ATP Indian Wells, Darderi: “Da Sinner si impara sempre. Lui e Alcaraz fanno tutto meglio degli altri”

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ATP Indian Wells, Darderi: “Da Sinner si impara sempre. Lui e Alcaraz fanno tutto meglio degli altri”

Luciano Darderi si prepara all’esordio a Indian Wells, dove debutterà da testa di serie numero 20 contro Rinky Hijikata, 117 ATP, contro cui ha vinto i due precedenti senza concedergli neppure un set.

La stagione dell’azzurro è iniziata sotto un’ottima stella. Gli ottavi di finale all’Australian Open, dove è stato fermato solamente da Jannik Sinner, certificano una continua evoluzione in atto, che vede il 24enne nato a Villa Gesell trovare conferme anche lontano dall’amata terra rossa.
Anche se è proprio il ritorno sul mattone tritato che ha regalato a Luli il primo titolo del 2026. Dopo la finale di Buenos Aires, ha concluso il Golden Swing con il quinto trionfo della carriera a Santiago.

Dopo la gira sudamericana, che gli ha permesso, tra gli altri, di ritoccare il best ranking, attestandosi alla 21esima posizione del ranking, sono da confermare i progressi sul cemento. Al BNP Paribas Open di Indian Wells, data l’eliminazione all’esordio del 2025, Darderi ha l’occasione di rendere realtà il primo obiettivo stagionale: l‘approdo in top 20.

Darderi: “Sinner e Alcaraz fanno tutto meglio degli altri”

In attesa di dare avvio al primo dei due appuntamenti del Sunshine Double, Darderi si è allenato insieme a Jannik Sinner.

Ai microfoni di Sky Sport, l’azzurro mostra tutta la gioia di condividere il campo insieme al numero 2 del mondo.
“È un piacere allenarmi con lui. Lo ringrazio perché impari sempre qualcosa esordisce Luciano. “Ci siamo allenati un’oretta e mezza. Avere questo tipo di allenamenti prima delle partite è bello”.

Mentre i due connazionali si preparavano l’un l’altro al match d’esordio, nel campo adiacente c’era, per il proprio allenamento, Carlos Alcaraz, due volte campione del primo Masters 1000 della stagione.
Provando a spiegare cosa rende speciali i due dominatori del circuito, Luli dice: La loro velocità di palla è più alta. Fanno tutto meglio degli altri, quindi bisogna abituarsi alla velocità”.
E anche in allenamento sembrano andare a ritmi differenti. “Nel primo set non riuscivo ancora ad adattarmi, nel secondo set un pochino meglio” spiega circa l’ora e mezzo passata insieme a Sinner. “Però ovviamente è un allenamento, ci si prepara e si prova dei colpi”.

Stare di fianco a Alcaraz e allenarmi con Jannik è qualcosa di belloconclude Luciano.

Darderi: “Con mio padre adesso ci capiamo, anche se spesso mi arrabbio in campo… Poverino!”

“Arrivare qui dopo aver vinto un titolo, anche se sono parecchio stanco, mi fa felice” prosegue Darderi, addentrandosi nell’analisi della sua stagione, di cui, fino qui, si dice soddisfatto.

Sono contento del percorso che sto facendo. L’obiettivo nei tornei lo abbiamo fatto, adesso bisogna continuare” sostiene il numero 21 ATP, consapevole che i mattoncini che sta cementando adesso non sono che l’inizio.
“C’è sempre da migliorare, anche quelli più forti hanno ancora da migliorare, quindi per me ce n’è ancora tanto, sia mentalmente che tennisticamente e fisicamente. C’è un po’ di tutto da migliorare” confessa con sincerità e consapevolezza.Penso che mentalmente sia la cosa più importante, quindi stiamo lavorando anche su quell’aspetto lì. E anche la continuità, che penso stiamo avendo quest’anno”. E poi i progressi sulle superfici rapide: “Migliorare sul cemento è qualcosa che stiamo facendo molto bene”.
Contro il qualificato Hijikata, giustiziere di Francesco Maestrelli al primo turno, è intenzionato a confermare il trend positivo anche sul veloce, per poi guadagnarsi un possibile terzo turno contro Alexander Bublik.

Infine, chiude l’intervento a Sky Sport parlando di papà Gino, che da sempre cerca di far coesistere il ruolo di genitore e di allenatore.

Quando ero più piccolo c’erano più contro perché a volte uno non vuole sentire il papà. Sentirlo a casa, sentirlo in campo…” ammette Luciano. Ma adesso ci stiamo capendo un pochino meglio, anche se a volte mi arrabbio in campo con lui, ma non è colpa sua. Lui poverino sopporta le cose che io faccio in campo
Crescendo Luli ravvisa molti più pro nell’avere il padre sulla sua panchina.I pro sono che abbiamo tanta fiducia l’uno nell’altro e ci capiamo molto bene. Sono tanti anni e questo penso sia una cosa positiva anche in campo”

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