Los Angeles 2028: come funziona la qualificazione olimpica del tennis

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Los Angeles 2028: come funziona la qualificazione olimpica del tennis

Il tennis olimpico guarda già a Los Angeles 2028, dove il torneo si disputerà dal 14 al 30 luglio sui campi dei Carson Courts, all’interno dello USTA High-Performance Training Center. Un ritorno simbolico per la città californiana, che nel 1984 aveva già ospitato un importante evento dimostrativo di tennis durante i Giochi e dove Paolo Canè conquisto una medaglia di bronzo mai ufficialmente riconosciuta come tale.
Il complesso, inserito nell’area sportiva di Carson, dispone di un centrale più raccolto rispetto ai grandi stadi del circuito, circa ottomila posti, ma offre una struttura moderna e pensata per l’alta prestazione. Prima di entrare nei meccanismi di qualificazione c’è però una regola generale: ogni Paese potrà portare al massimo sei tennisti complessivi tra tutte le competizioni.

Singolare: il ranking resta la via maestra

Il tabellone di singolare sarà composto da 64 giocatori. La maggioranza dei posti verrà assegnata attraverso il ranking mondiale: 56 entreranno direttamente tramite le classifiche ATP e WTA, prendendo come riferimento quelle del 12 giugno 2028.

A questi si aggiungeranno altre quote:

  • 1 posto riservato al Paese ospitante, che con ogni probabilità verrà riassegnato al ranking visto l’alto numero di statunitensi competitivi nelle classifiche.
  • 1 wild card Universality, assegnata dalla Commissione Tripartita del CIO per garantire rappresentanza a nazioni meno presenti nel tennis internazionale.
  • 6 posti legati a tornei di qualificazione continentali.

Questi ultimi verranno attribuiti ai vincitori del singolare di quattro eventi: Giochi Panamericani 2027, Asian Games 2026, African Games 2027 e Pacific Games 2027. Anche in questo caso resta valido un requisito minimo: i giocatori dovranno comunque essere entro la top 500 del ranking mondiale.
Il sistema è inoltre limitato dal tetto di partecipazione per nazione. Ogni Paese potrà avere al massimo quattro giocatori nel singolare, e quando una federazione supera questo numero si procede semplicemente a scorrere la classifica.
È proprio questo meccanismo che, nelle ultime edizioni olimpiche, ha portato l’entry list effettiva a chiudersi attorno alla centesima posizione mondiale, con nazioni molto profonde costrette a lasciare fuori giocatori comunque competitivi.
Sono poi previste due possibili quote speciali per ex campioni olimpici o vincitori di tornei dello Slam che non risultino qualificati tramite ranking diretto, sempre rispettando il limite della top 500. Le eventuali situazioni di ranking protetto per infortunio verranno invece disciplinate dall’ITF circa un anno prima dell’inizio dei Giochi.

Il doppio: 32 coppie

Nel torneo di doppio saranno ammesse 32 coppie. Il sistema di selezione tiene conto principalmente delle classifiche di doppio, ma integra anche quelle di singolare.

I giocatori presenti tra i primi dieci del ranking di doppio potranno qualificarsi direttamente scegliendo un partner del proprio Paese, a patto che quest’ultimo non sia oltre la top 300 tra singolare e doppio. Anche qui resta il limite nazionale: al massimo due coppie per Paese. Una volta esaurite queste posizioni, entrerà in gioco il ranking combinato, cioè la somma delle classifiche di singolare e doppio dei due giocatori.
Gli ultimi posti verranno assegnati seguendo una gerarchia precisa:

  1. Coppie con entrambi i giocatori già presenti nel singolare
  2. Coppie con almeno uno dei due qualificato nel singolare
  3. Le migliori combinazioni rimaste disponibili.

Il doppio misto e il format lampo

Il doppio misto sarà invece composto da 16 coppie, con 15 accessi diretti più uno destinato al Paese ospitante.
Ogni nazione potrà schierare una sola coppia, e la selezione avverrà attraverso il ranking combinato ATP-WTA, considerando l’insieme delle classifiche di singolare e doppio.
A far discutere è soprattutto il formato del torneo: quattro turni concentrati in due giorni, il 19 e 20 luglio. Una soluzione che ricorda quella adottata allo US Open 2025, accolta allora con più di una perplessità tra i giocatori.

Un compromesso, probabilmente, tra esigenze televisive e calendario olimpico. Perché quando il tennis entra nei Giochi deve adattarsi a tempi e logiche diverse dal circuito tradizionale. Però, come sempre accade ogni quattro anni, il fascino della medaglia resta un richiamo difficile da ignorare.

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