La notte americana è una di quella che porta in dote alla mattinata europea rimonte e vittorie sofferte. Ne sa qualcosa Carlos Alcaraz, lo ha vissuto anche Novak Djokovic che ha battuto l’americano Aleksandar Kovacevic con il punteggio di 6-4 1-6 6-4, al termine di una partita nervosa, a tratti imprevedibile, che lo stesso ex numero 1 al mondo ha definito in conferenza stampa “aperta fino agli ultimi punti”. Una partita che il ventiquattro volte campione Slam ha dovuto interpretare con pazienza, accettando i momenti complicati e trovando alla fine le soluzioni giuste. Un concetto che Djokovic ha poi riassunto con una parola chiave che nel suo tennis torna spesso: “trovare una soluzione”.
Una partita più complicata del previsto
In campo Kovacevic ha giocato senza complessi, spingendo soprattutto con il servizio e togliendo ritmo al serbo. Un aspetto che Djokovic ha sottolineato più volte dopo la partita. “Non ricordo di aver affrontato qualcuno della sua altezza capace di servire così bene e con tanta precisione”, ha spiegato. “Mi stava mettendo molta pressione. Non riuscivo quasi a leggere la sua battuta e stava ottenendo tanti punti gratuiti”. Il secondo set, dominato dall’americano per 6-1, è stato il momento più delicato della partita per Djokovic. Il serbo ha però saputo restare dentro il match fino alla fase decisiva del terzo set, quando qualche prima di servizio mancata di Kovacevic ha aperto uno spiraglio. “L’ultimo game del terzo set è stato decisivo”, ha raccontato Djokovic. “Ha sbagliato alcune prime e mi ha dato la possibilità di attaccare la seconda. Ho sfruttato quelle occasioni. Fino a quel momento la partita poteva andare in qualsiasi direzione”.
Il legame con Kovacevic
Djokovic ha parlato con grande rispetto del suo avversario, con cui condivide anche un legame particolare. Kovacevic ha infatti origini serbe e tra i due c’è un buon rapporto. “Non siamo in tanti con origini serbe nel circuito”, ha detto sorridendo Djokovic. “Aleks è un ragazzo che mi piace molto, andiamo molto d’accordo e ci alleniamo spesso insieme. Sono felice di vedere che sta crescendo. È sempre stato un grande colpitore di palla, molto talentuoso. In passato però gli mancava un po’ di continuità e faceva troppi errori gratuiti. Ora sembra aver migliorato molto questo aspetto. Sta lavorando bene con il suo team e si vede”.
Il significato del “tennis IQ”
Durante la conferenza stampa Djokovic è stato anche invitato a spiegare cosa significhi davvero avere un alto “tennis IQ”, un concetto spesso associato al suo modo di stare in campo. La risposta del serbo è stata articolata e molto lucida. “Per me il tennis IQ significa trovare una soluzione”, ha spiegato. “Trovare un modo per uscire dalle difficoltà durante la partita”. Secondo Djokovic non si tratta solo di talento o istinto, ma di un processo molto più complesso. “È legato a tutto quello che fai prima del match: come ti prepari, quanto lavori sui tuoi punti deboli, quanto cerchi di migliorare ogni giorno. Non puoi limitarti a contare solo sui tuoi punti di forza sperando che gli altri non scoprano le tue debolezze”. Un approccio che nel tennis moderno diventa sempre più importante. “Devi avere più piani di gioco”, ha aggiunto. “Se il piano A o B non funzionano devi avere un piano C, D o E. Devi adattarti all’avversario, alla superficie, alle condizioni. È qualcosa che richiede anni di lavoro”.
L’orgoglio per il tennis femminile
Djokovic poi ha risposto anche a una domanda sul tema dell’uguaglianza tra tennis maschile e femminile, sottolineando il ruolo pionieristico che lo sport ha avuto nel panorama globale.
“Il tennis femminile è stato di gran lunga lo sport femminile più di successo al mondo”, ha spiegato il serbo. “Ed è anche uno di quelli meglio pagati. È qualcosa di cui essere orgogliosi”.
Secondo Djokovic il tennis resta un esempio positivo rispetto ad altri sport.
“È bello vedere che siamo arrivati a questo livello di riconoscimento e visibilità. Credo che il tennis femminile sia in una posizione molto buona”.
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