Hijikata l’”ammazza italiani”: dopo il college e il doppio va alla conquista del singolare

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Quando si trova un qualificato in un tabellone di un torneo importante come il BNP Paribas Open di solito si pensa di aver “pescato” un buon turno. E così avevano pensato sia Francesco Maestrelli (uscito anche lui dalle qualificazioni) e Luciano Darderi, che invece a Indian Wells era arrivato da testa di serie.

E invece, opposti al venticinquenne australiano Rinky Hijikata, i nostri due rappresentanti hanno dovuto alzare bandiera bianca e dare spazio al gioco tutto anticipi del tennista di Sydney, che dopo essere stato sconfitto da Mattia Bellucci all’ATP 500 di Acapulco alla fine di febbraio si è vendicato con gli interessi in California facendo fuori ben due tennisti del Bel Paese.

Non contento di aver raggiunto per la prima volta il terzo turno in un torneo Masters 1000, Hijikata ha poi ottenuto la vittoria più prestigiosa della sua carriera in singolare eliminando anche la testa di serie n. 10 Alexander Bublik in quella che rappresenta la sua prima vittoria su un Top 10.

Dal tennis junior al college

A livello giovanile, nel 2018 Hijikata è stato il miglior giocatore australiano raggiungendo il suo miglior ranking ITF al n. 9. Successivamente, prima di passare al professionismo, ha deciso di intraprendere la strada del college negli Stati Uniti entrando a far parte della squadra dei Tar Heels alla University of North Carolina a Wilmington. Nel corso delle due annate trascorse al college si è positivamente distinto conquistando il premio “ITA Regional Rookie of the Year” durante il suo primo anno, e vincendo 14 dei suoi 16 match di singolare nel corso della sua seconda stagione prima di passare al professionismo.

Campione Slam in doppio

I più importanti successi della carriera di Hijikata finora sono arrivati in doppio. Infatti in coppia con il connazionale Jason Kubler, Hijikata è riuscito a portare a casa il titolo dell’Australian Open 2023 sconfiggendo nel corso del torneo le prime teste di serie Koolhof/Skupski e in finale Nys/Zielinski. Alla fine dello stesso anno ha raggiunto la sua migliore classifica nel ranking di doppio al n. 23.

Nel 2025 ha poi raggiunto la sua seconda finale Slam in doppio a Wimbledon giocando in coppia con l’olandese David Pel, perdendo però dai n. 1 di fine anno Cash/Glasspool. Nel corso di quel torneo Hijikata ha giocato nonostante uno strappo di secondo grado ai muscoli addominali patito durante il torneo di Birmingham poche settimane prima, strappo che lo ha costretto a limitare l’attività durante l’estate prima dello US Open, dove fu sconfitto molto nettamente al primo turno proprio dal nostro Luciano Darderi.

Il re delle qualificazioni

Una volta ripresosi dall’infortunio agli addominali, Hijikata ha iniziato una cavalcata che lo ha visto passare le qualificazioni in ben sei tornei ATP, compreso questo Masters 1000 di Indian Wells. Nella memoria di tutti è ancora fresca la favola di Valentin Vacherot, il monegasco che ha stupito il mondo conquistando il titolo dello Shanghai Rolex Masters proprio partendo dal tabellone di qualificazione.

Ma non è una cosa a cui pensi o che mi abbia particolarmente ispirato – ha detto Hijikata a Ubitennis quando gli abbiamo parlato a Indian Wells – ci sono sempre sorprese e in qualsiasi giorno chiunque in questo tabellone può battere chiunque altro. Penso che se sei nel tabellone principale o anche nelle qualificazioni di uno di questi eventi, il tuo livello è comunque molto elevato, quindi sapevo che dovevo solo continuare a migliorare e trovare modi per diventare più forte e continuare a darmi delle opportunità contro giocatori più forti

Penso che negli ultimi messi sono semplicemente riuscito a stare bene fisicamente e rimanere in campo. Quest’anno ho potuto giocare molte più partite e mi sembra di essere riuscito a superare alcuni incontri difficili e ottenere alcune vittorie combattute, il che mi ha dato fiducia. Non c’è nulla che possa sostituire la fiducia e le vittorie ottenute. Penso di stare sostenendo me stesso per giocare un po’ meglio nei momenti importanti e forse cercando di dettare un po’ di più il gioco, e spero di poter continuare così.”

Il rapporto con coach Mark “Sharky” Draper

A livello di tour non esistono match facili – ha spiegato Hijikata al podcast “Going Pro by ATA” – una volta che si arriva a questo livello la qualità è troppo alta e tutti sono così professionali che basta scendere del 5-10 percento per venire sconfitti”.

Per ottenere il massimo dal suo tennis Hijikata lavora da quattro anni con il suo coach Mark Draper, detto “Sharky”, ex tennista professionista con un passato da Top 200 che ora segue sia lui sia l’altro australiano Adam Walton. Il loro lavoro è incentrato sulla costruzione dello specifico “brand” di tennis che Hijikata vuole perfezionare: un gioco focalizzato più sull’anticipo e sull’iniziativa che sulla reazione al gioco dell’avversario. Secondo il suo approccio, nei punti chiave la cosa più importante è non abbandonare la propria indole, ma fare scelte intelligenti prendendo rischi calcolati, leggendo gli schemi di gioco e riponendo la fiducia in questo approccio per riuscire a giocare alla pari con i migliori tennisti del circuito.

Il ruolo della terra battua

Nel corso degli anni, “Sharky” ha lavorato molto sul movimento del servizio di Hijikata, sicuramente il suo colpo meno forte (dato anche il suo metro e 78 di altezza, piuttosto modesto nel tennis moderno), e soprattutto ha convinto il suo allievo a inserire parecchi tornei sulla terra battuta nella programmazione, nonostante non sia certamente la superficie che più si addice al suo tipo di tennis.

Il motivo di questa scelta anomala è dato dalla natura didattica del mattone tritato, “un investimento a lungo termine” per affinare le doti di costruzione del punto e per mantenere la disciplina nel corso dei lunghi scambi in modo tale da automatizzare questi atteggiamenti e applicarli anche sui terreni veloci.

“Non mi pongo limiti”

L’obiettivo più importante di questo inizio di stagione era quello di rientrare nella top 100 e, prima di tutto, rimanere in buona salute – ha spiegato a Ubitennis dopo la vittoria contro Bublik – credo di essere di nuovo nella top 100 della classifica live, il che è un grande vantaggio. Non voglio porre limiti a me stesso; credo di essere migliorato molto negli ultimi mesi e, rispetto alla preseason dello scorso anno, credo di essere molto più forte. Sono ansioso di continuare e sento di avere ancora molto da dare nel tennis”.

Intanto c’è un ottavo di finale contro Cameron Norrie che potrebbe aprire le porte a un risultato ancora più prestigioso in un torneo Masters 1000. Come già confermato dallo stesso Hijikata, il turno già raggiunto vale il ritorno nei Top 100 con un guadagno di 22 posizioni nel ranking live fino alla posizione n. 95. Ma un’eventuale vittoria con conseguente raggiungimento dei quarti di finale potrebbe portare l’australiano fino al 73° posto, che vorrebbe dire ammissione diretta in tabellone in tutti i Masters 1000 a 96 giocatori oltre che a tutti gli Slam.

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