L’ATP Acapulco rischia di scomparire? Dalla Spagna: “Può fare posto al Masters 1000 arabo”

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L’ATP Acapulco rischia di scomparire? Dalla Spagna: “Può fare posto al Masters 1000 arabo”

L’ATP 500 di Acapulco rischia di scomparire. Questo è quanto affermato dalla testata AS, secondo la quale dal 2028 lo storico torneo messicano potrebbe uscire dal calendario per far spazio al nuovo ATP Masters 1000 in Arabia. L’evento che solitamente si disputa a febbraio in centro America vede sfidarsi campioni di questo sport dal 1993, quando ancora si giocava a Città del Messico. Dal 2001 il torneo si trasferì ad Acapulco e dal 2014 la terra rossa fu rimpiazzata dal cemento. L’ultima edizione è finita nelle mani di Flavio Cobolli nel singolare, e di Alexander Zverev e Marcelo Melo nel doppio.

L’ATP fa shopping di licenze

Da qualche tempo l’ATP sta cercando di ricomprare le licenze di alcuni tornei del circuito maggiore, così da ‘fare spazio’ a un possibile swing in Medio Oriente, a partire dal 2028, nel mese di febbraio, come aveva anticipato il direttore del 1000 di Toronto Karl Hale. Se con certi tornei (Basilea, Ginevra, Gstaad) non ha avuto fortuna, l’associazione dei tennisti professionisti è riuscita a riappropriarsi di alcune licenze in altri eventi organizzati in terra non rossocrociata. Hong Kong e Chengdu (acquistate) in primis, Metz e Mosca in secondo luogo.

L’ultima edizione del torneo francese – fallito a inizio 2025 – è andata in scena nella passata stagione, mentre l’evento russo non viene organizzato dal lontano 2021 a causa del conflitto bellico tra Russia e Ucraina. È importante precisare che le transazioni che portano all’acquisto di un evento del circuito maggiore sono plurimilionarie. Per comprare la licenza di un ATP 250 si parte da una base di 15/20 milioni, che diventano 35/45 per quanto riguarda un ATP 500. E da questa somma si sale. Vedi anche il torneo di Milano che tornerà in calendario dal 2028, la cui licenza da ATP 250 è stata comprata dalla FITP per circa 24 milioni di dollari.

Riduzione dei tornei minori a favore di uno swing arabo

“L’intenzione è di valorizzare gli eventi di categoria superiore”, aveva affermato Andrea Gaudenzi, Presidente dell’ATP, in occasione delle ultime Finals di Torino. Sugli ATP 250 abbiamo utilizzato la strategia di ridurne il numero da 38 a 29 e l’obiettivo è 28 con l’arrivo del nuovo Masters saudita. I 250 sono importanti come tutte le categorie, ma ce n’erano troppi”. Se poi acquistare le licenze dei 250 non basta, ecco che l’ATP sembra avere pronto un piano d’attacco per accaparrarsi almeno uno, se non due, ATP 500. Ci aveva provato con Basilea, ma senza successo. Ora l’obiettivo pare essere il torneo di Acapulco.

“Un obiettivo chiave di questo processo è accorciare la stagione e prolungare la off-season per i giocatori, creando al contempo un calendario più snello ed equilibrato che rafforzi il prodotto del Tour”, aveva sottolineato l’ATP in un comunicato. Se da una parte questo processo potrà portare dei benefici ad alcuni giocatori, ad altri tennisti la riduzione dei tornei – a favore di un possibile swing in Medio Oriente criticato da molti – potrebbe pesare non solo in termini di classifica, ma anche per le loro tasche. Per non parlare del fatto che svariati tornei storici e amati dal pubblico, oltre che dai giocatori, finirebbero nel dimenticatoio. E pazienza se Acapulco è stato votato per quattro anni (2007, 2017, 2019 e 2022) come miglior torneo della sua categoria…

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