Samuel Lopez: “Il bilancio di Alcaraz nel 2026 è positivo. Il ritorno di Ferrero? Mai dire mai…”

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Samuel Lopez: “Il bilancio di Alcaraz nel 2026 è positivo. Il ritorno di Ferrero? Mai dire mai…”

Non è un volto nuovo, ma è sicuramente quello che ora è in prima linea nel box del numero uno al mondo. Il 2026 di Carlos Alcaraz è stato caratterizzato da una svolta epocale per la sua carriera, ponendo fine alla collaborazione con Juan Carlos Ferrero e promuovendo Samuel Lopez come allenatore. Una separazione a tratti burrascosa. Ma che non ha impedito al murciano di voltare pagina e conquistare nuovi trofei, nonostante le ultime battute di arresto a Indian Wells e Miami abbiano fatto mugugnare qualcuno.

Uno scontento che non sembra toccare lo staff di Alcaraz. Samuel Lopez, in un’intervista a Fernanrdo Murciego di Eurosport, si è detto ampiamente soddisfatto del primo resoconto trimestrale del 2026: “Un bilancio sicuramente positivo. All’inizio dell’anno c’è stata questa nuova situazione per Carlos e in questi primi tre mesi ha reso quello che poteva rendere, la cosa più importante è arrivare preparati al meglio. Poi non si può essere sempre al 100%, dipende da tante piccole cose a questi livelli. Avrei firmato per questi risultati il primo gennaio. Bisogna normalizzare il fatto che si possa perdere e se hai fatto il possibile, hai la coscienza a posto”.

Riflessioni

Nelle sconfitte di un numero uno al mondo c’è sempre tanto da ricamare, e quelle di Alcaraz non fanno eccezioni. Quello che viene imputato a Carlos, al di là delle cadute, sono le reazioni troppo emotive nei momenti di difficoltà. Spaziando dal “E’ meglio di me in tutto” nella finale di Wimbledon 2025 con Sinner al “Non ne posso più, voglio andare a casa” nella recente debacle con Korda a Miami. Su questa componente caratteriale del suo pupillo, Lopez ha commentato con oculatezza.

“Non dobbiamo lasciarlo correre, ma credo al tempo stesso che non ci sia niente di sorprendente. Non bisogna lasciar correre, perchè a 22 anni bisogna fargli capire che questo tipo di frasi hanno dei risvolti soprattutto all’esterno. Perchè internamente sapevamo come arrivavamo a Miami e quale fosse la situazione. Deve controllare questi impulsi che ha sempre avuto, ogni volta sempre meno, deve controllarli soprattutto per gli avversari e non deve mostare le sue debolezze. Al di là di questo credo sia una forma per alleggerire la pressione e sfogare un po’ di stanchezza”

Samuel Lopez non vuole sentir parlare di pancia piena. E, nonostante la precocità di Alcaraz, respinge qualsiasi tipo di illazione circa il suo appagamento post Career Grand Slam a soli 22 anni. Sostenendo come questo abbia dato una spinta in più: “Dopo la vittoria dell’Australian Open l’ho visto motivato, certo è stato il più giovane a vincere i 4 tornei dello Slam, ma è stata un’iniezione di fiducia per vedere se si potesse fare meglio e vincere ancora.

Miglioramenti

Interrogato su quali aspetti del gioco Alcaraz potesse migliorare, l’allenatore di Alicante pone l’attenzione sul primo colpo anche in relazione alle dinamiche moderne di questa disciplina: “Il tennis si sta sviluppando intorno al tema del servizio. Carlos lo ha migliorato, ma deve continuare non tanto sulla potenza, ma per quanto riguarda la precisione e le percentuali. Ogni volta va meglio, però se nelle altre statistiche è primo o secondo, in quella del servizio è abbastanza dietro e dobbiamo salire, senza avere il servizio di Isner, però sì dobbiamo migliorare”.

Doverosa la parantesi su Juan Carlos Ferrero, con Lopez a tenere una porta aperta nonostante la separazione non facile. Samuel sembra affidarsi al tempo galantuomo con una risposta a dir poco speranzosa: “Il rapporto è ottimo, non so quello che può succedere in futuro. Non è qualcosa di impossibile, è stato 7-8 con Carlos e c’è un affetto che rimarrà sempre. Potrebbe essere…”

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