Wimbledon: importante sentenza favorevole all’ampliamento

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Wimbledon: importante sentenza favorevole all’ampliamento

La saga dell’ampliamento di Wimbledon per costruire 39 nuovi campi e altre strutture si arricchisce di un altro capitolo, anche in questo caso favorevole all’AELTC, dopo una piccola battuta d’arresto nelle fasi iniziali della disputa. Un giudice dell’Alta Corte ha infatti stabilito che l’ex campo da golf adiacente all’All England Lawn Tennis Club non è vincolato all’utilizzo per scopi ricreativi pubblici e può essere edificabile.

Altra sentenza, stesso esito

Già nel luglio 2025, il gruppo di residenti locali Save Wimbledon Park, che si oppone al progetto di espansione, aveva dovuto incassare la sentenza contraria di un giudice dell’Alta Corte, adita contro la decisione di dare via libera al progetto da parte della Greater London Authority. Il gruppo sosteneva l’illegittimità della decisione sia perché lo status giuridico del terreno era ancora controverso, sia perché violava normative nazionali sui “beni storici” e gli “sport e alle attività ricreative”. In questa occasione, invece, il SWP ci aveva riprovato invocando il Public Health Act del 1875 e argomentando che il Parco sarebbe soggetto a un vincolo di tutela. Una sentenza favorevole al gruppo avrebbe significato un utilizzo per il terreno esclusivamente come “passeggiata pubblica o area ricreativa”.

Un velocissimo ripasso degli eventi

Tutto ebbe inizio nel 2018 con l’offerta dell’AELTC pari a 65 milioni di sterline per l’acquisto della restante durata del contratto di locazione del Wimbledon Park Golf Club approvata dai soci del club stesso. Tre anni dopo, l’AELTC aveva presentato domanda per il progetto – 39 nuovi campi, uno stadio da 8.000 posti e altre strutture – ai consigli comunali di Merton e Wandsworth, i due borghi di Londra interessati, ricevendo nel 2023 il via libera dal primo e un rifiuto dal secondo. A quel punto la questione era passata alla Greater London Authority, che aveva incaricato della decisione – poi favorevole al Club – il vicesindaco Jules Pipe, mentre l’AELTC sottoponeva un nuovo progetto che tra l’altro prevedeva la creazione di ulteriori 1,7 ettari di parco pubblico.

Il commento dell’AELTC

Parlando con il Telegraph, la presidente dell’AELTC Deborah Jevans ha detto che “abbiamo sempre sostenuto che non esistesse alcun vincolo di tutela su questo terreno. Era importante che la questione venisse risolta in tribunale ed è per questo che abbiamo contribuito alle spese legali per la causa intentata dal SWP contro di noi. Il giudice ha affermato che le nostre argomentazioni sono di gran lunga superiori. Il SWP ha presentato una richiesta per ottenere il diritto di appello. In prima istanza, sarà il giudice a decidere se accoglierla. La decisione spetta al tribunale, ma la sentenza è stata molto, molto forte”.

Non è finita finché…

Se i media britannici parlano di significativo ostacolo superato e Jevans di “un enorme passo”, la conclusione della saga è lungi dall’essere in vista, mentre il terreno dell’ormai ex golf club è recintato e trascurato. Oltre al possibile ricorso avverso quest’ultima decisione, è spuntata una presunta clausola restrittiva stipulata nel 1993 dall’allora presidente dell’AELTC, John Curry, quando il club acquistò la proprietà del terreno del campo da golf dal Comune di Merton, assicurando che non avrebbe costruito sul sito, utilizzandolo invece come parcheggio durante il torneo. Ciò potrà verosimilmente aprire un altro contenzioso legale. “Stiamo pensando ai Championships tra cento anni” ha detto ancora Jevans, che due anni fa sperava di chiudere la questione entro il 2026. “Il mio ottimismo è un po’ ridimensionato” commenta ora, mentre sul Telegraph Simon Briggs scrive che “è improbabile che il nuovo impianto possa essere inaugurato prima del 2035”.

Tradizione vs rimanere indietro

Il sito attuale del torneo ha una superficie di 17 ettari, mentre 29,5 sono disponibili per l’ampliamento, oltre ai 12 del lago che il Club vorrebbe includere. Ciò permetterebbe di giocare a Wimbledon le qualificazioni ora disputate a Roehampton, a quasi sei chilometri di distanza, mentre gli altri Slam – US Open e Australian Open in testa – continuano ad arricchire di attrazioni quella settimana, trasformando i rispettivi tornei in eventi di ventuno giorni. Se da un lato (ancora) pochi vorrebbero andare a Wimbledon per essere travolti da un chiassoso parco divertimenti, dall’altro è da tempo chiaro alla stessa dirigenza del Club il divario che va creandosi con i concorrenti e la presidente Jevans aveva già illustrato il piano come mezzo per evitare di “rimanere indietro rispetto agli altri Slam”. Quale modo migliore di acquisire nuovo terreno per non… perdere terreno? Decisioni amministrative, cause legali e iter giudiziari permettendo.

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