Australian Open: De Minaur si guadagna Alcaraz, Tien domina Medvedev, facile Zverev su Cerundolo

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Australian Open:  De Minaur si guadagna Alcaraz, Tien domina Medvedev, facile Zverev su Cerundolo

[6] A. De Minaur b. [10] A. Bublik 6-4 6-1 6-1

Può un doppio fallo disinnescare un giocatore? Risposta affermativa! Perchè sul 5-4 30-40 gara equilibrata, intensa ma chiusa con una follia al servizio. Il riassunto dell’ottavo di finale tra Alex De Minaur e Alexander Bublik è tutto in quel frangente. E via a far riesplodere i discorsi sul kazako e match che si è sgonfiato lasciando un pò di delusione su questa edizione 2026 dell’Australian Open.

Ciò non toglie la straordinaria versione mostrata da De Minaur, lucido, aggressivo con colpi di classe a segnare il suo passaggio ai quarti di finale. 6-4 6-1 6-1 in un’ora e 30′ il punteggio con cui il padrone di casa si è guadagnato la possibilità di sfidare il n. 1 al mondo, Carlos Alcaraz.

De Minaur ha perso appena 7 punti con la prima di servizio, con 19 vincenti e 10 errori non forzati. Bublik, invece, fa registrare 36 errori non forzati e 23 vincenti. Ha fatto e disfatto alla sua maniera, buttandosi via alla prima difficoltà. Peccato.

Le premesse erano state eccellenti con un 4-4 senza palle break nel primo set e la prima di servizio a incidere come non mai per Bublik. E’ un sogno di mezza estate che vale per le temperature australiane, un pò meno per quelle italiane.

La chiave di volta nel decimo gioco del primo set: Bublik parte bene con una buona prima che mette in difficoltà De Minaur. Poi comincia a cedere: sbaglia un dritto per un errato suo piazzamento nell’avvicinarsi alla palla e subisce una risposta aggressiva su una sua seconda “ballerina”. Non è sereno Bublik e De Minaur ne approfitta per spingerlo lontano dalla linea di fondo e dominando il gioco. Ci sono due palle break consecutive in favore dell’australiano, la prima cancellata dall’ace del kazako, mentre la seconda segna il 6-4 dopo uno sciagurato doppio fallo.
De Minaur è carico e centrato, Bublik rimane con la mente nella rete su cui ha affossato la sua seconda di servizio e decide di restare spettatore della gara. Ottiene due game, perde rapidamente due set con un doppio 6-1 senza batter ciglio con il pubblico di casa in delirio per il suo beniamino.

[3] A. Zverev b. [18] F. Cerundolo 6-2 6-4 6-4

Ad essere onesti ci si aspettava di più da questa gara, ma alla fine viaggia sul velluto Alexander Zverev e senza grosse preoccupazioni passa ai quarti eliminando Francisco Cerundolo 6-2 6-4 6-4.

Tedesco molto centrato, sicuro dei suoi mezzi, ma la delusione di giornata sta nell’argentino apparso sottotono rispetto a un’ottima prima settimana di Australian Open e incapace di gestire le situazioni a lui favorevoli e che avrebbero potuto prolungare la gara.

Zverev perfetto fino al 6-2 5-2 con l’argentino molto falloso, poi ha cominciato a innervosirsi e a perdere il filo del discorso. Cerundolo non ne ha approfittato e si è consegnato all’avversario sul 3-3 del terzo.

Il n. 21 del mondo si era presentato a questa gara senza perdere neanche un set, ma in questa sfida non è mai riuscito a incidere, uscendo di scena lasciando un pessimo ricordo delle sue fughe a rete, terminate con palle abbondantemente fuori. 32 errori gratuito per Cerundolo contro i 19 vincenti, mentre dall’altra parte della rete si chiude con un dato positivo con 35 vincenti e 29 non forzati.

Nel primo set, l’argentino ha servito con il 43% la prima di servizio e contro Zverev non te lo puoi permettere. Il tedesco ne ha approfittato facendo molto male in risposta e ha chiuso i giochi in 31′, 6-2. Undici errori gratuiti a condire di negatività questo parziale per Francisco.

Migliori le percentuali al servizio nel secondo set per Cerundolo che cancella una palla break in apertura di parziale, ma poi cede il servizio nel terzo e settimo gioco. Il tedesco comanda gli scambi con il diritto, riesce a muovere bene l’avversario e a sfruttare i suoi punti deboli. A questo punto, però, si registra il calo di Zverev che regala qualcosa al suo avversario in recupero sino al 5-4. Alexander si concentra e chiude i conti, 6-4.

E’ un tedesco diverso quello che entra in campo in avvio di terzo set. Molto nervoso e si sfoga diverse volte con il suo angolo. Gli scambi si allungano e Cerundolo riesce a leggere meglio le intenzioni tattiche del suo avversario. Nel momento in cui l’argentino deve provare a ribaltare la situazione, si scioglie nel settimo gioco e commette tre gravi errori per il break del n. 3 del mondo. A quel punto Zverev entra in modalità robot e negli ultimi due turni di battuta del match in cui è al servizio, concede un solo “15” a Cerundolo.

La chiusura è d’autore: palla corta e lob millimetrico per avanzare ai quarti di finale dove troverà appunto Tien.

