Medvedev è tornato: può giocarsela con Sinner e Alcaraz?

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Medvedev è tornato: può giocarsela con Sinner e Alcaraz?

Il deserto della California ha restituito al tennis mondiale un protagonista che molti, ormai, credevano destinato a un ruolo di secondo piano. La finale raggiunta al Masters 1000 di Indian Wells – e poi persa in due set combattuti, decisi ai tie-break, contro Jannik Sinner – ha rappresentato per Daniil Medvedev l’apice di una vera e propria rivoluzione silenziosa. Iniziata dalla separazione con l’allenatore Gilles Cervara nel corso del 2025. Dopo otto anni di sodalizio in cui ha raggiunto il tetto del mondo e trionfato allo US Open 2021, il russo ha cambiato le carte in tavola. E i risultati iniziano a vedersi.

Da Cervara a Johansson: cos’è cambiato nel gioco di Medvedev

Il 2025 è stato un anno difficile per l’ex numero uno del mondo che, dopo essere stato eliminato da Tien al secondo turno dell’Australian Open, non è più riuscito a mettersi in carreggiata. Scivolando fuori dalla top 10 a causa del deludente ottavo di finale agli Internazionali d’Italia. Il punto più basso è stato, però, toccato allo US Open, dove ha subito un’amara sconfitta al primo turno, caratterizzata inoltre da una profumata sanzione disciplinare. Questa serie di eventi negativi, segnata anche da una pesante mancanza di titoli (l’ultimo era a Roma nel 2023), ha portato il russo alla decisione di rivoluzionare la panchina. Dopo la separazione da Gilles Simon – che per quasi un anno si è occupato di una consulenza tattica priva di risultati – Medvedev ha, quindi, scelto di rompere il rapporto anche con lo storico allenatore Gilles Cervara, con lui dal 2017.

Il cambiamento è stato la conseguenza del coraggio del russo di rimettere in discussione le proprie capacità diventato più veloce e competitivo. I sostituiti sono stati lo svedese Thomas Johansson – ex campione dell’Australian Open, inserito nel ruolo di allenatore principale – e Rohan Goetzke. Insieme hanno lavorato sulla capacità di accorciare gli scambi e sul trovare soluzioni offensive. Sotto il loro controllo, Medvedev è riuscito a sollevare i trofei di Brisbane e Dubai e ha raggiunto la finale a Indian Wells dopo aver eliminato il numero uno del ranking. “Posso tornare a vincere i tornei, devo solo rimettere insieme i pezzi” ha dichiarato il tennista all’inizio della collaborazione. Nonostante l’unione sia ancora piuttosto fresca, la previsione sembra starsi avverando.

Indian Wells: il confronto con Sinner e Alcaraz

La prova dell’efficacia di questo nuovo corso è arrivata nella semifinale di Indian Wells contro Carlos Alcaraz, vinta in due set 6-3 7-6(3). Medvedev è stato in grado di spezzare una striscia di sedici vittorie consecutive dello spagnolo portando una varietà di colpi che ha sorpreso il murciano, apparso sottotono e insolitamente incapace di reggere il confronto. Dopo questa prima grande conferma, a sostegno dell’ottima forma fisica del russo è stata la partita contro Jannik Sinner.

Sebbene l’azzurro sia riuscito a prevalere nei momenti decisivi, il livello espresso da Daniil ha dimostrato che il divario tecnico tra i due non è poi così lontano. La capacità di restare concentrato nel match, portando entrambi i set a tie-break combattuti, testimonia una ritrovata tenuta mentale e una freschezza atletica che si davano perdute. Il messaggio inviato al circuito è chiaro: Medvedev è ancora in grado di lottare contro i migliori tennisti del panorama attuale e, eventualmente, anche di batterli. Se solo riuscisse ad aggiungere qualcosa di più nel gioco a rete…

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