Una separazione tanto rumorosa quanto inaspettata quella fra Carlos Alcaraz e il suo ex coach Juan Carlos Ferrero, causata dalle più classiche incomprensioni contrattuali ed economiche che, oggi, divengono sempre più centrali a ogni collaborazione.
Che il destino dei due sia per sempre destinato a restar separato, è tutto tranne che certo: l’attuale team del numero 1 al mondo ha pubblicamente voluto mantenere aperta quella porta. Impossibile, d’altronde, cancellare le infinite emozioni vissute in così tanti anni insieme.
Dal tennis al Golf: la nuova vita di Ferrero
Ora, Juan Carlos, ha scelto un percorso del tutto differente: a gennaio ha annunciato la collaborazione col golfista Angel Ayora come mental coach, forse cercando di ripulire cuore e mente per poi, un giorno, tornare nel suo mondo.
“Per ora non mi manca il tennis“, ha raccontato ai microfoni di Marca – “A volte le persone hanno bisogno di una pausa dopo una decisione del genere. Sto bene, tranquillo in accademia”.
La Ferrero Tennis Academy, fondata nel 1990 dal futuro coach di Ferrero Antonio Martínez Cascales, è a oggi l’unica in Europa ad aver formato ben 2 giocatori arrivati sul gradino più alto della classifica mondiale.
“Qui ci sono tornei una settimana sì e una no. Io vivo in accademia e vedo giovani tutti i giorni. Questo fa sì che non sia completamente distaccato. È vero che i tornei e la competizione da vicino… mi mancano? No, in questo momento no. Ho bisogno di questa pausa per capire naturalmente quando sarà il momento di tornare“.
Angel Ayora, spagnolo, classe 2004, è oggi poco fuori dai primi 100 giocatori del ranking OWGR (Official World Golf Ranking), e con Ferrero spera di guadagnare esperienza emotiva, di imparare a gestire la competizione.
“La proposta è arrivata tramite una chiamata del suo allenatore, Juan Ochoa. Lavora con Angel da molto tempo e voleva aggiungere qualcuno nello staff che potesse contribuire con esperienza nella competizione. È un ragazzo eccezionale, molto attento ai dettagli. Sa bene cosa serve per rendere al 100%. E mi sorprende un po’, perché ha 21 anni e oggi spesso bisogna stare molto dietro ai giovani. Ángel invece mi ha sorpreso in positivo sotto molti aspetti. Ho viaggiato con lui in un paio di tornei e ho osservato piccoli dettagli su cui può migliorare a livello mentale, nelle reazioni, nelle routine… tutto ciò che riguarda la gestione delle emozioni. Sono persone molto piacevoli, è bello lavorare con loro”.
Il tennis…Possibile rivederlo in panchina nel 2026?
“Non escludo di tornare ad allenare quest’anno. È qualcosa che deve arrivare in modo naturale, la voglia… Le offerte sono arrivate, ma per ora non sento quella spinta che mi faccia tornare con entusiasmo. Sono tranquillo con questo nuovo progetto e senza fretta”.
Poco dopo la separazione con Alcaraz si è subito cominciato a parlare di un possibile futuro sulla panchina del grande rivale, Jannik Sinner. Ferrero non ha voluto escludere neanche questa possibilità, esprimendo il grande rispetto che prova per il giocatore azzurro. Per ora, però, si tratta solo di congetture.
“Mi ha sorpreso la sconfitta contro Novak, soprattutto perchè negli ultimi incontri lo aveva battuto nettamente. Ho qualche dubbio sulla sua condizioni fisica, visto che aveva avuto problemi a inizio torneo. Ma Novak è Novak: quando è al 100% è difficilissimo batterlo. Non direi che Sinner mi ha deluso”.
“É normale, tutti provano”, ha spiegato in merito alle proposte ricevute dal circuito femminile – “Nel circuito maschile e femminile si vicono situazioni simili.. Le giocatrici vogliono migliorare e aggiungere allenatori con esperienza. Ma io non sono ancora pronto“.
Alcaraz e il successo a Melbourne: le emozioni, e i meriti, dell’ex
Non è mai facile dover restare a guardare da fuori la nuova vita di una persona con cui si ha condiviso gli ultimi anni della propria vita, che ha forse rappresentando la parentesi più importante di entrambi.
“Non ho guardato molto l’Australian Open. Ho visto i risultati e qualche spezzone. Di Carlos ho visto qualcosa contro Tommy Paul, un po’ della partita con Zverev e un po’ più della finale, ma mai match completi. Ho fatto loro i complimenti per il titolo, è qualcosa di molto meritato. Sono contento per loro, era un’obbiettivo chiaro di Carlos e diventare il più giovane a riuscirci è qualcosa di cui sono orgoglioso”.
Impossibile negare, ovviamente, i grandi meriti di Ferrero anche nel trionfo a Melbourne: Carlos Alcaraz è pur sempre una sua creazione. “É stato fatto un lavoro precedente e il team ha completato bene il tutto. Probabilmente un piccolo contributo l’ho dato anche io nel tempo“.
Alcaraz GOAT, Sinner inarrivabile: il futuro del tennis
Le discussioni sul GOAT hanno sicuramente un nuovo nome a loro destinate: “Si assolutamente“, ha detto Ferrero sulla possibilità che il suo ex allievo possa diventare il più grande di sempre – “Deve mantenere alta la motivazione. Quando raggiungi molti obiettivi, la disciplina diventa fondamentale. Credo che Carlos resterà motivato perchè ha ancora grandi giocatori davanti e vuole raggiungerli. Non vedo motivi per un calo nel breve periodo”.
“C’è un po’ di differenza, ma non enorme, fra Sinner, Alcaraz e tutti gli altri. Zverev è vicino, Fritz può essere pericoloso, Djokovic va sempre considerato. Alcaraz e Sinner sono superiori, ma ci sono avversari che possono metterli in difficoltà“.
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