da Linz, il nostro inviato
Vittoriosa in due set su Paula Badosa all’esordio nell’Upper Austria Ladies, la diciottenne di casa Lilli Tagger ha strappato applausi dalle tribune e congratulazioni dai nostri colleghi austriaci. Ha parlato di cosa si può imparare da avversarie di questo livello, dei suggerimenti di cambiare il suo colpo monomane e delle emozioni durante match.
D. Congratulazioni per la prima vittoria a Linz. Riportaci un po’ nelle emozioni in campo: cosa è successo?
Lilli Tagger: “Una partita pazzesca. Devo dire onestamente che già dal sorteggio ero felice di giocare in Austria, contro una giocatrice così incredibilmente forte, ex numero 2 del mondo. Non capita tutti i giorni di avere un’opportunità del genere. Ero super contenta, volevo assolutamente giocare qui, quindi felicissima di aver vinto alla fine”.
D. Come valuti questa vittoria? Hai già ottenuto grandi successi, ma qui in casa dev’essere qualcosa di speciale. Dove la collochi?
Lilli Tagger: “Bella domanda. Credo che sia ovviamente una partita molto, molto importante che ho vinto. In generale è un match importante per la mia vita, perché ho dimostrato ancora una volta che posso vincere anche contro giocatrici così forti sulla terra battuta. Direi che è sicuramente molto in alto”.
D. Complimenti. Ora un altro salto nel ranking live, fino al numero 106. Sarebbe bello fare un altro passo avanti.
Lilli Tagger: “Sicuramente. Naturalmente l’obiettivo è già da tempo quello di entrare stabilmente nei tabelloni principali del circuito WTA. Stiamo dando tutto e cerchiamo ogni giorno di fare del nostro meglio per riuscirci, perché è un grande obiettivo per noi”.
D. Puoi già dire qualcosa sulla prossima avversaria [Samsonova]?
Lilli Tagger: “Ho già fatto allenamento con lei una volta sul cemento, quindi la conosco. Gioca in modo aggressivo, è ovviamente una giocatrice molto forte ed è la numero 3 del torneo. Sul cemento è molto veloce e aggressiva. Sulla terra battuta non la conosco ancora così bene, quindi dovrò analizzarla meglio con il mio allenatore e vedere come si esprime il suo gioco su questa superficie. Finora non abbiamo giocato molto sul cemento, quindi poi adatteremo la tattica”.
Ubitennis: Siamo tutti grati per il tuo bellissimo rovescio. Ma c’è mai stato qualcuno che abbia cercato di farti cambiare idea e giocarlo a due mani?
Lilli Tagger: “No, in realtà non l’ho mai considerato. Cioè, alcune persone mi hanno suggerito di cambiarlo, ma non l’ho mai voluto fare perché continuo a pensare che sia il più naturale che ho. Quindi no, non si è mai arrivati a quel punto”.
D. Si dice che quando si entra in campo si abbia una probabilità 50-50 di vincere. È così anche per te in ogni partita? Hai già affrontato giocatrici ancora più forti. Pensi sempre: sì, posso vincere questo match?
Lilli Tagger: “Credo che alla fine si abbia sempre una possibilità quando si entra in campo. Anche contro una giocatrice del genere, ho comunque una chance di vincere. Però naturalmente si pensa anche: ok, sto affrontando una giocatrice di questo livello. Ho studiato molto bene il suo gioco, il suo stile, quindi ero ben preparata per il match ed ero entrata in campo molto positiva, convinta di poterlo vincere”.
D. Ok, continui comunque a migliorare. Riesci a valutare quanto sei stata brava oggi? Hai espresso il 100% del tuo potenziale attuale?
Lilli Tagger: “Credo che, in generale, rispetto al mio potenziale, cioè a come posso giocare davvero alla fine, fossi a… non so. Molti dicono sempre: “sky is the limit”. Diciamo così: rispetto a quello che era il nostro obiettivo o il compito per oggi, ho sicuramente fatto tutto. Quindi è stato il 100% rispetto a quello che dovevo fare, per come ho giocato. È stata una partita molto buona. Però…”.
D. Ci sono stati aspetti che ti rimprovereresti?
Lilli Tagger: “Cioè cosa non ha funzionato? Sì, esatto. Credo che all’inizio non sia facile. All’inizio ero un po’ troppo passiva, anche per la tensione o le emozioni mi sono lasciata un po’ influenzare. Quindi penso che l’inizio si possa gestire un po’ meglio”.
D. Ho già sentito dire da te che il grande obiettivo è davvero la vetta assoluta del ranking. In mezzo ci sono obiettivi intermedi. Hai voce in capitolo nel definirli?
Lilli Tagger: “Sì, assolutamente mi lasciano partecipare. Diciamo così: gli obiettivi più importanti posso fissarli solo se sento davvero che possono essere raggiunti. Però naturalmente ne parliamo sempre con il team. E poi diciamo: questo posso davvero farlo, questo può davvero succedere, oppure succederà. In generale lavoriamo molto bene insieme come squadra”.
D. Ora sei sul grande palcoscenico del tennis: hai giocato due tornei 1000 e ora un 500. Quali sono le tue principali conclusioni da questi tornei, da queste avversarie e giocatrici?
Lilli Tagger: “È il primo anno in cui posso competere a un livello così alto. È qualcosa di molto speciale poter vedere queste giocatrici a ogni torneo e imparare tantissimo da loro. Davvero molto prezioso. Ed è anche bello riuscire a giocare alla pari in campo. Io la vedo così e cerco di imparare il più possibile e trarne il meglio ogni giorno”.
D. Cosa si può imparare da loro?
Lilli Tagger: “Tantissimo. Dipende dalla giocatrice: magari dal punto di vista tecnico, mentale o da come si muove. Credo che si possano imparare 10.000 cose”.
D. E a livello personale: senti di far parte ormai stabilmente di questo ambiente? Riesci ancora a godertelo o è più faticoso?
Lilli Tagger: “Faticoso assolutamente no, ma a volte è un po’ strano, direi. Non mi aspettavo che la crescita fosse così veloce. Ma come ho detto, è sicuramente qualcosa di speciale, perché si vede che le persone apprezzano il percorso giusto e ciò che è importante. E naturalmente questo fa parte della nostra vita. Credo che in un certo senso bisogna vederla così”.
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