Miomir Kecmanovic è tornato a farsi sentire. Il 26enne serbo all’Abierto MexicanoTelcel presentado por HSBC ha da poco collezionato la prima vittoria in carriera su un top 5 dopo 11 sconfitte incassate. In un match tiratissimo il tennista di Belgrado è stato più freddo di Sascha Zverev nel momento topico, ovvero il tie-break del terzo set. Sul 5-4 Kecmanovic ha intascato due minibreak filati e dopo oltre due ore e mezza di partita ha sigillato la vittoria, che gli vale l’accesso al 35esimo quarto di finale ATP in carriera, il 22esimo su cemento. Numeri che certificano una qualità tennistica notevole, che però negli anni è stata spesso condizionata da alti e bassi a livello di rendimento.
La carriera junior stellare e le finali da pro
Sin da piccolo Kecmanovic si è fatto notare nel mondo del tennis. A 13 anni Misha si è trasferito in Florida, dove si è allenato per un lungo periodo alla IMG Academy. I suoi risultati da junior sono stati subito brillanti: due volte campione all’Orange Bowl (2015 e 2016), finale allo US Open under 18 e vetta della classifica mondiale nella stagione in cui ha compiuto 17 anni. Poi la scalata sino al circuito maggiore, raggiunto dopo aver vinto 3 titoli ITF e 2 Challenger.
Tennista senza particolari lacune nei reparti del suo gioco, il serbo sin dalle prime stagioni tra i grandi ha espresso un ottimo tennis. E su tutte le superfici. Difatti, Miomir vanta attualmente 5 finali ATP 250 in carriera, di cui due su cemento, altrettante su terra rossa e la prima raggiunta (e persa contro Lorenzo Sonego) sull’erba di Antalya quando era ancora un teenager. I due sigilli, invece, sono arrivati nel 2020 sulla terra battuta di Kitzbuhel e nel 2025 sul duro di Delray Beach.
Slam e 1000: i migliori piazzamenti
A livello Slam Kecmanovic si è issato due volte al quarto turno dell’Australian Open: nel 2022 fu fermato da Gael Monfils, mentre nel 2024 fu Carlos Alcaraz a sbarragli la strada. Lo stesso Alcaraz che un paio di anni prima, nel 1000 di Miami, ai quarti se l’era vista brutta contro il serbo, che si era trovato avanti 5-3 nel tie-break decisivo. Poi Carlitos rimontò, vinse il torneo e di lì a pochi mesi diventò campione Slam e numero 1 del mondo. Ma questa è un’altra storia.
In quell’evento Misha batté l’allora nono tennista in classifica Felix Auger-Aliassime e si vendicò di quel Taylor Fritz che pochi giorni prima gli aveva fatto lo sgambetto ai quarti di Indian Wells, torneo nel quale si era già issato al turno dei migliori otto (nel 2019) e che l’aveva visto sconfiggere nel 2022 il numero 6 del mondo dell’epoca, Matteo Berrettini.
Le battaglie contro i top player e la ricerca della continuità
Nonostante abbia un saldo ampiamente negativo sia contro i top 20 (13-54) che contro i primi 10 della classifica (6-27), Kecmanovic negli anni ha mostrato a più riprese di saper tenere testa ai miglior tennisti del mondo. Nel 2019 ad esempio, quando ebbe la meglio su Zverev a Cincinnati. O nel suo magico 2022, quando rubò un set a Novak Djokovic nel derby serbo in casa a Belgrado. Oppure vale la pena citare il successo su Casper Ruud a Roma nel 2024, o più di recente il parziale strappato a Ben Shelton in quel di Dallas.
Insomma, Kecmanovic sa come mettere in difficoltà i suoi avversari. Numero 27 al mondo nel gennaio del 2023, il serbo da quel momento non è però più riuscito a mantenere per più settimane all’anno quella stessa brillantezza in campo. Da quella stagione in poi, infatti, Misha ha sempre chiuso l’anno con un saldo negativo tra vittorie e sconfitte. Se nel 2022 il bilancio era stato più che ottimo (40-26), non si può dire lo stesso delle stagioni 2023 (28-31), 2024 (26-31) e 2025 (28-30), nelle quali è mancata la continuità e i picchi hanno avuto una frequenza minore.
“Ho perso mia nonna a Natale”, aveva raccontato Kecmanovic poche settimane fa dopo aver perso all’Australian Open, in cinque set, contro Tomas Martin Etcheverry. “Al momento il tennis non è così importante per me”, aveva aggiunto. Nelle ultime settimane sembra però essersi un minimo risollevato. Non sappiamo se le ferite causate dalla perdita della nonna si siano rimarginate. Quello che possiamo osservare, però, è che in campo il serbo sembra aver ritrovato un ottimo livello negli appuntamenti americani di febbraio, che virtualmente lo hanno riportato in top 70. Non è sicuramente il ranking consono per uno con la qualità di Misha. Ma il Sunshine Double è alle porte. E Kecmanovic, in questi tornei, abbiamo visto cos’è stato capace di produrre in passato. Sarà bene tenerlo d’occhio.
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