Australian Open: il derby azzurro e i quarti di finale vanno a Sinner. Darderi si arrende in tre set

0
2
Australian Open: il derby azzurro e i quarti di finale vanno a Sinner. Darderi si arrende in tre set

[2] J. Sinner b. [22] L. Darderi 6-1 6-3 7-6(2)

Scorre rapida la clessidra del derby azzurro tra Luciano Darderi e Jannik Sinner. Il campione in carica dell’Australian Open ha registrato una performance impeccabile contro il connazionale, sconfitto in tre set rapidi e indolore. Il primissimo game dell’incontro ha fatto ben sperare Darderi, partito con un piglio intrigante, ma il numero 25 del ranking è finito troppo presto nella ragnatela del cinico Jannik.

Da una partenza travagliata a un lento crescendo, una metamorfosi lapalissiana, tangibile. I passaggi a vuoto evidenti, e dal punto di vista tennistico e da quello mentale, vengono meno in un terzo parziale più corposo, durante il quale l’azzurro, in costante dialogo con papà Gino, ha incanalato tutta la frustrazione accumulata in soluzioni definitive, nemmeno troppo ragionate.

Ma non v’è alternativa quando sul rettangolo di gioco vige la legge dell’imperatore Sinner. Abile a reagire in modo repentino quando l’avversario, d’improvviso, ha iniziato a spremersi trovando un pizzico di fiducia. Il numero due del mondo raggiunge il 14° quarto di finale Slam della sua carriera, il 4° a Melbourne. Affronterà uno tra Ruud e Shelton per tornare in semifinale.

Primo set: Sinner spegne l’iniziale entusiasmo di Darderi sfiorando il bagel

Impatto sfavillante di Luciano Darderi sul derby tricolore. Luli immobilizza il campione in carica con un paio di dritti colpiti a velocità supersonica, e diventano due le palle break nel primissimo game del match. Jannik piazza una prima alla T, iniziando a ricercare il rovescio dell’avversario, certamente meno brillante da quel lato. Bastano una manciata di minuti, al numero due del mondo, per alzare i giri del motore. Il magico bimane dell’altoatesino spolvera la riga della Margaret Court Arena e Darderi desiste sulla prima palla break a sfavore.

L’entusiasmo del primo game svanisce in un nonnulla per il nativo di Villa Gesell, stretto nella morsa dal tornado di San Candido, mutatosi in un metronomo dopo un inizio a bassi giri. Anche su colpi apparentemente robusti di Darderi, Sinner replica trovando angoli e profondità, dunque il numero 22 del seeding si arena concedendo il secondo servizio del set, lasciando scappare il 4 volte Slam sul critico punteggio di 5-0. Luciano muove il punteggio nel primo parziale, ma è del tutto ininfluente sull’esito del set, terminato agevolmente tra le mani di Sinner (6-1).

Secondo set: Jannik invalicabile. Darderi perde la pazienza

Prova a resettare e ripartire Darderi, che deve compiere sforzi immani per portare a casa il punto contro un Sinner particolarmente solido. Luli se la ride, in un primo momento, ma perde le staffe quando subisce break da uno score di 40-15 in suo favore, ed ecco che arriva il blackout mentale: pacchetto compreso di lancio di racchetta e palla scaraventata in aria con una frustrazione inaudita. Comprensibile il sentimento di Darderi, stizzito, non poco, per la maestria di Sinner, che lo impallina senza dargli respiro, privandolo di esprimere il proprio gioco. In svantaggio di set e break, il classe 2002 agisce d’istinto, trovando alcune risposte vincenti che gli danno morale, ma avvicinarsi a break point è un miraggio, poiché Jannik stampa ace a fiotti, mandando ai matti Luciano.

Quest’ultimo racimola qualcosa in più in questo parziale in termini di punti, aiutato da una percentuale di prime più alta rispetto al magro primo set. Darderi lamenta delle condizioni particolarmente veloci della MCA, e lo fa sapere a tutti, esclamando a gran voce: “Qué tan rápida es esta cancha?”. A corto di idee, e costantemente pressato dalla posizione avanzata di Sinner, Luli perde la bussola nel nono game, commettendo due doppi falli consecutivi che lo trascinano nel baratro. Il numero due del mondo comanda per due set a zero. (6-3)

Terzo set: Luciano lotta alla pari. Sinner sigilla il match al tie-break

Le lamentele di Darderi non finiscono, e nemmeno papà/coach Gino riesce più a dispensare i giusti suggerimenti al figlio, che sta affrontando un alieno, per di più ispiratissimo. Nel quarto game sbuca fuori l’ennesima palla break per Sinner, ma l’azzurro, dall’altra parte della rete, decide di usare un po’ di autoironia, sorridendo e coinvolgendo il pubblico, desideroso di vedere più duello. Luciano si aggrappa al servizio e resta a galla, pur boccheggiando, ma dalla seconda metà del terzo set, avviene un cambiamento radicale da parte del nativo di Villa Gesell. Darderi impatta con una ferocia inaudita, quasi infischiandosene di dove atterrerà la pallina. Lo fa con violenza, ed è l’unica maniera per reggere il ritmo infernale dell’uomo di San candido.

Botte da orbi in un nono game che vale il prezzo del biglietto. Luciano la mette sul piano di fisico, e a distanza di un’ora e trenta dall’ultima volta, torna a riavere palla break. Darderi trova finalmente il campo con continuità, riuscendoci anche col colpo dolente, il rovescio, piegando Sinner sulle gambe al termine di uno scambio massacrante. Per la prima volta nell’incontro, il numero due del mondo va in difficoltà, ma con la solita lucidità da campione si tira fuori dai guai, concludendo il game con un delizioso serve and volley. Jannik torna a fare il Sinner dopo la parentesi difensiva, ma Darderi, lontano dalla vulnerabile versione d’inizio partita, riesce a salvare due match point, allungando la permanenza sulla MCA. Le staffilate del classe 2002 creano problemi persino a un tennista di ritmo come Jannik, costretto a subire qualche imbarcata anche all’alba del tiebreak, per poi ricominciare il suo dominio, accaparrandosi la lotteria dei sette punti con grande ordine e staccando il pass per i quarti di finale dell’Australian Open.

O que achou dessa notícia? Deixe um comentário abaixo e/ou compartilhe em suas redes sociais. Assim conseguiremos informar mais pessoas sobre o que acontece no mundo do tênis!

Esta notícia foi originalmente publicada em:
Fonte original