[3] N. Djokovic b. A. Kovacevic 6-4 1-6 6-4
Al BNP Paribas Open Novak Djokovic esce vincitore con Alexsandar Kovacevic da una partita che, dopo un primo set abbastanza controllato, si ingarbuglia soprattutto per demeriti del serbo stesso, che soffre un calo fisico probabilmente dovuto al caldo e smette di contenere le iniziative come sempre ardite e un po’ pasticciate del talentuoso americano.
Kovacevic prende animo quando si avvede che l’avversario sta annaspando e stravince il secondo set; Alex continua nella sua azione nel set decisivo ma in ribattuta Nole pone i sigilli al suo colpo di inizo gioco e non corre praticamente più rischi. A questo punto il cammino verso il tie-break, apparentemente tranquillo, può svoltare solo in negativo per lo statunitense, che infatti perde l’attenzione proprio quando sta servendo per il 5-5 e cede il passaggio del turno.
I duellanti si abbracciano, la scena è bellissima ma ora Novak deve correre ai ripari per recuperare al meglio: negli ottavi avrà Francisco Cerundolo o Draper.
Primo set: Djokovic trova il break e controlla facilmente il gioco
Due ace e un doppio errore per Djokovic durante il suo primo impegno alla battuta; l’asso serbo ricuce il 15-30 allungando da par suo lo scambio e trovando l’errore di Kovacevic. Per l’americano dal nome slavo si tratta di capire quante volte gli riuscirà di non venire aspirato nel groviglio di palleggi lunghi e sfiancanti che rimano molto poco con la sua inclinazione alla ricerca delle soluzioni immediate e più rischiose.
Il numero 72 del mondo ha la palla-break nel secondo game ma Novak serve benissimo e cancella il pericolo, cosa che a lui non riesce già nel gioco successivo perché il 24 volte campione Slam osa in risposta e coglie il rivale impreparato in contenimento. Djokovic ha incontrato solo una volta Kovacevic, al Roland Garros nel 2023 con vittoria in tre set, ma sa benissimo come comportarsi con i tennisti come lui, veementi nello scatto ma non brillanti nella resistenza.
Nole sposta bene lo statunitense e ne evidenzia la scarsa dimestichezza nel recupero. Alexsandar palesa tra le altre cose un utilizzo tutto sommato limitato del rovescio slice e in ribattuta, dopo il primo turno, ci sono pochissime soddisfazioni per lui; il servizio però funziona bene e gli consente di rimanere a ruota nel risultato, che dopo 22 minuti vede Djokovic servire sul 4-3 in proprio favore.
Kovacevic, atleta dal rovescio monomane, prova il revers al salto che tanto piace eseguire a Shapovalov ma il colpo oltrepassa nettamente la riga di fondo: l’americano per scusarsi organizza un bis, senza balzo, incrociato che lascia l’augusto avversario di sasso. Kovacevic si merita gli applausi ma dal 15 pari in avanti Nole non gli lascia spazio e torna a infilarglisi tra le lacune difensive. Il campione belgradese in battuta non soffre più e chiude la vicenda al decimo game.
Secondo set: Djokovic ha un vistoso calo fisico e cede 6-1
Per Kovacevic ben otto dritti vincenti, cui si aggiunge il rovescio descritto prima, ma gli errori non forzati sono nove, mentre Djokovic ne commette soltanto due e nessuno con il dritto; per provare a trarre dal match qualcosa di più consistente di una buona difesa lo statunitense deve provare a forzare di più, a partire dalla seconda palla del campione.
Djokovic avverte il momento propizio per un break in apertura e si muove come solo lui sa fare per ribattere ogni tentativo d’attacco dell’americano; il game iniziale è divertente ma qualche errore ne penalizza la spettacolarità. Novak pasticcia su un paio di seconde palle di Alexsandar, che a sua volta serve un doppio fallo e sbraccia in corridoio o in rete soluzioni non impossibili: una palla-break e sei occasioni per Kovacevic, che alla fine tiene duro e incassa il punto.
