Australian Open: Alcaraz è più forte di Zverev e dei crampi. Vittoria incredibile al quinto e finale

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Australian Open: Alcaraz è più forte di Zverev e dei crampi. Vittoria incredibile al quinto e finale

[1] C. Alcaraz b. [3] A. Zverev 6-4 7-6(5) 6-7(3) 6-7(4) 7-5

Carlos Alcaraz diventa il più giovane tennista dell’Era Open a raggiungere la finale in ogni Slam. Nonostante i crampi tra terzo e quarto set, il numero 1 del mondo batte dopo 5 ore e 26 minuti il finalista dell’edizione 2025 Alexander Zverev con il punteggio di 6-4 7-6(5) 6-7(3) 6-7(4) 7-5 e domenica si giocherà la possibilità di completare il Career Grand Slam – strappando eventualmente il record di precocità a Rafael Nadal.

Lo spagnolo è apparentemente in controllo del match quando, sul 4-4 del terzo set, accusa un problema alla gamba destra che ne limita la mobilità. Pur giocando di solo braccio, per due volte si ritrova a due punti dal match, complice una paralisi agonistica di Zverev, ma non può far altro che attendere che i crampi passino. Non perde la testa quando il fisico non risponde e al quinto ritrova il vigore necessario per ribaltare la sorte.

Alcaraz approccia la partita con un lieve nervosismo, consapevole dell’importanza di questa semifinale. Tuttavia, si scioglie scambio dopo scambio, nonostante una versione di Zverev concentrata, e fa suo il primo set alzando il livello nelle fasi finali. Ottenuto il vantaggio, la strada sembra farsi in discesa, ma il solito passaggio a vuoto che lo coglie nel secondo parziale, rimette in partita il tedesco.

Al numero 3 del mondo non basta, però, un vantaggio di 5-2 per pareggiare i conti: Carlos dapprima rimonta fino al 5-5 poi si prende il tiebreak e, di conseguenza, il set. A metà del terzo set, poi, le gambe del sei volte campione Slam si bloccano. Zverev si riporta sotto e prolunga la sfida al quinto parziale, dove si issa subito avanti di un break. Ma, come spesso gli è capitato, si spegne sul più bello, quando deve servire per il match, per poi arrendersi per 7-5.

Alcaraz approda alla sua ottava finale Slam in carriera, in dieci semifinali disputate – le uniche due sconfitte sono arrivate al Roland Garros 2023 contro Novak Djokovic, quando proprio i crampi ebbero la meglio, e allo US Open 2023 contro Daniil Medvedev. Inoltre, con questa vittoria passa a condurre nei testa a testa contro Zverev, per 7-63-2 nei Major.

Due statistiche sono particolarmente impietose con Zverev. La prima riguarda il saldo nelle semifinali Slam, che fa registrare 3 vittorie e 7 sconfitte. Ancora più negativo è il dato sugli scontri con i top 5 nei Major: in 15 confronti Sascha ha raccolto una sola vittoria, proprio contro Alcaraz all’Australian Open 2024.

Adesso si attende di scoprire chi sarà l’avversario che proverà a negare il Carreer Grand Slam a Carlos tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Primo set: nonostante il nervosismo Alcaraz fa suo il primo set per 6-4

I giochi che inaugurano la prima semifinale sono all’insegna del servizio. Entrambi i protagonisti si aiutano molto con la battuta, mentre pagano qualcosa durante gli scambi, soprattutto Alcaraz, impreciso con i colpi da fondocampo. Zverev parte assai aggressivo, consapevole di dover tenere alto il ritmo per non esporsi alle soluzioni del suo avversario. Tuttavia, nel settimo gioco il numero 1 del mondo trova il giusto timing in risposta e, con un passante di rovescio che pizzica gli ultimi millimetri di riga, si procura una palla break, quasi a sorpresa visto che Alexander viene da due turni di battuta tenuti a 0.

La concentrazione da parte del tedesco è massima e si salva con una prima vincente. Nonostante qualche imprecisione, Alcaraz pare proprio aver preso le contromisure alla battuta di Zverev e si concede il bis nel nono gioco: il tedesco commette un grave errore con il rovescio in uscita dal servizio sparato in rete e regala una palla break che potrebbe mandare il rivale a servire per il primo set. Il secondo doppio fallo del game è fatale per Sasha, vittima di un evidente passaggio a vuoto. Il nervosismo delle battute iniziali abbandona Carlos, che chiude per 6-4 con un turno di battuta a 0.

Secondo set: Zverev vanifica un vantaggio di 5-2 e si arrende al tie-break

Per Zverev suona subito l’allarme anche nel secondo parziale: Alcaraz inizia a macinare accelerazioni da fondocampo e si guadagna una chance di strappare il servizio al suo avversario. Il fenomeno di Murcia, però, non è concreto e spreca l’opportunità con un lob pretenzioso. Il primo set pesa come un macigno nella testa del tedesco che necessita di ben quattro palle game per fare 1-0, complice anche un Carlos che alza il livello scambio dopo scambio. Il numero 3 del mondo ha perso i riferimenti e pecca di precisione con le sue soluzioni, anche se, nel secondo gioco, torna a mettere pressione in risposta. Recuperando da 40-15 costringe Alcaraz ai vantaggi, ma il diritto lo tradisce al momento di procurarsi la palla break. La chance per rimettersi in partita arriva sul 3-2: sfruttando due regali di Alcaraz e si prende le prime palle break del suo incontro e sono tre consecutive.

