati nel primo set non toglie Paolini ed Errani la voglia di cercare aspetti positivi; le azzurre leggono la partita considerando la lunga pausa, le condizioni climatiche e il cambio di campo, quando hanno lasciato spazio sul Campo Centrale a Sinner e Lehecka riparando sul Grandstand.
Le ragazze finiscono la chiacchierata guardando avanti e confermando i loro programmi di squadra, che vanno verso la stagione sulla terra rossa e che puntano alla difesa del titolo di Roma.
D: Quanto ha pesato lo spostamento dal Centrale al Grandstand?
Errani: “Sì, sicuramente oggi sono state due partite completamente diverse: la prima parte sul Centrale eravamo lì, abbiamo avuto chance e non le abbiamo sfruttate, però comunque come livello eravamo vicine e abbiamo avuto tante occasioni, peccato. Invece purtroppo poi, nella seconda parte fuori sull’altro campo, non siamo riuscite a esprimere un buon tennis e loro ci sono passate sopra come livello”.
D: È complicato fermarsi sul 6-5 e riprendere dopo aver aspettato tutto quel tempo?
Paolini: “Sicuramente è ancora più complicato se si cambia anche campo, no? Probabilmente ci eravamo anche abituate al Centrale. Loro sono partite molto aggressive, hanno servito bene, è andata così, hanno preso fiducia. Secondo me hanno giocato davvero un buonissimo secondo set; noi un pochino meno incisive sicuramente, però loro hanno alzato il livello”.
D: avete comunque giocato la finale di un grande torneo, avete giocato a testa altissima. Ora cosa ci sarà?
Errani: “Altri tornei: ora abbiamo la Billie Jean King Cup, poi ci saranno Madrid, Roma e Parigi. Sicuramente guardiamo avanti: è stato un buonissimo torneo, fare finale e vincere ottime partite su un campo magari non tra i nostri preferiti è importante. Bisogna tirare le conclusioni a fine torneo, sia positive che negative, e andare avanti così”.
D: non so se ti strappo un sorriso, uno dei momenti più emozionanti del torneo è stato il tuo allenamento con Sinner, che hai anche messo in difficoltà.
Paolini: “Non credo di averlo messo in difficoltà. È stata sicuramente un’esperienza incredibile: cercavo di stare lì e di mettere più palle in campo possibile. È andata bene, sono contentissima e sono molto grata per questa opportunità: è stato incredibile giocare con Jannik”.
Gibertini: Avete più dispiacere pensando alle palle-break sul 3-3 o ai tre setpoint sul 5-4? Sui secondi loro hanno giocato veramente bene, soprattutto Townsend.
Paolini: “Io ho sbagliato quella volée, però alcuni punti ci sono girati anche bene. Sul quattro pari ho risposto un miracolo che, se lo rifaccio altre dieci volte, lo sbaglio. È così: il doppio purtroppo si gioca su pochissimi punti. A tutte e due, almeno per me, dispiace di più per la seconda parte della partita, dove non siamo minimamente riuscite a entrare nel match”.
Gibertini: Però avete tenuto testa alle rivali su un campo più veloce di quello di Indian Wells.
Errani: “Guarda che alla fine il campo su cui abbiamo giocato noi a Indian Wells quel giorno era un missile, e avevamo giocato tardi la sera prima sul Centrale con condizioni molto più lente. Eravamo stanchissime, mi ricordo che non abbiamo dormito quella notte perché, finendo tardi, ho dormito tipo alle quattro di notte, e abbiamo giocato un po’ presto il giorno dopo: eravamo cotte e il campo era veramente veloce.
Oggi probabilmente il Centrale era un pochino più lento e su quell’altro campo non siamo riuscite a entrare in match; secondo me era leggermente più veloce rispetto al Centrale”.
Gibertini: I vostri programmi ora?
Paolini: “Vado a Stoccarda, poi abbiamo Madrid, Roma e Parigi”.
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