ATP Indian Wells: Dimitrov guadagna Alcaraz, per Djokovic c’è Majchrzak

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ATP Indian Wells: Dimitrov guadagna Alcaraz, per Djokovic c’è Majchrzak

La giornata dedicata al completamento del primo turno del BNP Paribas Open. La prima infornata di incontri ci restituisce già i nomi dei prossimi avversari di Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, rispettivamente Grigor Dimitrov e Kamil Majchrzak. Vediamo come sono andati quelli e gli altri match sotto il sole di Indian Wells.

G. Dimitrov b. T. Atmane 6-4 5-7 6-4

Grigor Dimitrov vendica la sconfitta di dieci giorni fa ad Acapulco battendo il n. 52 ATP Terence Atmane, 6-4 5-7 6-4. È solo la seconda vittoria della stagione per Dimitrov, che fatica a trovare continuità dopo l’infortunio dell’anno scorso a Wimbledon contro Sinner. Contro il francese ha però mostrato ottimi segnali in un match decisamente godibile, in definitiva pagando un prezzo minimo per le 8 palle break su 9 non sfruttate nel secondo set.

Un finale rocambolesco, quello del secondo parziale. Al servizio sul 4-5, Grigor annulla un set point aprendosi il campo con il dritto per finalizzare a rete. Nel game successivo, Atmane va sotto 15-40, sembra finita, ma annulla quelle e altre cinque palle break, aiutato dal servizio mancino ma sempre con gran coraggio nello scambio. Carico per l’impresa (ha anche piazzato una volée in acrobazia), va a prendersi il set in risposta scatenando il suo drittone. Nel terzo, Grisha è partito strappando il servizio all’avversario e dopo aver mancato due chance per consolidare il vantaggio, ha subito rimesso il naso avanti e non si è più fatto riprendere. Al prossimo turno c’è Carlos Alcaraz, che lo ha sconfitto quattro volte su sei, l’ultima, un doppio 6-1, proprio qui un anno fa.

A. Shevchenko b. [Q] S. Shimabukuro 6-4 3-6 6-2

Sta provando a recuperare la fiducia del 2023, Alexander Shevchenko, best ranking 45° del ranking due anni fa e ora n. 88 dopo essere uscito dai primi 100. L’occasione di mettere a segno il quarto successo ATP stagionale era relativamente ghiotta con avversario un qualificato, il n. 113 Sho Shimabukuro, battuto l’anno scorso a livello Challenger. Questa volta il ventottenne giapponese è riuscito a strappare un set, Shevchenko ha portato a termine la pratica prendendo subito il largo nella partita finale. 6-4 3-6 6-2 in due ore e dieci minuti per il kazako nativo di Rostov sul Don, che raggiunge così Casper Ruud.

K. Majchrzak b. G. Mpetshi Perricard 6-3 1-6 7-5

Non bastano il 70% di prime in campo, il 43% di servizi non tornadi indietro e il 100% (tre su tre) di palle break convertite a Giovanni Mpetshi Perricard, che si arrende a Kamil Majchrzak in un’ora e tre quarti. 6-3 1-6 7-5 per il polacco in una sfida equilibra guardando i punti fino a otto colpi (anche se Mpetshi ha vinto solo quattro scambi da 0 a 4 colpi quando era in risposta), mentre Kamil vanta un 16-10 in quelli lunghi.

L’unico parziale davvero in equilibrio è stato però il terzo, con scambio di break nella parte centrale e match point annullato da GMP sul 4-5 con la battuta. Non riesce però a raggiungere il tie-break, Giovanni, che nel dodicesimo game commette due doppi fali e altri due errori non forzati. Per Majchrzak, n. 57 ATP, ora c’è la sfida inedita contro Novak Djokovic.

A. Kovacevic b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(4)

Aleksandar Kovacevic ribalta il pronostico e batte Hubert Hurkacz 7-6(6) 7-6(4). Il monomane newyorchese si è dimostrato superiore negli scambi fino a quattro colpi e più solido nei momenti caldi. Nel primo tie-break, Hurkacz ha avuto il set point in risposta, ma Kovacevic ha risolto con un buon dritto dopo il servizio su una palla in cui era facile sia strafare sia giocare troppo conservativi. Dopo l’errore polacco con il rovescio in entrata, ha fatto suo il parziale sulla stecca di dritto di Hubi.

Nel nono gioco, il ventottenne statunitense opera il primo break della sfida e va a servire per il secondo turno ma cede la battuta a “15”. Di nuovo tie-break, con l’allungo decisivo ancora grazie al dritto “storto” di Hurkacz. Kovacevic si prende il 6-4 con uno scambio bruttino influenzato da una raffica di vento, poi piazza l’ace che gli vale Corentin Moutet.

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