La terza è quella buona: il numero 1 del mondo piazza una buona seconda, ma ha fretta con il diritto inside in e incappa in un errore in lunghezza. Il break di vantaggio risveglia dal torpore Zverev, che sul 5-2 manca una risposta di rovescio per innalzarsi fino al set point. Nel momento decisivo torna a regalare e subisce break. La testa di serie numero 1 completa il riaggancio sul 5-5. I guai per il tedesco non sono finiti e, accusando il contraccolpo, regala ancora palle break. Salva la prima con uno scambio in cui la pazienza è vincente, poi ritrova il servizio per la parità. A un passo dal baratro, Zverev reagisce e si assicura il tie-break. Avaro di emozioni, a decidere le sorti del secondo parziale è il minibreak ottenuto da Alcaraz sul set point. Sul 5-5 Alexander spedisce in corridoio una volée e capitola al punto successivo.

Terzo set: Un problema alla gamba destra ferma Alcaraz e Zverev accorcia le distanze

La situazione per Zverev è a dir poco compromessa, ma gli Slam sanno sempre come regalare sorprese. Nel game che battezza il terzo parziale, Alcaraz deve immediatamente cancellare un palla break, che il tedesco si è procurato con un grande rovescio lungolinea. E lo fa alla sua maniera, con la combinazione smorzata e chiusura al volo. Nel settimo game per lui si apre uno nuovo spiraglio quando si porta 15-30, ma Carlos rispedisce al mittente le minacce. Sul 4-4 scatta un grande allarme per il numero 1 del mondo, quando un allungo lascia qualche strascico alla sua gamba destra. Zverev non approfitta del momento in cui lo spagnolo gioca da fermo e cade nelle trame fatte di smorzate e passanti del suo avversario. Al cambio di campo Alcaraz chiama il fisioterapista, scatenando le ire della terza forza del seeding perché il regolamento prevede che i crampi non possano essere trattati.

La mobilità dello spagnolo è ridotta ai minimi termini e anche nel suo angolo la preoccupazione cresce. Prova a giocare di solo braccio e si porta a due punti dal match, anche se poi Zverev fa 5-5. Carlos torna al servizio, senza poter spingere in fase di caricamento. Il tedesco gli dà sicuramente una mano, tra errori gratuiti e di tattica, ad approdare al tie-break. Nel dodicesimo gioco, Sasha permane in uno stato di paralisi tennistica e consente a Alcaraz di portarsi a due 15 dalla vittoria per la seconda volta. E si salva ancora, con quattro punti consecutivi.
Nel tiebreak le differenze di forma atletica emergono con forza: due minibreak bastano a Zverev per accorciare le distanze per 7 punti a 3.

Quarto set: Alcaraz lotta, ma Zverev prolunga il match al quinto e decisivo set

Il problema alla coscia destra non sembra riassorbirsi per Alcaraz, che, però, non desiste e rimane in campo, nella speranza che vada a migliorare. E sul 2-2 Carlos sembra addirittura in procinto di procurarsi una preziosissima palla break, ma sbaglia un passante di diritto praticamente a campo aperto. A stretto giro, allora, è Zverev a guadagnarsi due chance in risposta. Se alla prima non riesce neppure a far partire lo scambio, sulla seconda il sei volte campione Slam dimostra di aver recuperato un minimo di mobilità e va a prendersi il punto a rete.

Nell’ottavo gioco, però, rischia ancora al servizio e deve recuperare da 0-30. Situazione analoga si ripresenta sul 5-4 e sono ancora quattro punti consecutivi a salvare Alcaraz, la cui condizione lentamente sta volgendo alla normalità. Anche il linguaggio del corpo è sempre più positivo e riesce a raggiungere Zverev al tiebreak. Il terzo tiebreak di questa semifinale vede il tedesco andare avanti di un minibreak al terzo punto, ma il murciano non solo recupera, ma opera il sorpasso sul 3-2 e due servizi. Un diritto lungo di Carlos consente al numero 3 del mondo di riportarsi in parità. La svolta definitiva arriva sul 5-4, quando Sascha mette a referto due minibreak che significano quinto e decisivo set.

Quinto set: Alcaraz recupera un break e si prende l’ottava finale Slam in carriera

Se la forma pare progressivamente essere rientrata, ad abbandonare Alcaraz è la pazienza: con qualche errore di troppo regala una palla break a Zverev. Il disastro si completa con un doppio fallo che fa sì che il tedesco possa andare avanti per la prima volta. La reazione del murciano non si fa attendere e, sul 2-1, recupera da 40-0; con una risposta che pizzica la riga si mette nella condizione di esplodere il diritto e si guadagna la chance di contro-break. I rimpianti sono molti per Carlos che, cercando di anticipare la risposta, manda la palla lunga. Arriva anche una seconda possibilità di 2-2, ma Zverev piazza la prima vincente e, al termine di un game da più di 10 minuti, è lui ad allungare sul 3-1. Il numero 1 del mondo non accetta di lasciare l’Australia così e, nel sesto game, torna all’attacco in risposta, con una palla break.

Stavolta a dire di no a Carlos è il nastro. Possibilità per lo spagnolo si accumulano: sul 4-3 si procura l’ennesima palla break, che svanisce con un rovescio in rete. E una seconda opportunità nel game è vanificata dalla fretta di colpire un diritto. È 5-3 e Zverev potrà servire per chiudere. Alcaraz è ancora insidioso in risposta e parte con il solito 0-30 e, dopo un errore, con un’accelerazione di diritto si prende di forza altre due chance. Stavolta gli basta la prima per fare 5-5 e si garantisce il tie-break con un turno di servizio a 15. Prima, però, si porta a due 15 dalla finale, sul 30-30 e poi trascina Zverev ai vantaggi. Dopo più di cinque ore la lucidità lascia Sascha, che spara in corridoio un diritto, concedendo match point al suo avversario. Con un passante in corsa, Alcaraz punge il tedesco e approda in finale.

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