Ed eccoci giunti al “Day 3” dell’avventura sulla verdastra terra battuta di Charleston, dove la flotta di giocatrici statunitensi continua a difendere con fervore i colori casalinghi. Mentre ci accingiamo a raccontarvi quanto accaduto in questa terza giornata, nella notte italiana si è concluso il programma del “Day 2”: il derby americano tra Montgomery e Danielle Collins ha avuto poco da raccontare, con la numero sette del seeding che ha travolto la connazionale col netto punteggio di 6-3 6-1. Vittoria altrettanto schiacciante per Amanda Anisimova, che ha rifilato un doppio 6-2 alla russa Veronika Kudermetova, conquistando agevolmente gli ottavi di finale.
All’alba del nuovo giorno – in Carolina del Sud – Catherine McNally e Lauren Davis, non sono riuscite a seguire le orme delle connazionali Collins e Anisimova, abbandonando il torneo di Charleston a causa delle due ottime prestazioni di Kalinskaya e Daria Kasatkina. A proposito di quest’ultima, “buona la prima” con la casacca australiana per la numero 5 del seeding, che soltanto pochi giorni fa ha abbandonato la cittadinanza russa, diventando a tutti gli effetti una Aussie. Effettivamente, l’esordio sotto la nuova bandiera ha sortito un buon effetto per Kasatkina, che ha concesso soltanto due giochi ad una opaca Lauren Davis. Come accennavamo qualche riga più su, anche Kaliskaya – numero 14 del seeding – ha debuttato egregiamente nel main draw di Charleston, eliminando l’amica McNally in due set (6-1 6-4), consolata da un caloroso abbraccio finale della ventiseienne moscovita. Dopo il trionfo in doppio a Miami insieme alla baby-star Andreeva, Diana Shnaider approccia alla grande la nuova stagione sulla terra verde della Carolina, mettendo ko la connazionale russa Polina Kudermetova, sorella di Veronika, anche lei out dalla tappa di Charleston.
[11] J. Ostapenko b. [Q] L. Chirico 7-5 6-2
Vittoria e ottavi di finale raggiunti per la regina dell’Open di Francia 2017. La lettone è tornata al successo dopo essere stata vittima sacrificale dello straordinario cammino di Alexandra Eala in quel di Miami. L’appagante punteggio di 7-5 6-2, ottenuto ai danni della padrona di casa Louisa Chirico – proveniente dal tabellone cadetto – cela degli evidenti cali di rendimento di Ostapenko, che nonostante il grosso divario tecnico con l’avversaria, ha subito passivamente i guizzi di quest’ultima, cedendo il servizio per ben tre volte nel corso dell’incontro, e rischiando il tracollo psicologico nel primo parziale (dove comandava per cinque giochi a due). Dopo una prima fase concitata all’alba del secondo parziale – durante il quale la statunitense ha uscito gli artigli in fase di risposta -. Ostapenko ha successivamente imposto il suo gioco solidissimo, scappando via nel punteggio e chiudendo il match con un fantastico rovescio incrociato, che ha lasciato di sasso Chirico, sconfitta in meno di un’ora e trenta minuti.
S. Kenin b. [17] B. Bencic 6-0 6-3
Sono tanti, troppi gli errori della giocatrice svizzera in avvio di match. Il suo rovescio bimane continua a fiondarsi a rete, e il servizio non la tira certamente fuori dai guai, con due doppi falli commessi al primo gioco. Il break subito a freddo manda Bencic in totale confusione, mentre Kenin dimentica come sbagliare nel tennis, godendo, dopo pochi minuti, di un vantaggio abissale. La svizzera non ritrova la retta via e il risultato del primo set parla da sé: 6-0 in favore della giocatrice di casa. La numero 17 del ranking, dopo una prima mezz’ora disastrosa, riduce gli errori e sferra degli interessanti attacchi, sinonimo di tre break point consecutivi. La padrona di casa d’inventa dei rovesci lungolinea eccezionali per neutralizzarli, ma alla quarta occasione, Bencic riesce a strappare per la prima volta il servizio all’avversaria.
Nonostante il vantaggio, il body language della svizzera è tutt’altro che incoraggiante, tra sbuffate e lanci di racchetta “simulati” al termine di un punto perso. Passa solo qualche istante, infatti, dal pareggio dei conti di Kenin, molto più serena e concentrata rispetto a Bencic. La frustrazione pervade quest’ultima in modo insistente, e la pulizia tattica della statunitense pone rapidamente fine al secondo set e al match, terminato con lo score di 6-0 6-3 in favore della giocatrice di casa.
[1] J. Pegula b. [Q] I. Shymanovic 6-0 6-3
Mostra personalità la wild card bielorussa Iryna Shymanovich, ma la numero uno del seeding detta legge da fondo campo, ed eccetto per qualche sparuto episodio, è Pegula – finalista a Miami – a muovere a suo piacimento la numero 215 del ranking WTA, che incassa – complice un piccolo fastidio fisico – otto giochi consecutivi. L’incontro sembra sul punto di volgere al termine con uno score inverosimile, ma qualcosa sembra scuotere la bielorussa, mentre Pegula non risulta più strabordante come gli spezzoni precedenti. Dura poco, però, la gloria della tennista proveniente dalle qualificazioni, che perde lucidità al momento di raggiungere Pegula sul quattro pari, vanificando l’ottimo operato del secondo parziale. Basta un nonnulla alla testa di serie numero uno per chiudere la pratica in questo particolare esordio a Charleston, dove sfiderà la vincente del match tra Stearns e Tomljanovic.
Quanto ai restanti match disputati nella serata italiana, si segnala l’eliminazione di Shuai Zheng – carnefice della nostra Lucia Bronzetti -, sconfitta al secondo turno da una perfetta Yulia Putinseva, che dopo un primo set travagliato, conclusosi al tie break, la kazaka si è sbarazzata dell’avversaria rifilandole un massiccio 6-1, raggiungendo Anisimova agli ottavi. Avanzano comodamente anche Navarro e Alexandrova, ai danni delle rispettive avversarie Baptiste e Li.
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Autor: Pietro Sanò