Follie, variazioni e un 2025 da incorniciare: chi è Corentin Moutet, il prossimo avversario di Sinner

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Follie, variazioni e un 2025 da incorniciare: chi è Corentin Moutet, il prossimo avversario di Sinner

Un’occasione per capire quanta strada mi resta da fare. Così Corentin Moutet, a l’Equipe, in vista della sfida contro Jannik Sinner al terzo turno del Miami Open presented by Itau. “La prendo come un’opportunità per misurarmi con i migliori. Ogni volta affronto la partita cercando di trovare soluzioni per vincere. So cosa devo fare, ha raccontato il mancino francese, che non prima di mezzanotte affronterà sul centrale l’attuale numero 2 del mondo contro il quale ha giocato una sola volta, probabilmente in uno dei match sino ad ora più importanti della sua carriera.

Dopo gli ottavi raggiunti allo US Open nel 2022, Corentin si è ripetuto nel 2024 nel suo torneo preferito, il Roland Garros. Dopo aver clamorosamente intascato il primo set 6-2, il transalpino si è sciolto dinanzi alla solidità del tennista azzurro, che gli ha poi rifilato un discendente 6-3 6-2 6-1. Il giocatore di Sesto Pusteria è ora reduce dal titolo conquistato a Indian Wells e ha un parziale aperto di 14 set vinti consecutivamente. Moutet proverà quindi a spezzare questa trafila azzurra e andrà in cerca del primo ottavo 1000 su cemento outdoor. Prima di analizzare questa sfida, però, andiamo a scoprire qualcosa di più su Corentin, personaggio che definire controverso è a dir poco riduttivo.

Dagli inizi alle finali ATP

Corentin Moutet nasce a Parigi il 19 aprile 1999. Fin da piccolo vede molto tennis attorno a lui. Inizia così a giocare con i genitori e presto si capisce come il piccolo Co – soprannome con il quale viene chiamato dai suoi cari – possieda delle indubbie doti naturali. A 12 anni la FFT invita l’enfant prodige a lasciare casa per allenarsi in una struttura federale. Le prime esperienze nel circuito professionistico arrivano nel 2014. In quegli anni Corentin gioca in prevalenza tornei Future e occasionalmente riceve alcune wild card per eventi sul suolo francese: Challenger e persino per tabelloni di qualificazioni di tornei ATP, ma anche del Roland Garros.

La categoria Future viene abbandonata da Moutet a fine 2017, dopo che in quell’ultimo anno il francese – o meglio, il cento per cento parigino, come ama definirsi lui – agguanta cinque sigilli a questo livello, oltre che le semifinali all’Australian Open e a Wimbledon junior che gli consentono di salire sino alla settima posizione nel ranking under 18.

Negli anni perfeziona il suo tennis seguendo le gesta di Rafael Nadal, suo idolo. Vince 7 titoli Challenger e a seguito di uno di questi, acciuffato in casa a Lione, rompe il muro della top 100 nel giugno 2019. Nel 2020 gioca la sua prima finale nel circuito maggiore a Doha, ma deve arrendersi ad Andrey Rublev. A inizio 2023 si opera al polso. Al rientro nelle competizioni fatica a ritrovare il suo tennis, ma decide comunque di continuare a dare il massimo. Consapevole che, prima o poi, l’esplosione definitiva sarebbe arrivata.

Finalmente Moutet

Devi essere la miglior versione di te stesso ogni secondo, ha affermato a Roma nel 2025. Mi alleno duramente tutti i giorni, non ho visto la mia famiglia per 15 anni per fare questo, ha aggiunto in un secondo momento. La passata stagione è stata la migliore in carriera per Moutet, capace di issarsi sino agli ottavi nel 1000 capitolino dopo aver sconfitto Holger Rune in una partita infuocata di quasi quattro ore.

Poi le vittorie su Daniil Medvedev, su cemento, nei 500 di Washington (dove ha perso in seguito al penultimo atto) e Vienna, con il russo che nel frattempo si è vendicato nella finale del 250 Almaty. Qualche mese prima, in estate, Corentin era uscito con l’amaro in bocca da un’altra finale. Tallon Griekspoor lo aveva battuto nel match che valeva il titolo al 250 di Maiorca, su erba.

L’avvio di 2026 non è stato invece strabiliante. Fatta eccezione il terzo turno raggiunto all’Australian Open, Moutet non è riuscito a esprimersi al meglio in questi primi tre mesi dell’anno, tanto che si presenta alla sfida con Sinner con un record stagionale di 5 vittorie e altrettante sconfitte. L’ultimo successo su Tomas Machac, in tre set, sembra però averlo un minimo rilanciato in vista della sfida con Jannik, alla quale arriverà forte del best ranking virtuale di numero 31 al mondo.

