Tara Moore fa causa alla WTA per 20 milioni di dollari dopo la squalifica per doping

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Tara Moore fa causa alla WTA per 20 milioni di dollari dopo la squalifica per doping

Ci sono storie che sembrano non avere mai una fine. Capitoli nuovi si accatastano uno dopo l’altro, spostando in avanti sulla linea temporale l’epilogo ormai scritto. Tara Moore sta scontando una squalifica di quattro anni per doping, che si esaurirà ufficialmente nel 2028. Provvisoriamente sospesa nel 2022 per la positività a due steroidi anabolizzanti, il nandrolone e il boldenone, ravvisata in un controllo durante il torneo di Bogotà, la tennista inglese era stata scagionata nel dicembre del 2023 da un Tribunale Indipendente.

Moore sostiene da sempre che la colpa sia da rintracciare nella carne contaminata consumata in Sudamerica, ricostruzione che le è valsa una prima assoluzione, in quanto le sostanze incriminate sono imputabili a un’assunzione involontaria e, perciò, anche l’accusa di negligenza è decaduta, viste le circostanze.
Tuttavia, nel 2025 il ricorso dell’ITIA ha portato al ripristino dello stop per la nativa di Hong Kong, poiché la spiegazione circa l’alto tasso di nandrolone è stata ritenuta lacunosa – ad esempio al tennista brasiliano Nicolas Zanellato, trovato positivo al solo boldenone, non è stata accordata colpa o negligenza proprio perché il risultato del test è stato attribuito al consumo di carne durante un torneo in Colombia oltre ogni ragionevole dubbio.

Moore intenta una causa da 20 milioni contro la WTA: “Due volte vittima”

Tara Moore non ci sta. E adesso intenta una causa da 20 milioni di dollari contro la WTA, rea di restare in silenzio difronte a un pericolo noto e specifico e poi di scaricare la colpa della propria negligenza sulla vittima.

“Il tour possedeva conoscenze concrete e praticabili su un pericolo specifico e ben documentato di carne contaminata a Bogotá, in Colombia, eppure scelse di rimanere in silenzio, non avvertendo i suoi atleti di quel rischiosi legge nel documento.

A queste parole fanno eco le dichiarazioni del legale della tennista, Dan Weiss, che definisce la propria assistitadue volte vittima“. “In questa lotta alla David contro Golia, la WTA era a conoscenza del rischio di carne contaminata a Bogotá, ma scelse di rimanere in silenzio, preparando una trappola per i propri membri” spiega l’avvocato. “Quando Tara cercò di ritenere la WTA responsabile per la negligenza che ha rovinato la sua carriera, l’organizzazione rifiutò di assumersi le proprie responsabilità e si nascose dietro le ingiuste regole anti-doping. Questa mancanza di responsabilità è particolarmente grave quando gli organi di governo del tennis sembrano riservare un trattamento speciale ai giocatori di élite che generano ricavi.

La WTA ha fatto sapere che non commenterà la questione finché il procedimento sarà aperto. Intanto è di questi giorni la notizia della scelta del torneo di Acapulco di non servire carne nel ristorante dedicato ai giocatori. L’obiettivo è minimizzare i rischi di contaminazione alimentare, dopo l’allarme della WADA circa l’utilizzo di steroidi anabolizzanti negli allevamenti di bovini nelle zone di Messico e Colombia.

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