[25] L. Tien b. [11] D. Medvedev 6-4 6-0 6-3 (Danilo Gori)

Daniil Medvedev non aveva mai incassato un 6-0 durante un torneo dello Slam, domenica arriva a subire un 0-6 0-3 impressionante; riesce a evitare la bicicletta anche per qualche piccolo aiuto del rivale, ma la batosta sul campo è clamorosa.

Learner Tien si conferma il nuovo alfiere del gruppo di tennisti dalle misure atletiche tutto sommato normali, è alto un metro e ottanta, che sopperisce alla relativa mancanza di centimetri con sapienza tattica, intensità e velocità di base. Domenica Daniil le ha provate tutte, snaturando il proprio tennis in maniera lodevole quanto inutile per strappare all’avversario le briciole in un punteggio che, al di là del parziale di mezzo, lo condanna all’uscita dal torneo che altre volte lo ha visto tra i protagonisti.

Learner Tien prosegue, sorridente e terribile, e ora minaccia con discrezione orientale anche Alexander Zverev, suo avversario nei quarti di finale.

Le vicende del primo set confermano l’affermazione di Medvedev secondo la quale non c’è mai da divertirsi per lui con il giovane americano (lo scorso anno a Melbourne vinse Tien al quinto); Daniil cede subito il servizio e riesce in risposta a raggiungere i vantaggi solo sul 3-4 per il suo rivale, ma Tien scodella una palla corta di dritto smart sul fronte destro della meta campo difesa dal russo e difende la propria battuta.

Al netto di tre doppi errori il favorito in termini di ranking non sta giocando male ma Tien è consistente e aggressivo con ottima continuità e obbliga alla corsa il rivale, che, come si sa, è ben attrezzato per il ruolo ma non riesce che di rado a complicare l’azione offensiva dello statunitense di origini vietnamite. Tien utilizza a meraviglia il cross di dritto per spostare l’atleta moscovita per poi cambiare con il lungolinea e chiudere la prima partita. Undici colpi vincenti e noce errori non forzati per chi vince, che non concede nemmeno un palla-break.

Medvedev parte al servizio e prova addirittura la discesa a rete ma Tien lo pesca in fuorigioco con il passante di dritto. Daniil non riesce a variare il gioco e il rivale si conferma instancabile nell’aggredire non appena ne ha l’occasione e intasca il break; Learner inoltre serve due ace nel suo primo turno alla battuta, avendone messi a segno tre nel primo parziale, e raggiunge il 2-0 con estrema facilità.

Medvedev cerca di angolare al massimo per sfidare la velocità del rivale, si inventa attaccante e chiude una volée di dritto bassa rivelando insospettabili doti di sensibilità; ci sono due ace e due doppi errori, Daniil inventa e brucia di fronte al muro avversario, fino alla demi-volée di dritto che esce fuori misura e lo condanna al passante in avanzamento di Tien. Medvedev è ammirevole ma il tabellone racconta uno 0-3 con due break di ritardo.

Il numero 11 del seeding sceglie anche di avanzare con i piedi sulla linea di fondo per anticipare la risposta e aggredire, ma non ha i numeri per eseguire la soluzione, mentre Tien raggiunge la perfezione per come chiude ogni spazio e riparte non appena Medvedev perde il centro del campo. Daniil tenta la sfida a rete con la palla corta ma esce sconfitto dal corpo a corpo. Il pubblico è ammirato dalle doti dell’americano, che recupera una pallina frenata dal net e la trasforma nel punto del 5-0.

Il 6-0 arriva presto e rispecchia il dominio tattico del numero 25 del seeding: in 26 minuti per Tien c’è solo un errore gratuito; Medvedev in realtà ne commette solo sei, ma non ha tempo o occasione per commetterne di più, dal momento che i vincenti del suo rivale sono ben 13, non pochi in soli sei game.

Medvedev concede subito il break con un doppio errore a conclusione di un gioco in cui la frustrazione del due volte finalista appare evidente: Tien mostra capacità di lettura del match e di tenuta agonistica degne di un top ten, e non denuncia la volontà di voler risparmiare sul gas, magari per lasciare qualcosa al rivale. Anzi, per due volte manda fuori dalla portata delle telecamere il russo e chiude lo scambio con una irridente palla corta, obbligando il tabellone a riscrivere, come nella frazione precedente, un eloquente 3-0 con doppio break.

Gli ultimi game corrono via senza particolari novità rispetto a quanto descritto finora, Medvedev ha finito le idee, anche quelle più improbabili; centra il punto dell’1-4 cimentandosi nel serve and volley e questo potrebbe già sembrare un buon obbiettivo nel match odierno. Forse però il caos creativo di Daniil non è così privo di effetti.

Tien smarrisce precisione, concedendo inconsciamente qualche minuto di ferie alla sua concentrazione, e cede altri due giochi; il pubblico si anima e prova a spingere Daniil in una rimonta fino a un quarto d’ora prima assolutamente inimmaginabile. Medvedev si danna l’anima ma non può evitare il 3-5 e inoltre Tien è ritornato nel pieno dei sensi e sul matchpoint controlla uno smash del rivale e rispedisce un passante di rovescio spettacolare.

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