Djokovic muove il braccio destro come se fosse informicolato, lo scuote e muove la testa; nel secondo game offre una prima palla-break con un doppio fallo, poi ne porge un’altra con un dritto portato con azione piuttosto scomposta. Kovacevic riesce a penetrare con il dritto e fa scaturire il break, inatteso. Alex prova a forzare, la sua azione non è impeccabile ma in questo momento l’asso serbo è confuso e impreciso e favorisce il 3-0 per l’avversario dopo 26 minuti.
Nella svolta nel punteggio bisogna riconoscere i meriti dell’americano, che calca la mano con gli ace e spinge con buona lena, ma anche notare che i demeriti del serbo sono forse anche più importanti. Negli ultimi dieci minuti Nole non sembra reggere con le gambe al pressing del rivale, che entra con facilità con il dritto; Djokovic arranca, subisce l’1-4 e cede ancora la battuta per l’1-5.
Il numero 3 del computer non riesce più ad allungare gli scambi e il suo contendente ha preso fiducia e preme sin dalla risposta alla seconda palla: il secondo set finisce così al quarto setpoint del settimo gioco.
Terzo set: Djokovic non rischia più in battuta e coglie il break decisivo nel finale
Gli errori forzati per Djokovic sono diventati dieci, così come i dritti vincenti del suo caricatissimo rivale, ora bisogna vedere come si muove il campione, che ha lasciato trascorrere l’ultimo game del set precedente per partire al meglio nella partita decisiva. Nole scrolla l’avambraccio destro ma tiene comunque a zero il game che apre il decider.
L’americano combina qualche frittata ma Novak non sa approfittarne; il secondo game è bruttarello, Kovacevic prova a redimerlo con un mirabile dritto inside in che spiazza l’avversario ma in generale il bel tennis sbuca a tratti per poi ritrarsi. Djokovic si rifugia nella battuta per non perdere contatto, in attesa di tempi migliori (quante partite ha vinto così? Non si contano) e si va a sedere sul 2-1 in proprio favore.
Nole è tuttora in affanno ma con tutto il mestiere possibile arriva per due volte alla palla-break nel quarto game; Kovacevic, sventato e coraggioso, se la cava ma non pare nutrire fantasie di break perché in risposta non riesce più a mordere e dopo 35 minuti il tabellone dice 4-3 per il favorito della vigilia, senza break.
L’americano si serve del quindicesimo e del sedicesimo ace della sua giornata per rammendare lo strappo fisiologico nel punteggio; tra i due è lui a faticare di più in battuta, Nole agita ancora il braccio ma serve con precisione e scrive 5-4. Kovacevic serve per rimanere nel match ma dal 30-15 si blocca improvvisamente e subisce un tris di punti del rivale, cui egli stesso contribuisce generosamente; la partita finisce di colpo, per Kovacevic 33 colpi vincenti ma 44 errori non forzati. Djokovic ringrazia e si iscrive agli ottavi.
[27] C. Norrie b. [6] A. De Minaur 6-4 6-4
Cameron Norrie batte per la terza volta, la prima al di fuori della United Cup, l’australiano Alex De Minaur e fornisce la prima sorpresa della settimana. L’inglese è bravo nel primo set ad annullare quattro palle-break, di cui due consecutive quando sta servendo per aggiudicarsi la frazione, e inoltre De Minaur cede subito la battuta in apertura di secondo set e di nuovo non trasforma due occasioni per impattare immediatamente.
La vicenda lo segna e lo porta a subire una nuova scorreria del rivale che gli oltraggia di nuovo il servizio e si porta a servire sul 5-2. Soltanto qui l’australiano vince e dimezza il ritardo in termini di break, ma l’evento non crea scompiglio nella testa del britannico, che chiude al decimo game e aspetta negli ottavi il vincitore tra Hijikata e Bublik.
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