WTA Indian Wells, Pegula: “Non dovremmo giocare al meglio dei cinque set”

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WTA Indian Wells, Pegula: “Non dovremmo giocare al meglio dei cinque set”

Jessica Pegula, numero cinque del ranking WTA, è pronta ad affrontare un’altra edizione del BNP Paribas Open, torneo che da sempre rappresenta un ostacolo per la giocatrice. “Qua non ho mai la sensazione di giocare bene, è il più difficile da vincere”. Nella conferenza stampa di benvenuto, la tennista americana si esprime riguardo alla sua nuova posizione all’interno del comitato WTA, dell’idea di giocare al meglio dei cinque set, del doppio misto e della sua carriera in generale.

Pegula tra Dubai e fuori dal campo

D. Bentornata a Indian Wells. Raccontaci brevemente queste ultime due settimane da quando hai vinto Dubai e come ti senti. JESSICA PEGULA:Mi sento davvero bene, sono felice di essere qui dopo aver giocato un buon tennis qualche settimana fa a Dubai. Spero di poter continuare a sfruttare questo slancio, specialmente con una serie di tornei così importante alle porte”.

D: Sei stata appena annunciata nel nuovo comitato WTA e sembri essere una persona che si assume tutte queste responsabilità di leadership pur essendo un’atleta professionista e continuando a giocare. Come decidi quando cogliere queste opportunità per avere voce in capitolo in questo sport e, allo stesso tempo, restare concentrata sul tuo tennis?

JESSICA PEGULA:Nel corso degli ultimi anni, man mano che sono maturata, mi sono resa conto di quanto sia importante restituire qualcosa allo sport. Penso che far parte del consiglio delle giocatrici mi abbia insegnato molto sui meccanismi interni del nostro sport. Ma se vuoi davvero apportare un cambiamento, è difficile farlo. In realtà, il motivo per cui sono nel consiglio dell’architettura del Tour è solo perché mi è stato chiesto da tre persone diverse.

Quindi, voglio dire, entrare nell’organizzazione non è una cosa che ho cercato. Ma apprezzo molto che le giocatrici e le altre persone pensino che io sia adatta per questo ruolo, e penso di essere in un punto della mia carriera in cui sono felice di restituire qualcosa, a patto che il mio tempo non ne venga assorbito troppo. Ci sono tanti giocatori e campioni incredibili che, a un certo punto, hanno contribuito a cambiare il loro sport

Tre su cinque femminile? No, grazie

D. Dato il tuo coinvolgimento nei meccanismi interni della WTA, cosa ne pensi dell’idea che le donne possano giocare al meglio dei cinque set?

JESSICA PEGULA:Non penso proprio che dovremmo farlo. Onestamente non sono una grande fan del ‘tre su cinque‘, nemmeno per gli uomini. Anche se so che ci sono stati straordinari match al meglio dei cinque set, penso che in quegli incontri ce ne siano anche molti in cui i ragazzi mollano dei set perché sono stanchi, devono preservare le proprie energie. Non è che non possiamo arrivare ai cinque, semplicemente non credo necessariamente che dovremmo. Non so nemmeno come si farebbero a programmare i tornei, dovremmo aggiungere delle settimane e non riusciamo nemmeno a finire il programma ora. Poi l’esperienza dei tifosi: vorresti davvero restare seduto per un match femminile al meglio dei cinque che potrebbe andare al quinto e poi guardare un altro match da cinque set maschile? Sono tante ore, non sarebbe piacevole. L’unica cosa a cui potrei pensare è implementarlo dai quarti di finale in poi”

Status da top player

D. In termini della tua posizione nello sport (stabilmente tra le prime cinque), sembri molto più a tuo agio come giocatrice rispetto a quando hai iniziato a farti strada qualche anno fa. Riesci a isolare un momento in cui la “sindrome dell’impostore” ha iniziato a svanire e hai davvero abbracciato il fatto di essere una top player?

JESSICA PEGULA:Ho avuto una frattura costale l’anno in cui ho saltato l’Open di Francia e poi ho avuto un ottimo percorso in estate, arrivando in finale allo US Open. Penso che quel periodo mi abbia sicuramente aiutata molto a consolidarmi come top player. Perché ero una persona abituata a dover giocare molte partite, sentendo che se non avessi giocato davvero, sarei rimasta indietro. Non ero del tutto sicura che, non giocando per due o tre mesi, sarei stata in grado di tornare subito a quel livello. Mi sono smentita.

Saltare una gran parte dell’anno e uscirne giocando subito dietro ad Aryna, avendo la migliore stagione sul cemento dell’anno, credo mi abbia dato molta fiducia sul fatto di essere davvero un’ottima giocatrice. Ora, grazie a questa consapevolezza, posso allenarmi in modo molto più intelligente, sono più efficiente e non mi viene l’ansia o l’agitazione per non aver dedicato tutto quel tempo al tennis, sentendo di poter comunque scendere in campo e giocare bene

D. All’Australian Open avevi dichiarato di sentirti una delle tre migliori giocatrici sul cemento nel tour. Ma, in passato, non è stato il posto più favorevole per te. Stai preparando l’Indian Wells in modo diverso quest’anno?

JESSICA PEGULA:Per me qui è sempre stata davvero dura, non ho mai la sensazione di giocare un buon tennis. Credo di aver avuto un solo anno positivo in cui ho raggiunto i quarti del torneo, ma sì, è sempre stata difficile. Onestamente, penso sia uno dei tornei più complicati da vincere a causa di quanto drasticamente possano cambiare le condizioni tra il mattino e la sera: vento, freddo, caldo, clima secco. È necessario sapersi adattare molto bene. Tuttavia, quest’anno io mi sento un po’ meglio con il mio gioco. Quindi non vedo l’ora di affrontare la sfida per vedere se riesco a superare questo ostacolo. Ho una sezione di tabellone piuttosto difficile, ma non vedo l’ora di mettermi alla prova

Di Sabrina Giorgi

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