Panatta: “Per Sinner questa assenza è un’opportunità. Paolini-Furlan? Cose che succedono”

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Archiviato il Sunshine Double e la prima parte di stagione sul cemento outdoor, è la terra rossa a bussare alle porte di una stagione che vedrà nel vecchio continente l’esaltazione della propria storia e tradizione. Monte-Carlo la prima tappa, Roma l’ultima, prima del grande ballo di Parigi, secondo Major dell’anno. Ed è proprio Roma che si prepara a riabbracciare Jannik Sinner, il numero uno del mondo, ai box per le note vicende che lo hanno colpito; l’attesa cresce non solo tra gli appassionati, ma anche in tutto quel mondo di non seguaci del tennis che però nell’altoatesino hanno trova un nuovo modo di intendere uno sport che da sempre ha appassionato gli italiani.

La storia ce lo dice, quella storia del tennis e dello sport italiano di cui ha fatto parte Adriano Panatta che, in un’intervista rilasciata al collega Lorenzo Ercoli per il Corriere dello Sport, con il suo solito mix di esperienza e schiettezza, ha analizzato il momento storico che sta attraversando il tennis con un ovvio focus sul ritorno in campo di Sinner, le sue prospettive future e il panorama dei nuovi talenti emergenti: “lo sport si nutre di esempi. Quando ero un ragazzino non c’erano social, Internet o una copertura televisiva capillare. I miei idoli erano quelli che vedevo giocare dal vivo, magari al Tennis Club Parioli. Poi, quando ho avuto la possibilità di viaggiare, sono rimasto folgorato da gente come Laver, Rosewall e Newcombe”.

Con questo sguardo a un passato che sembra lontano anni luce, Panatta introduce la sua visione del tennis moderno, dove i campioni sono sempre sotto i riflettori. E Pietrangeli? “Era un grandissimo campione, ma a 12 anni non leggevo i giornali e la televisione trasmetteva pochissimo sport. Chi vedevo giocare al circolo già mi sembrava irraggiungibile. Ho iniziato ad apprezzare la grandezza di Nicola solo più tardi, quando mi sono affacciato al circuito internazionale e ho compreso quanto fosse stato determinante per il tennis italiano. Lui è stato un pioniere, ha aperto strade che nessuno prima di lui aveva percorso”.

Sinner e il suo ritorno a Roma, tra speranze e aspettative

Sinner torna in campo dopo uno stop di tre mesi, e le aspettative sono alte. “Sono ottimista. Un’assenza più lunga sarebbe stata un problema, ma tre mesi possono trasformarsi in un’opportunità. Ha avuto il tempo per allenarsi su aspetti che durante la stagione non puoi affinare. Non ho dubbi: tornerà più forte”. E sulla questione della squalifica? “Ha fatto bene a patteggiare con la WADA. Certi organismi sono imprevedibili, meglio chiudere la faccenda in fretta. Jannik è un esempio di professionalità, forse fin troppo perfetto”.
Riuscirà un giorno a eguagliare la storica doppietta Roma-Roland Garros? “I record esistono per essere battuti. Ha il livello per farlo, è solo questione di tempo”.

Il tennis di oggi tra Sunshine Double, Paolini e la querelle PTPA/istituzioni

Ma il tennis non è solo Sinner. Indian Wells ha consacrato Draper, Miami ha portato alla ribalta Mensik, e il brasiliano Fonseca promette scintille. “Belle sorprese. I soliti inseguitori di Sinner hanno steccato: Alcaraz non ha approfittato dell’occasione, Zverev cerca ancora un equilibrio, Medvedev si è smarrito e Fritz fatica anche sul cemento. Mensik ha 19 anni ed è già un osso duro, Fonseca ha un talento puro che impressiona. Saranno loro a raccogliere l’eredità dei Fab Four? Non lo so, ma possono segnare i prossimi dieci anni”.

Panatta guarda ancora il tennis con la passione di sempre, ma senza obblighi. “Lo seguo per piacere, non per dovere. Ci sono partite che mi appassionano, altre meno. Quando serve, faccio le telecronache, ma non ho vincoli”. Un commento sulla separazione tra Paolini e Furlan? “Non conosco i dettagli, ma nel tennis queste cose succedono. Anche Sinner ha lasciato Piatti. Vedremo chi sarà il nuovo allenatore di Jasmine”.

E sulla querelle tra PTPA e i colossi del tennis mondiale? “Mi sembra solo una lotta di potere. Djokovic e altri stanno pensando al futuro e vogliono avere più voce in capitolo, ma il sistema è questo, le regole ci sono e vanno rispettate. Se cambieranno, lo scopriremo”.

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Autor: Carlo Galati