ATP Indian Wells, Draper: “Djokovic è il migliore di sempre, dovrò essere più costante”

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ATP Indian Wells, Draper: “Djokovic è il migliore di sempre, dovrò essere più costante”

Con la vittoria in due set su Francisco Cerundolo, Jack Draper si è regalato Novak Djokovic negli ottavi del BNP Paribas Open. Draper è tornato nel circuito a Dubai, dopo otto mesi di assenza, e la vittoria sull’argentino è la sua seconda consecutiva, cosa che non gli riusciva dal torneo del Queen’s dello scorso giugno. Il britannico ha lamentato una prestazione altalenante contro Cerundolo, specie nel secondo set, cosa che non potrà permettersi di fare contro Djokovic.

D: Congratulazioni, Jack. Una vittoria in due set oggi. Non vedi l’ora di giocare il prossimo turno contro Novak?
JACK DRAPER: “Sì, sicuramente, ho un giorno libero per prepararmi. Con Cerundolo è stata una prestazione discreta e sono contento di come sono partito, soprattutto nel primo set. Il secondo set è stato un po’ altalenante, un po’ complicato, ma le condizioni erano difficili e sono riuscito a venirne fuori e a giocare bene nei momenti in cui serviva. Non vedo l’ora che arrivi mercoledì”.

D. Che voto su 10 daresti alla tua prestazione, considerando come hai giocato al primo turno e il fatto che stai tornando dopo lo stop?
JACK DRAPER: “Sicuramente sono entrato in campo sentendomi meglio con il mio tennis e con il mio corpo. Un po’ quello che mi aspettavo e che dicevo l’altro giorno: ogni volta che scendo in campo e mi do l’opportunità di giocare, posso fare bene. Penso che il primo set sia stato di livello molto alto, probabilmente un 8. Il secondo set invece direi più un 4. Sono stato molto altalenante. Sono riuscito comunque a portarlo a casa con un po’ di grinta e giocando un grande tennis nei momenti importanti, soprattutto sul 5-5. È quello che sto cercando: essere costante per tutta la partita. Penso che arriverà man mano che giocherò di più”.

D. Come si sente il tuo corpo?
JACK DRAPER: “Onestamente mi sento molto bene. Probabilmente è stata una cosa positiva giocare un paio di partite a Dubai ma non di più, perché mi ha permesso di riabituarmi alla competizione senza aumentare troppo il carico. Sono riuscito a venire qui, fare una settimana di allenamento, ed è stato utile giocare magari una partita di tre set al primo turno per passare più tempo in campo. Ovviamente mi alleno anche ogni giorno, quindi non è come se stessi giocando ogni giorno. Mi sento davvero molto bene e non vedo l’ora di costruire un po’ di slancio con questo ritmo”.

D. Puoi parlare un po’ della sfida contro Novak? Hai visto molto delle sue partite qui finora?
JACK DRAPER: “No, non ho visto molto di lui qui, ma so cosa aspettarmi da Novak. Lo guardo giocare da quando ero bambino. Penso che sia il più grande tennista di tutti i tempi. La sua mentalità e il suo livello di gioco sono sempre incredibilmente alti. Dovrò giocare davvero bene e sfruttare le mie occasioni. Ma più di tutto sono molto grato non solo di essere qui, ma anche di avere l’opportunità di giocare contro questi giocatori, continuare a migliorare il mio livello e darmi un’altra possibilità di competere sui palcoscenici dove voglio essere”.

D. L’anno scorso sei stato fuori dal tennis per un infortunio. Cosa hai fatto in quel periodo? Quali erano i tuoi interessi o attività, visto che non potevi giocare molto?
JACK DRAPER: “È stato difficile, perché è uno sport individuale. Passiamo la vita in viaggio, lontani dalla famiglia, vivendo praticamente con la valigia e sempre a cento all’ora, senza fermarci a fare cose normali. Quando ero infortunato sono andato via un paio di volte. Sono andato in vacanza per la prima volta in otto anni, quindi è stato interessante. Però è stato anche difficile, perché durante il periodo dell’infortunio mi allenavo comunque costantemente: se ti fermi troppo a tennis perdi completamente la condizione e poi è molto difficile tornare.

Quindi in realtà continuavo ad allenarmi e lavorare duro. Ovviamente stare a casa e passare tempo con la famiglia, cosa che di solito non riesco mai a fare, è stato molto bello. Ho passato anche molto tempo nel Regno Unito. Amo il Regno Unito, quindi è stato bello stare lì. Nulla di troppo speciale, a dire la verità. Era semplicemente un lavoro quotidiano per riportare il mio braccio dove doveva essere. Non sapevo mai quando sarei riuscito a tornare in campo ed essere di nuovo forte, ma sapevo che dovevo lavorare con grande costanza”.

D. Tu e Arthur Fils siete tornati più o meno nello stesso periodo e state andando bene entrambi. Hai parlato molto con lui? Ho visto un video di voi che chiacchieravate in campo. Siete amici?

JACK DRAPER:Sì, ci ho parlato nello spogliatoio. Mi ha chiesto come stavo. Gli ho detto che stavo bene e abbiamo riso un po’ pensando a quanto tempo abbiamo perso, anche se credo che lui sia stato fuori più di me. Entrambi abbiamo avuto infortuni simili, alle ossa. Stavamo ridendo perché sono infortuni davvero brutti. Non sono facili. Non è come uno stiramento muscolare, dove sai quando tornerai. È un processo molto lungo. Non sono entrato nei dettagli con lui, ma immagino che abbia passato momenti difficili simili ai miei, perché so quanto siano lunghi e duri questi infortuni. Ho molto rispetto per Arthur. Penso che sia un giocatore incredibile. È impressionante anche il modo in cui è tornato: sta vincendo tante partite, ha fatto la finale a Doha e sta andando bene anche qui. Gli auguro il meglio, è un bravo ragazzo”.

D. Ti piace guardarlo giocare?
JACK DRAPER:Sì, mi piace guardarlo. Penso che abbia molto talento e stile. Ha anche un atteggiamento molto buono. Mostra molta energia, è combattivo e compete sempre duramente. E penso che sia molto positivo per il tennis francese avere un giocatore come lui, sicuramente”.

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