Il cammino di Matteo Berrettini al BNP Paribas Open 2026 di Indian Wells si è interrotto al secondo turno. Dopo il successo contro Adrian Mannarino, infatti, il romano ha alzato bandiera bianca con Alexander Zverev, arrendendosi in 6-3 6-4, e salutando quindi il deserto della California. A margine dell’incontro il 29enne ha rivelato a ‘Sky’ di essere ancora indeciso se giocare il Challenger di Phoenix nel corso della prossima settimana o se concentrarsi sugli allenamenti, non avendo ancora parlato di questo aspetto con il resto del team. Al termine del match, ‘The Hammer’ è invece intervenuto in conferenza stampa, dove era presente solamente ‘Ubitennis’. Ecco, dunque, le sue parole.
A un certo punto, non so se ho sentito bene dalla tribuna, hai detto “senza dritto su un giocatore normale”. Temi di stare diventando un giocatore un po’ meno speciale di una volta, perché invece da fuori è stata una partita molto vicina.
MATTEO BERRETTINI: “No, quelle sono cose che si dicono nella tensione e nella frustrazione. È un dato di fatto che nei due game in cui ho preso break ci sono stati errori di dritto, ma è la maniera con cui voglio vincere e perdere le partite: spingere e provare a fare male. Oggi per tantissimi game ho fatto quello che dovevo fare, le partite si perdono e si vincono per pochi punti, soprattutto con un giocatore come lui”.
“Ho fatto qualche errore di troppo, avevo una palla game e ho sbagliato un dritto comodo. La cosa più importante è avere l’idea giusta e secondo me oggi è stata una partita di alto livello. So che da fuori è durata poco con pochi scambi, ma l’alto livello spesso è servizio-risposta in condizioni difficilissime con tanto vento. I giocatori forti si giocano così le partite, soprattutto due alti come noi“.
Hanno visto le stats, non ha sbagliato nulla lui.
MATTEO BERRETTINI: “L’ultima volta erano condizioni diverse, ho giocato a Montecarlo sulla terra. C’erano più scambi e qualche errore in più, oggi mi ha concesso poco e nulla. Anche in due-tre punti sullo 0-15 ha fatto volée buonissime, attaccarsi a due punti è difficile in una partita intera. Oggi è stato più bravo di me, ma posso prendere fiducia da questa partita“.
L’altro giorno stavo ascoltando il commento di Tennis Channel durante il tuo match con Mananrino e Jim Courier ha parlato della tua situazione e dei problemi fisici. Ha detto: “Secondo me per Berrettini questo dovrebbe essere l’anno della ricostruzione a livello fisico e team, e ha messo un numero sull’obiettivo della classifica finale”. Cosa ne pensi, e vuoi che ti dica il numero?
MATTEO BERRETTINI: “È sempre molto difficile porsi obiettivi fisici. Tanti anni dico “voglio stare bene”, ma quando arriva la batosta cosa fai? Invece la base è dare continuità. Quando succede qualcosa, che fa parte della mia storia da tennista, bisogna accettarlo“.
“Non è facile, ma andarci giù ogni volta non porta a nulla, devo cambiare approccio. Credo di avere un livello diverso rispetto alla classifica attuale, ma il tennis è giocare, fare punti e essere competitivo settimana dopo settimana. Penso di meritare una classifica diversa, ma me la devo conquistare“.
Senti, solo due parole su questo primo periodo con Thomas. Come vi trovate e che cosa senti che possa stare dando?
MATTEO BERRETTINI: “Ci troviamo molto bene e lo conosco da tanti anni. La collaborazione è nata alla Laver Cup, dove mi ha aiutato nella preparazione senza allenatore. Mi è piaciuta la sua energia e quanto gli piace il tennis, ci siamo trovati bene anche fuori dal campo. È stato uno dei primi nomi a cui ho pensato. Mi porta esperienza tennistica da campione, ha avuto infortuni e il suo servizio-dritto era potente. Anche a livello di team fa squadra e ha unito tutti noi italiani fin da subito, nonostante la sua storia diversa. Ho tanta fiducia in questo rapporto, stiamo facendo buone cose e la stagione è appena iniziata“.
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