Stile di gioco e nuovi progetti

Il tennis di Moutet è senza dubbio uno dei più divertenti da guardare dell’intero circuito. Non essendo dotato di una potenza strabordante (è alto 180 centimetri), Corentin ha costruito il suo gioco attorno alle variazioni e alle traiettorie mancine. Rovesci tagliati, smorzate, servizi da sotto, attacchi in controtempo, strettini con i colpi a rimbalzo. C’è tutto questo nel repertorio del francese, che a seguito dell’Australian Open ha interrotto il suo rapporto lavorativo con il coach Hugo Guerriero.

A Miami si è presentato con lo svedese Mikael Tillström, che sta svolgendo con lui un periodo di prova. Stiamo imparando a conoscerci in campo e fuori, ha spiegato Moutet. “È solo l’inizio. È la prima volta che ho un allenatore con cui comunico in inglese. I primi giorni insieme sembrano essere andati bene. “Fin dai primi scambi ho visto davvero una brava persona, ha sottolineato l’allenatore scandinavo. Mi piace il modo di Corentin di affrontare le cose e la sua visione di ciò che vuole fare con il suo tennis. È già un buon giocatore, ma vuole raggiungere livelli più alti.

“Deve aumentare la potenza del suo gioco”, ha specificato Tillström, che conosce bene la natura del suo allievo – i cui colpi preferiti sono la smorzata e la volée -, per il quale ha però già in mente un progetto specifico. “Deve essere capace di mettere a segno più colpi vincenti dopo il servizio e aumentare la potenza. Ma adoro la sua combattività e il suo atteggiamento, è un lottatore. Se riusciamo a incanalare tutta questa energia e trasformarla in concentrazione, diventerà un giocatore ancora più incredibile di quanto non lo sia già. Ma con Corentin è una questione di equilibrio e pazienza: per ora bisogna concentrarsi sul lavoro e non tanto sui risultati. Ci saranno giorni difficili, ma se il progetto si sviluppa bene i risultati arriveranno. E, aggiungiamo, magari la scritta Myself (me stesso) nella sezione Allenatore sulla bio di Corentin sparirà.

Un carattere fumantino

Ha fatto impazzire i suoi allenatori, i suoi genitori e ha mandato fuori di testa i mental coach, aveva dichiarato in passato Nicolas Coutelot, uno dei suoi (numerosi) ex allenatori.Quando però riuscirà a controllare questa rabbia interiore potrà diventare un campione. Negli anni, infatti, Moutet si è reso partecipe di moltissime vicende controverse in campo, luogo nel quale gli piace non solo giocare a tennis, ma anche provocare la folla e, perché no, il suo avversario.

Giusto per citare alcuni episodi, Corentin ha litigato con Nicolas Jarry, con Pavel Kotov, con Alexander Bublik, con Fabio Fognini, di recente con Danielle Collins e… pure con il giudice di sedia nel torneo di Adelaide 2022. In quell’occasione un insulto rivolto all’arbitro aveva di fatto obbligato quest’ultimo a squalificare Moutet. Ma la vicenda peggiore è andata in scena nel Challenger di Orleans nel settembre di quell’anno.

Dopo aver perso a seguito di tre ore di gioco, al tie-break del terzo set, contro Adrian Andreev, il francese e il bulgaro durante la stretta di mano si sono percossi a vicenda. In quell’occasione l’arbitro dovette intervenire per separare i due tennisti. A questo episodio aveva fatto seguito l’espulsione di Moutet dalla Federazione tennistica francese – al momento attuale non più effettiva sembrerebbe, dato che ora gioca la Coppa Davis -, che in comunicato aveva affermato che Corentin non avrebbe più ricevuto aiuti economici dalla FFT.

La carriera musicale e la sfida con Sinner

Non esiste però solamente il Corentin sciagurato che cerca una soluzione improbabile in Coppa Davis in un punto importante. Anche la richiesta di un caffè durante un cambio di campo a Madrid o il suo cellulare che squilla a Roma fanno parte del pacchetto-Moutet. Persino la sua musica. Il francese suona infatti il pianoforte da autodidatta, canta brani rap (ne ha parlato qui) e in passato ha pubblicato un EP di otto tracce. Ma il pezzo forte arriva con il brano intitolato Drip, nel quale Corentin canta insieme a… Denis Shapovalov!

L’attenzione è però ora tutta su Miami, torneo nel quale la passata stagione (tanto per cambiare) il francese aveva avuto problemi con il pubblico. Nonostante il suo record contro i tennisti nel podio della classifica non sia incoraggiante (0-7), mentre quello di Sinner contro i mancini lo è senz’altro (ha vinto gli ultimi 20 scontri, non perde dal match contro Ben Shelton a Shanghai 2023), Moutet ce la metterà tutta per scalfire il muro azzurro. Ci aspettano senz’altro una moltitudine di variazioni e un’aria frizzantina. Miami è già bollente. Appuntamento a mezzanotte.

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