E. Nava [6] b. M. Berrettini 6-3 6-4
La tournée sudamericana di Matteo Berrettini si chiude al Movistar Chile Open con un certo avvilimento, non tanto per il risultato di 6-3 6-4, quanto per l’atteggiamento che l’azzurro ha tenuto per tutto il match, talmente scarico da lasciar ipotizzare un malessere, magari causato dal caldo. Matteo ha palesato i consueti problemi in sede di arginamento, ma la fase difensiva è apparsa particolarmente inconcludente e le momentanee situazioni di vantaggio sono arrivate in più di una occasione dagli errori del volenteroso Nava, giocatore sicuro dei propri mezzi tennistici, non scintillanti ma ben oliati.
Berrettini non si è mai incitato, né ha mai cercato con convinzione un aiuto nella partecipazione emotiva del suo angolo; anche dal punto di vista della scelta dei colpi, ha saputo crescere alla battuta ma raramente ha provato a ricorrere a qualche soluzione atta a rompere il ritmo del rivale. In definitiva è rimasto lo stesso bersaglio dall’inizio alla fine, semplificando le fatiche del generoso Nava che ora attende il vincente tra Passaro e il qualificato paraguaiano Vallejo.
Primo set: Berettini manca due palle-break e cede al nono game
L’osservato speciale è sin dalle prime battute la qualità della risposta al servizio di Berrettini, e i segnali non sono troppo positivi, ancorché ancora poco significativi: Nava regala un doppio errore ma trova due servizi vincenti e quando lo scambio finalmente si avvia per l’americano prendere vantaggio definitivo è piuttosto semplice. Il numero 79 del mondo si comporta benissimo nel secondo game, quando approfitta, oltre che di un doppio fallo, anche di due seconde palle troppo morbide del tennista romano, rispondendo con ottima profondità e sorprendendo Berrettini a corto di riflessi in uscita dal servizio.
Il gioco essenziale di Nava risulta assai concreto e Berrettini non sa come difendersi sulla riga di fondo, costretto ad arrancare e fragile sul lato sinistro quando lo statunitense lo punge in contropiede. The Hammer subisce il break dello 0-2 e sullo 0-3 riesce a sovrascrivere lo zero nei game vinti esclusivamente azionando la battuta-batosta.
L’azzurro si comporta nel complesso meglio in risposta quando a sua volta pizzica la linea di fondo e si prende la palla del contro-break sull’1-3, ma Nava si fa valere con il dritto e difende il turno: Berrettini deve urgentemente acquistare un piglio più spavaldo nei giochi contro il servizio, altrimenti per l’avversario tutto si fa semplice. Emilio, peraltro, non lo aiuta: serve circa 7 prime palle su 10, intascando la posta nel novanta per cento dei casi. Con la rimessa in gioco di riserva ha qualche pensiero in più ma tiene a bada il nostro davisman e raggiunge il 5-2 dopo mezz’ora di partita.
Matteo si arma di coraggio e sul 3-5 sorprende il rivale in uscita dal servizio per scrivere un interessante 15-40, che però Emilio cancella rimettendo ordine al suo tennis. È il game più combattuto con Berrettini che inganna Nava un paio di volte con il rovescio tagliato, opzione utilizzata pochissimo sin lì; l’americano gestisce comunque meglio le situazioni e agguanta il set alla seconda occasione.
Secondo set: Matteo serve meglio ma cede ugualmente la battuta e non recupera più
Solo il 20% di punti con la seconda palla per Berrettini, che ha avuto più palle-break del rivale, tre contro due, ma ha servito più doppi falli che ace, due contro uno. Nava spinge bene combinando però qua e là qualche pasticcio ma Matteo per ora è troppo poco dinamico per dare continuità alla sua azione di contenimento e contrattacco; l’azzurro comunque difende i primi turni alla battuta con buona disinvoltura e si siede alla prima pausa lunga sul 2-1.
I minuti successivi confermano la maggiore sicurezza del giocatore alla battuta, con il nostro alfiere che nei primi tre turni tiene una percentuale di realizzazione della seconda battuta addirittura, sia pur di poco, superiore a quella della prima: 80 contro 78, Matteo guida 3-2 in una frazione ancora orba di palle-break. La circostanza si verifica nel settimo game e Berrettini deve ringraziare il proprio monumentale colpo di inizio gioco, ma la sua scarsa reattività emerge in tutto il frangente di gara e si acuisce nel finale, quando Nava si prende una palla-game e la trasforma dal momento che l’azzurro si sposta con ritardo sulla sinistra e abborraccia un dritto molliccio che si ferma in rete.
Mettere ora soldi su Berrettini pare decisione azzardata; Nava forse si commuove e combina un paio di disastri, ma il tennista italiano ha un atteggiamento stranamente abulico e non approfitta nemmeno questa volta dell’incoraggiamento altrui, limitandosi a tenere il turno di battuta che lo porta sul 4-5, all’ultima occasione. Visto l’andamento del match però Nava non deve provare troppa pressione e infatti gestisce facilmente la vicenda, incamerando il 6-4 che lo sospinge al secondo turno.
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