Gli appuntamenti più importanti della settimana erano i due Challenger 175 di Cap Cana e Phoenix, ovviamente entrambi su cemento, facenti parte di quella categoria speciale creata per riempire il calendario quando ci sono uno di seguito all’altro due Master 1000 da 10 giorni (in questo caso i due tornei del Double Sunshine) e allora bisognava dare ai giocatori eliminati prematuramente nel primo evento una buona ragione per rimanere in zona.
A Cap Cana, località dominicana nota finora più per i 32 km di spiagge e acque cristalline che per i campi da tennis, si disputa la seconda edizione (campione in carica Aleksandar Kovacevic) di questo torneo, ambiziosissimo, che vedeva ai nastri di partenza Nardi, Maestrelli e Bellucci. Luca Nardi non è sceso nemmeno in campo per un problema al polso sinistro, mentre Maestrelli e Bellucci si sono affrontati all’esordio in un crudelissimo derby. L’ha spuntata quest’ultimo con un netto 6-1 6-1 per poi trovare al secondo turno il polacco Hubert Hurkacz (n.71 ma ex n.6) in un match che si presentava molto incerto. Hurkacz è (o forse è meglio dire è stato) un giocatore molto forte anche se non è certo nel miglior momento della propria carriera, reduce da quattro primi turni consecutivi: Montpellier, Rotterdam, Dubai e Indian Wells. Infatti l’azzurro ha dominato vincendo 6-2 6-4 in poco più di un’ora di gioco al netto dell’interruzione per pioggia. Il tennista bustocco ha strappato il servizio all’avversario ben cinque volte, cedendo a sua volta il suo in due occasioni. Nella serata di venerdì si giocherà l’accesso alle semifinali contro il belga Raphael Collignon (n.77 ATP) contro cui ha vinto l’unico precedente nel 2023 nelle qualificazioni di Wimbledon.
A Phoenix in Arizona c’era per l’Italia il solo Stefano Travaglia che, partendo dalle qualificazioni, andava a giocarsi le sue chance contro il forte battitore francese Quentin Halys (n.102). E se le giocava orgogliosamente fino in fondo, cedendo solo al terzo set col punteggio di 4-6 7-6(3) 7-6(5) dopo quasi tre ore di battaglia furibonda. E dopo aver avuto sul 5-5 del secondo set una palla break che avrebbe potuto raccontarci una storia diversa. Per non parlare ovviamente dei 3 match point sul 5-4 del terzo, sui quali in realtà il francese è stato inappuntabile.
In Rwanda, sui campi in terra di Kigali, andava in scena il secondo dei Challenger africani, questa volta di categoria 100. Cecchinato e Napolitano difendevano i colori italiani, entrambi reduci da un ottimo torneo (semifinale del Ceck e addirittura finale per il biellese). Un destino giocherellone ha messo subito di fronte Napolitano proprio all’austriaco Schwaerzler che l’aveva battuto pochi giorni prima, proprio su questi campi, in una finale drammatica. Non meno drammatico è stato questo incontro di primo turno in cui l’azzurro si è preso una bella rivincita proprio con lo stesso punteggio, cioè con due tesissimi tie-break il primo dei quali finito 15-13 con quattro set point annullati dall’azzurro. Passata la paura non è che il secondo incontro sia stato particolarmente rilassante per il tennista biellese che è stato costretto al terzo set dall’austriaco Maximilian Neuchrist (ex n.182) che si è arreso 6-3 6-7(6) 6-1 solo dopo oltre due ore di partita. Nei quarti Napo troverà il francese Arthur Gea (n.161) che ha già battuto la settimana scorsa in semifinale al termine di una partita piuttosto complessa.
Anche Marco Cecchinato conferma il suo buon momento e così, dopo un facile esordio contro il giocatore del Burundi Iradukunda (attualmente senza classifica), ha rimontato di nuovo (proprio come la settimana scorsa) l’austriaco Sandro Kopp (n,320) col punteggio di 4-6 6-3 6-4. Ora nei quarti gli tocca il veterano slovacco Andrej Martin (ex n.93) che, a 36 anni compiuti, non è più ovviamente il giocatore di una volta. A rinforzare la pattuglia azzurra c’erano Pennaforti, Dalla Valle, Pieri e Covato che partivano dalle qualificazioni. L’unico a superare le forche caudine del tabellone cadetto è stato il romano Gabriele Pennaforti che poi si è arreso 6-2 7-6(3) al francese Sean Cuenin (n.341).
A Cherbourg andava in scena il tradizionale Challenger di primavera (Categoria 75, cemento indoor) che vedeva in tabellone il ligure Filippo Romano che superava le qualificazioni battendo prima il francese Pierre Anoine Faut e poi il britannico Ben Johnson, entrambi di classifica molto inferiore. Poi si faceva valere anche nel tabellone principale a spese del francese Raphael Perot (n.369) che si arrendeva col punteggio di 6-4 4-6 6-3. Modesta anche la classifica del suo avversario di secondo turno, il 21enne Patrick Brady (al momento fuori dai 1000), anche lui proveniente dalle qualificazioni, ma ben diversa è stata la grinta messa in campo dal nativo di Bangkok che, dopo due tie-break, è riuscito a portare il match al terzo set dove gli è stato fatale un break nel decimo gioco. Nei quarti l’allievo di Gipo Arbino troverà il 26enne francese Clement Tabur (n.190) con cui vanta un precedente positivo risalente allo scorso anno quando a Bagnoles de l’Orne vinse 6-4 2-0 rit.
Al Challenger 50 di Creta (cemento) solito figurone di Lorenzo Giustino l’immortale che si è fatto strada fino ai quarti di finale battendo nell’ordine Viktor Durasovic (n455) e Philip Henning (n.324). Niente da dire, il tennista napoletano se affronta un avversario alla sua portata è difficile che si lasci sfuggire la preda, questo grazie alla sua lunga esperienza e a una combattività che dovrebbe essere presa ad esempio dai più giovani. Ora nei quarti troverà il britannico Paul Jubb che col suo n.310 ATP dovrebbe essere un ostacolo alla portata. Bene anche Federico Iannaccone che all’esordio supera nel derby Lorenzo Carboni 6-2 6-3. Eliminati subito invece Jacopo Berrettini e Gabriele Piraino.
In questa settimana ricca di appuntamenti c’era anche il Challenger 75 di Santiago (terra battuta) dove erano in tabellone Gianluca Cadenasso e Franco Agamenone. All’esordio Agamenone si è preso una bella rivincita contro l’argentino Guido Ivan Justo (n.279) che l’aveva battuto a sorpresa nel primo Challenger di Tigre che poi finì addirittura per vincere. Ma Franco è uno che impara dalle sconfitte e raramente gliela puoi fare per due volte nel giro di un mese. Quindi immaginiamo che nel proseguo della stagione aspetterà al varco il peruviano Gonzalo Bueno che nel secondo turno gli ha fatto lo scherzetto con un doppio 6-3. Cadenasso è stato subito eliminato 3-6 6-3 6-2 dal brasiliano Thiago Monteiro (n.232) che non sarà più il giocatore di qualche anno fa ma rimane avversario ostico.
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